Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 08 Novembre 2013

Incontro operativo a Vibo Valentia tra il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, gli assessori (con l`eccezione di Tallini e Trematerra) e i dirigenti generali dei dipartimenti per discutere del Dos, il Documento di orientamento strategico. Si tratta di un atto - informa una nota dell`ufficio
stampa della giunta - che costituisce il quadro di riferimento regionale per la definizione e l`attuazione in forma integrata, nel periodo di programmazione 2014-2020, delle politiche relative ai fondi del Quadro strategico comune (Fesr, Fse, Feasr e Feamp) e delle politiche regionali nazionali (Fondo per lo sviluppo e la coesione) in Calabria. Il Dos, in pratica, identifica metodi, finalità e direttrici strategiche delle politiche di sviluppo e coesione in Calabria. L`appuntamento odierno, che fa seguito ad altri incontri tecnici, è servito a riprendere il confronto con la parte politica. Sono 11 gli indirizzi strategici del documento: ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione, agenda digitale, competitività dei sistemi produttivi, energia sostenibile e qualità della vita, clima e rischi ambientali, tutela dell`ambiente e valorizzazione delle risorse culturali e ambientali, mobilità  sostenibile di persone e merci, occupazione, inclusione sociale e lotta alla povertà, istruzione e formazione, capacità istituzionale.
A introdurre i lavori é stato lo stesso Scopelliti, che ha ribadito gli obiettivi politici che dovranno far parte della nuova programmazione. A seguire l`assessore al Bilancio e Programmazione comunitaria Giacomo Mancini, che precedentemente si era confrontato con le parti sociali e che ha evidenziato gli indirizzi della programmazione futura. Il dirigente generale della Presidenza, Franco Zoccali, ha sottolineato le priorità dell`ente nella definizione del Dos. È stato poi il dirigente generale del dipartimento Bilancio e programmazione, Paolo Praticó, a evidenziare che «con questo documento viene fornita un`analisi sintetica e mirata del contesto regionale calabrese, in cui si stanno per avviarsi le nuove politiche di sviluppo e coesione, evidenziandone potenzialità e debolezze». «La scelta dei temi e delle azioni su cui investire nell`ambito della nuova programmazione non è illimitata: non ci si muove - ha aggiunto Praticò - in un campo aperto bensì lungo un percorso ben definito di possibili opzioni, tracciato dai regolamenti comunitari, dal Quadro strategico comune e dall`Accordo di partenariato. In particolare, tutti gli interventi regionali devono essere riconducibili agli undici obiettivi tematici del Qsc. Inoltre, essi devono rientrare strettamente nell`ambito dei risultati attesi e delle azioni che, per ciascun obiettivo tematico, sono state specificate dall`accordo di partenariato. L`integrazione degli interventi è un tema chiave delle politiche 2014-2020, sia sul piano programmatico, che su quello organizzativo».
Nel corso della riunione sono stati numerosi gli interventi di assessori, consiglieri regionali e dei dirigenti generali dei dipartimenti, che hanno offerto un prezioso contributo al confronto sul documento che, ultimato, definirà finalità e direttrici strategiche delle politiche di sviluppo e coesione della Regione. (0080)

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  • Occhiello Incontro operativo a Vibo per discutere del Documento di orientamento strategico del Por 2014-2020

COSENZA L`arcivescovo di Cosenza, Salvatore Nunnari, si è presentato a sorpresa stasera a Cosenza all`iniziativa nel corso della quale Antonio Bassolino ha presentato il suo libro ``Le Dolomiti di Napoli``. «Sono venuto – ha detto Nunnari, accolto nella sala da un caloroso applauso – a salutare il mio amico Antonio Bassolino e non ho esitato per questo a rinviare una messa». Tra Bassolino e Nunnari c`è stato un abbraccio in forza di un rapporto antico che c`è tra i due. Nunnari era arcivescovo di Sant`Angelo dei Lombardi (Avellino) quando Bassolino era presidente della Regione Campania. «Non potevo mancare a questa occasione – ha detto monsignor Nunnari – anche se l`ho saputo per caso leggendo un manifesto». Il presule si è seduto al tavolo della presidenza ed ha seguito l`intervento di Bassolino, che ha ripercorso la sua esperienza politica di sindaco di Napoli e di governatore della Campania, sottolineando, in particolare, «l`attenzione per il sud» che ha accompagnato tutto il suo percorso politico. (0090)

