Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 09 Novembre 2013

Sempre più spesso a Roma, Giuseppe Scopelliti. Le riunioni si susseguono frenetiche e il governatore della Calabria si deve dividere con le sue altre “incarnazioni”: commissario straordinario per la sanità, coordinatore del Popolo delle libertà... Una faticaccia, che gli costa qualche brutta figura. Ne dà conto l’Espresso in edicola: «Solitamente i Consigli dei ministri vengono sospesi per dissidi interni, quando non si trova un accordo su un provvedimento o sulle relative coperture – scrive il settimanale –. L’interruzione della riunione in programma il 29 ottobre scorso, pero?, non ha avuto nulla a che vedere con le misure in esame. A bloccare i lavori del Consiglio ci ha pensato Giuseppe Scopelliti, presidente della Regione Calabria. E non perche? Scopelliti si sia opposto alla contestata nomina di Andrea Urbani a sub commissario per l’attuazione del piano di contenimento del deficit sanitario regionale, motivo per cui era stato invitato a partecipare alla riunione. Ma semplicemente perche? il governatore calabrese non e? riuscito ad arrivare in tempo a palazzo Chigi. E cosi?, avendo esaminato e archiviato tutti i punti elencati nell’ordine del giorno, il presidente Enrico Letta non ha potuto far altro che sospendere la seduta e attendere (per 45 lunghissimi minuti) l’arrivo di Scopelliti. “Scusate”, si e? limitato a dire il governatore entrando un po’ trafelato in sala, senza fare alcun accenno alle ragioni del ritardo». La puntualità, diceva il vecchio adagio, è la cortesia dei Re. Ma non dei governatori. (0070)

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  • Occhiello Ritardo ingiustificato con gaffe per il governatore al consiglio dei ministri. In esame la contestata nomina di Andrea Urbani a sub commissario per l’attuazione del piano di contenimento del deficit sanitario regionale

CETRARO I carabinieri rischiano di finire per strada mentre la nuova caserma ultimata ormai da due anni resta chiusa. È la paradossale storia, riportata dal settimanale Panorama, che da conto di un appello rivolto dai primi cittadini dell`hinterland di Cetraro (oltre ovviamente al sindaco della stesso centro del Tirreno cosentino) al presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi. Alla deputata, eletta proprio in Calabria, i sindaci chiedono l`introduzione di un emendamento alla legge di stabilità che consenta di garantire risorse adeguate per pagare l`affitto della nuova caserma. Infatti, secondo il settimanale, i tagli lineari imposti dalla legge impedirebbero alla Prefettura di Cosenza di saldare la pigione – 81mila euro l`anno per 4mila metri quadrati – previsto dal contratto sottoscritto nel 2001 con la ditta che ha realizzato la struttura. Ma c`è di più. Proprio a causa della mancata erogazione delle somme necessarie a pagare l`affitto dell`appartamento dove risiedono i carabinieri, i militari sarebbero già sotto sfratto. Così, in attesa che qualcuno provveda a risolvere l`assurda situazione, le `ndrine presenti in zona – in primis lo storico clan Muto – ringraziano l`avvio della politica dell`austerity. (0090)

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  • Occhiello I tagli imposti dalla legge di stabilità impediscono alla Prefettura di saldare la pigione dell`appartamento dove risiedono i militari. Mentre la nuova struttura resta ancora vuota. Arriva l`appello dei sindaci dell`hinterland alla Bindi

PALMI Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palmi ha convalidato l`arresto di Giovanna Bevilacqua, di 45 anni; Fiorina Amato (60) ed Angela Amato, accusate di aver segregato in una stanza del villaggio rom di Gioia Tauro quattro minorenni e due ragazzi maggiorenni.
Il giudice ha emesso un`ordinanza di custodia cautelare nei confronti delle tre donne, rispettivamente madre, nonna e zia dei ragazzi, disponendone la detenzione in carcere.
Le tre donne, sentite ieri nel corso dell`interrogatorio di garanzia, si erano difese sostenendo che i sei ragazzi non erano stati segregati. Quando i carabinieri hanno fatto irruzione nella stanza, al secondo piano di una delle 17 palazzine del villaggio rom, hanno trovato i sei ragazzi in precarie
condizioni igieniche e sanitarie. All`uscita dalla stanza i bimbi ed i due ragazzi si erano coperti il volto con le mani perchè erano infastiditi dalla luce del sole.
Le tre donne arrestate sono accusate di sequestro di persona, maltrattamenti e riduzione in schiavitù. L`indagine è coordinata dal Procuratore della Repubblica dei minori di Reggio Calabria, Carlo Macrì, dal sostituto Francesca Stilla e dal procuratore di Palmi, Giuseppe Creazzo.