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  • Occhiello Il vescovo di Cosenza ha scelto di partecipare all`iniziativa per presentare il libro dell`ex governatore della Campania. «Sono voluto venire a salutarlo anche se non ero stato invitato»

VIBO VALENTIA La Corte di cassazione ha confermato le condanne, tranne una, per la morte di Federica Monteleone, la sedicenne deceduta nel 2007 dopo un intervento di appendicectomia effettuato nell`ospedale di Vibo Valentia durante il quale si verificò un black out in sala operatoria. Annullata con rinvio la condanna per l`ex direttore sanitario dell`ospedale di Vibo Valentia, Alfonso Luciano, al quale in appello erano stati comminati un anno e quattro mesi (due anni in primo grado).
Alla pronuncia della Cassazione si è arrivati dopo che la Corte d`appello di Catanzaro, nel maggio del 2012, aveva confermato la sentenza di primo grado per la morte della giovane. La condanna più pesante (due anni e quattro mesi) è stata inflitta a Francesco Talarico, all`epoca dei fatti direttore generale dell`Asp di Vibo Valentia. Per Talarico i giudici d`appello avevano disposto un aggravio di pena rispetto alla sentenza di primo grado (due anni) dichiarandolo colpevole, così com`era stato chiesto dal sostituto procuratore generale Domenico Prestinenzi (oggi Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme) oltre che di omicidio colposo, anche di tentata concussione.
Conferma della condanna a due anni, inoltre, per Roberto De Vincentiis, ex direttore dei servizi tecnici dell`Azienda sanitaria, e Antonino Stuppia, titolare dell`impresa che aveva realizzato l`impianto elettrico nella sala operatoria in cui fu eseguito l`intervento su Federica. Un anno e sei mesi sono stati inflitti all`anestesista Francesco Costa e un anno e quattro mesi a Pietro Schirripa, ex direttore sanitario dell`ospedale di Vibo; Antonio Bruni, consulente incaricato di seguire l`esecuzione dei lavori per la realizzazione dell`impianto elettrico nella sala operatoria, e Nicola Gradia, responsabile di un settore dei servizi tecnici. (0020)

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  • Occhiello Due anni e quattro mesi per l`ex dg Francesco Talarico. Chiesto un nuovo processo per l`ex direttore sanitario dell`ospedale di Vibo Valentia

REGGIO CALABRIA Sette anni e sei mesi di reclusione: è questa la condanna – pesantissima – disposta dal gup di Reggio Calabria per l`ex assessore provinciale Rocco Agrippo, principale imputato del filone abbreviato del processo “Falsa politica”. Nonostante la condanna sia più mite rispetto ai dieci anni di reclusione chiesti dal pm Antonio De Bernardo, la sentenza del gup è una conferma  dell`impianto investigativo che ha trascinato alla sbarra anche Salvatore Commisso, condannato a sette anni di reclusione, come  l`ex consigliere comunale di Siderno Giuseppe Tavernese, Cosimo Figliomeni, nipote dell`ex sindaco di Siderno, Alessandro Figliomeni arrestato nell`ambito dell`operazione “Recupero-bene comune”, Pietro Futia e Pasquale Romanello, tutti condannati a sei anni.
Per il pm Antonio De Bernardo, che ha diretto l’indagine, sono tutti coinvolti in quel sistema che avrebbe preso in ostaggio l’amministrazione pubblica di Siderno e l’avrebbe resa schiava dei voleri del clan.
Le `ndrine – ha svelato l`inchiesta della Dda reggina, che completa ma non conclude il filone investigativo sul quale sono state tessute indagini come "Il crimine", "Recupero-bene comune" e "Locri è unita" – erano arrivate fino ai gangli della vita politica del paese della Locride.  
A determinare i destini di un’intera comunità era infatti il clan Commisso, la cui benedizione era necessaria per tentare la scalata in politica. Per questo, politici di ogni colore si presentavano con il cappello dal boss Giuseppe Commisso, “U mastru” che da dietro il bancone della sua lavanderia "Ape green" dispensava buoni consigli e ricordava le regole che nessuno poteva permettersi il lusso di infrangere. Tutte conversazioni registrate e analizzate dagli investigatori e destinate a pesare su un procedimento che si candida ad essere prima di tutto una fotografia impietosa della politica e della società della Locride e non solo.  Cosimo Cherubino – ha svelato infatti l’inchiesta sfociata nel processo che a breve lo vedrà alla sbarra nel filone che si svolge con rito ordinario – era l’uomo che i clan avevano scelto come proprio rappresentante in consiglio regionale. (0020)

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  • Occhiello Per il politico reggino arriva la condanna nel processo "Falsa politica". Il pm aveva chiesto una pena di dieci anni. Sette anni per l`ex consigliere comunale di Siderno Cosimo Figliomeni

L`Anas ha reso noto che sono stati consegnati all`associazione temporanea di imprese Vidoni spa -consorzio stabile Grecale, con sede a Tavagnacco (Udine), i lavori di adeguamento della strada statale 534 “di Cammarata e degli Stombi”, tra lo svincolo autostradale di Firmo dell`autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e lo svincolo di Sibari della strada statale 106 Jonica. «Il progetto esecutivo del megalotto 4 - ha ricordato il presidente Pietro Ciucci - è stato approvato dal consiglio di amministrazione dell`Anas nella seduta del 28 ottobre scorso e, a distanza di pochi giorni, abbiamo consegnato i lavori».
«Prende il via - ha proseguito Pietro Ciucci - uno dei cantieri cruciali per l`ammodernamento del collegamento tra l`autostrada A14 Adriatica e l`autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, ovvero tra la Calabria e la Puglia, che risponde all`esigenza di innalzare gli standard di sicurezza dell`arteria stradale interessata da alti volumi di traffico».
L`intervento in esecuzione consiste nell`adeguamento dell`attuale sede della statale 534 di Cammarata e degli Stombi con due carreggiate separate e due corsie per senso di marcia, per una lunghezza di circa 14 km. Le principali opere del progetto sono rappresentate dall`ammodernamento degli svincoli esistenti con intersezioni a livelli sfalsati e da alcune opere d`arte maggiori, quali il nuovo viadotto a scavalco della strada provinciale 174 per Saracena, il viadotto “Coscile” e l`opera di scavalco della linea ferroviaria Sibari-Cosenza. Il nuovo tratto stradale si collegherà ai lavori di costruzione della strada statale 106 Jonica - Megalotto 3, tratto compreso tra l`innesto con la statale 534 e Roseto Capo Spulico, già appaltati e in fase di progettazione.
«L`ultimazione dei lavori del megalotto 4 - ha concluso il presidente dell`Anas - è prevista per la fine di dicembre 2015». L`importo complessivo dell`intervento ammonta a oltre 143 milioni di euro ed è interamente finanziato con i fondi Pon “Reti e Mobilità 2007-2013” del Fondo europeo di sviluppo
regionale. (0080)

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  • Occhiello Il presidente dell`Anas Ciucci: «Cantiere cruciale per l`ammodernamento del collegamento tra Puglia e Calabria»

NARDODIPACE Andava in giro proponendo dei progetti fasulli riguardanti l`installazione di impianti fotovoltaici e lo smaltimento di lastre di eternit, e con questa scusa riusciva a farsi consegnare i documenti da cui falsificava le firme dei malcapitati da apporre sui contratti. Le vittime predilette di E.D., imprenditore edile cosentino 53enne, erano  anziani del piccolo centro montano che, ignari di tutto, si vedevano arrivare a casa le cartelle esattoriali relative a pagamenti di cui non conoscevano l`esistenza. Così hanno denunciato il fatto ai carabinieri della locale stazione e della compagnia di Serra San Bruno, che hanno smascherato la truffa e arrestato il presunto responsabile.

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  • Occhiello D.E., 53 anni, si faceva consegnare i documenti dai malcapitati, tutti di Nardodipace, e ne falsificava la firma
Venerdì, 08 Novembre 2013 17:35

Le proposte del Pd per salvare gli lsu/lpu

LAMEZIA TERME La soluzione della vertenza dei lavoratori lsu/lpu «non può essere ulteriormente procrastinata e si deve passare ai fatti, lasciando da parte i proclami». I consiglieri regionali del Pd Demetrio Naccari Carlizzi e Mario Franchino sono convinti che non basti un tavolo tecnico permanente «al quale la Regione Calabria si presenta senza soluzioni». I due esponenti democrat hanno inviato una lettera al presidente del consiglio regionale Franco Talarico nella quale ricordano la proposta di provvedimento  amministrativo presentata il 28 giugno scorso dal Pd. La norma «impegnerebbe il Parlamento affinché discuta della stabilizzazione dei lavoratori lsu/lpu della Calabria». La proposta prevede un contributo di 54 milioni di euro da ripartire con decreto del ministero dell’Economia e delle finanze attraverso la stipula di una convenzione con il ministero del Lavoro, a valere sul Fondo per l’occupazione. «In deroga all’ordinamento in materia di assunzione di personale negli enti locali, limitatamente al 2013 – spiegano Naccari e Franchino –, i Comuni della Calabria che hanno vuoti in organico potrebbero procedere ad assunzioni di soggetti collocati in attività socialmente utili. La spesa sostenuta dagli enti territoriali andrebbe posta a carico della finanza statale. Il deputato democratico Demetrio Battaglia ha presentato la proposta anche in Parlamento insieme ad altri colleghi».
I consiglieri del Pd ritengono che una soluzione possa essere trovata anche dal punto di vista contributivo e previdenziale. Per questo motivo chiedono l’inserimento nella Legge di stabilità, in esame al Parlamento, di due proposte emendative, da loro depositate in consiglio regionale che, se fossero recepite, «rappresenterebbero un grosso passo avanti. Gli emendamenti prevedono che gli Lsu e Lpu possano riscattare presso l’Inps i periodi della loro utilizzazione con il versamento forfettario del minimo contributivo e di porre a carico delle amministrazioni pubbliche tale versamento da oggi per il futuro. Non è possibile fare lo stesso per il passato perché verrebbe creato un debito, mentre la proposta allo stato attuale è a costo zero per lo Stato. Per i Comuni l’esborso sarebbe oggettivamente sostenibile. Invece i soggetti Lsu e Lpu potrebbero, con un contributo previdenziale forfettario annuo, riscattare 10 anni di previdenza». (0040)

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  • Occhiello I consiglieri regionali Naccari Carlizzi e Franchino propongono diverse soluzione per risolvere l`emergenza dei precari: «Un tavolo permanente non basta»

ROMA ROMA Un trauma del passato, un abuso subito da una persona della quale si fidava, a lei «vicina». È su questo che si stanno concentrando le indagini della Procura riguardo la morte della giovane precipitata dal tetto dello stabile dove abitava a Roma.
L`attività di indagine prosegue sul fronte della vita personale della ragazza. Il pm Attilio Pisani, con il coordinamento del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani, sta cercando di ricostruite il passato psichiatrico-terapeutico della ragazza. Obiettivo è capire se quanto avvenuto possa essere legato ad un trauma, anche lontano nel tempo, subito dalla ragazza e che forse qualcuno della sua famiglia conosceva. Simona, infatti, è stata seguita negli ultimi anni da alcuni specialisti anche alla luce di atti di autolesionismo. Gesti drammatici forse legati ad una violenza subita anni fa.
E la frase detta al personale del 118, «sono stata violentata», non riferiva di un abuso recente ma di un trauma passato che la giovane non avrebbe mai elaborato. E tanto più doloroso perché inflitto da chi le era vicino e di cui si fidava.
C`è certezza, comunque, sull`ora in cui Simona Riso, la ragazza di 28 anni deceduta il 30 ottobre scorso dopo che era stata trovata in fin di vita nel cortile della sua abitazione, è precipitata dal tetto del suo palazzo. Gli inquirenti fissano nelle 6.30 del mattino l`orario in cui la giovane sarebbe caduta.
A confermare l`ora alcuni testimoni, si tratta di alcuni religiosi che abitano di fronte alla palazzine di via Urbisaglia dove si trova la canonica della vicina parrocchia della Natività. Sentiti dagli inquirenti hanno raccontato di aver «sentito a quell`ora un tonfo» ma di non aver «udito grida di aiuto» e «avendo visto alcuni gatti rincorrersi» hanno pensato ad una caduta di qualche oggetto, «non di un corpo». Queste testimonianze sembrano allontanare l`ipotesi che la ragazza possa essere stata oggetto di una aggressione e assottigliano lo spazio temporale intercorso tra l`ultima telefonata con la madre di Simona, avvenuta intorno alle 4.45 del mattino.

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  • Occhiello È su questo che si stanno concentrando le indagini della Procura. L`obiettivo è capire se quanto avvenuto possa essere legato ad un trauma lontano nel tempo

LAMEZIA TERME «Ci sono posti dove ci sono più iscritti che elettori». Lo ha detto a Lamezia Terme il candidato alla segreteria del Pd Pippo Civati. «Ci sono situazioni di crescita - ha aggiunto - che non si sono verificati nemmeno quando ci fu l`avanzata del Pci nel Settanta o la vittoria dei grandi partiti di una volta. Sulla vicenda del tesseramento mi dispiace sentire da parte di Matteo Renzi una sottovalutazione del problema e lo stesso Cuperlo che ha toni drammatici e che ha enfatizzato la situazione solo dopo che i congressi erano stati fatti. Siccome si tratta di doping, non vorrei che volesse dire anche che ce ne accorgiamo troppo tardi con un gioco di parole, ovvero che si sottovaluta il problema e che tutto sommato fa comodo vincere i congressi».
«A Reggio Calabria - ha proseguito - però hanno frainteso perché io in realtà non ho detto che loro hanno fatto il 300% delle tessere. Il problema è che sono state distribuite quel numero di tessere in molte province italiane con il rischio che queste tessere in bianco fossero utilizzate per usi non proprio del tutto opportuni. Questo è puntualmente accaduto. Io l`ho denunciato e sin dal mio arrivo a Catania tre settimane fa ho chiesto a tutti gli altri candidati di comportarsi nel modo più impeccabile possibile». (0030)

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  • Occhiello Tour calabrese per il candidato alla segreteria nazionale del Pd: «Io non ho detto che loro hanno fatto il 300% delle tessere. Il problema è che sono state distribuite in molte province italiane con il rischio che queste tessere in bianco fossero utilizzate per usi non proprio del tutto opportuni»

COSENZA Nonostante il via libera arrivato dalla commissione nazionale di garanzia non c`è pace per il Pd cosentino. L`area che sosteneva la candidatura di Franco Laratta non intende fare passi indietro e, dunque, non riconosce la vittoria di Luigi Guglielmelli, che domenica sarà incoronato segretario provinciale. Questa mattina, convocati da Laratta, si sono ritrovati a Cosenza i rappresentanti delle diverse correnti: renziani, lettiani, franceschiniani e i socialisti di Principe e Marini. Tutti concordi sul fatto che non è possibile «accettare supinamente quanto successo». Il più diretto, ovviamente, è Franco Laratta: «La metà di questo partito non ha votato Guglielmelli benché quest`ultimo corresse praticamente da solo». Le prossime mosse verranno decise domani mattina nel corso di un`assemblea (inizio alle 10 all`hotel Royal) di tutti i sostenitori dell`area Renzi. Non sono da escludere decisioni clamorose. «La commissione nazionale per il congresso – attacca ancora l`ex deputato democrat – ha sconfessato quella provinciale, annullando i congressi di quattro circoli. E pensare che l`organismo di garanzia locale non aveva nemmeno preso in considerazione le nostre rimostranze. Evidentemente avevamo ragione e di questo adesso si dovrà tenere conto».
Intanto è arrivato lo stop al tesseramento invocato Gianni Cuperlo, uno dei candidati alla segreteria nazionale del partito. La direzione del Partito ha approvato a maggioranza, a partire da lunedì 11, la sospensione del tesseramento, dopo le contestazioni dei giorni scorsi sullo svolgimento di alcuni congressi provinciali. Nella nota, il Pd specifica che la votazione sullo stop al tesseramento è avvenuta per email. Il 24 novembre si terrà a Roma la Convenzione nazionale che dovrà selezionare i tre candidati segretari che parteciperanno poi alle primarie dell’8 dicembre. Alla Convenzione votano i delegati eletti dagli iscritti al partito, mentre alle primarie si esprimono elettori e simpatizzanti del Pd, compresi i sedicenni e gli immigrati residenti. Oltre a Cuperlo e Civati, sono candidati alla guida del Pd: il sindaco di Firenze Matteo Renzi - l’unico che proviene dalle fila della ex Margherita - e il capogruppo Pd all’europarlamento Gianni Pittella. (0030)

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  • Occhiello Domani assemblea a Cosenza per decidere la linea da seguire. L`ex parlamentare all`attacco: «La metà di questo partito non ha votato Guglielmelli benché corresse da solo». La direzione nazionale approva lo stop al tesseramento a partire da lunedì
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