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  • Occhiello Mamma, nonna e zia respingono le accuse, ma il giudice conferma il carcere

Otto tifosi, uno del Gasperina e sette del Borgia, sono stati colpiti dal divieto di assistere a manifestazioni sportive (il cosidetto Daspo) per un anno inflitto dal questore di Catanzaro. I provvedimenti sono stati notificati ai destinatari dai carabinieri. I fatti si riferiscono ai disordini scoppiati, a Gasperina, lo scorso 19 maggio in occasione dell`incontro di calcio di seconda categoria tra le due squadre. A scatenare la rissa tra tifosi l`annullamento di un gol. (0080)

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  • Occhiello I disordini erano scoppiati dopo un gol annullato durante la partita del campionato di seconda categoria tra Borgia e Gasperina

ROMA Se la Calabria (stranamente) latita, il Festival di Roma ha accolto con grande entusiasmo il film “Marina”, che rievoca la vita del cantautore e attore Rocco Granata, di origine calabrese naturalizzato belga e che vive in Belgio a Genk, dove emigrò, bambino, al seguito del padre e del resto della famiglia.
Il film è una produzione importante che, dopo aver circuitato nelle sale, sarà trasmessa dalla Rai che lo coproduce insieme ai fratelli Jean Luc e Pierre Dardenne, i più rappresentativi tra i registi belgi del momento e per due volte vincitori della Palma d’oro al Festival di Cannes. Nonostante l’ora un po’ infelice (le 14) la sala Santa Cecilia era esaurita in ogni ordine di posto per la proiezione programmata come evento speciale: presenti circa 600 persone con rappresentanti dell’Ambasciata belga a Roma ma, purtroppo, senza alcuna espressione politico-amministrativa di Cosenza – né Comune né Provincia – nonché della Regione Calabria. Ma Rocco Granata, anche se rammaricato, non ne ha fatto un problema. Tanto più che a fine proiezione i minuti di applausi sono stati una quindicina, racconta chi c`era.
Nei giorni scorsi, del film dedicato a Granata (autore della celebre canzone “Marina”, una vera e propria hit mondiale, con più di 500 versioni, molte delle quali affidate all’estro interpretativo di star come Dean Martin, Connie Francis e Caterina Valente) nato a Figline Vegliaturo nel 1938, a pochi chilometri dal capoluogo bruzio, aveva parlato anche il Corriere della Sera. Granata non aveva taciuto che a Cosenza finora non ci sia niente che lo ricordi. «Basterebbe un palo di cemento a corso Mazzini», ha chiuso la sua intervista al Corsera. «La città di Cosenza gli tributerà i giusti onori – aveva promesso poi Rosaria Succurro, assessore comunale al Teatro, agli Eventi e agli Spettacoli –, è da tempo che l’amministrazione comunale si era messa in moto per organizzare un omaggio a Rocco Granata. Ne parlai in prima battuta con Pietro Mazza, originario di San Giovanni in Fiore e presidente dell’Associazione “Un sorriso agli emigrati” che venne a trovarmi in Comune insieme a Luigi Albano, amico personale di Rocco Granata. In quell’occasione – mi regalarono anche una preziosa autobiografia di Granata, dal titolo “Rocco”, scritta in fiammingo – gettammo le basi per preparare  il doveroso tributo della città di Cosenza al cantante di Figline Vegliaturo. Subito dopo ne parlai alla Commissione Cultura di Palazzo dei Bruzi e il consigliere Frammartino prese contatti con Rocco Granata e la sua famiglia in Belgio. Ora l’articolo del “Corsera” e la contestuale notizia che sabato al Festival di Roma Rocco Granata accompagnerà l’anteprima del film “Marina” – aveva concluso la Succurro – conferiscono un valore aggiunto all’iniziativa dell’Amministrazione comunale di Cosenza. Faremo di tutto per portare Rocco Granata a Cosenza e faremo in modo che il film, che racconta la sua singolare storia, venga proiettato in città in sua presenza». Granata era stato anche contattato telefonicamente da Cosenza, dopo quell`articolo. E aveva confermato: «Voglio che tutti sappiano che “Marina” è stata scritta da chi ha sangue calabrese e che è nata in Calabria. Insomma, “Marina” è nostra».
Tra gli ospiti in sala, oggi a Roma, c`era l’ex presidente della Calabria film commission, Francesco Zinnato. Che riferisce: «Granata mi ha abbracciato pronunciando commosso la parola “Calabria”. Poi mi ha chiesto: “Ma faranno qualcosa per me a Cosenza? Io non chiedo molto al sindaco di Cosenza: soltanto di collocare sul corso una mattonella con la scritta `Marina è nostra`”. Una frase che mi ha commosso», ha aggiunto Zinnato, promettendo che si incaricherà di “girare” la proposta al sindaco Occhiuto. (0070)

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  • Occhiello Tutto esaurito al festival del cinema capitolino per il film dedicato alla vita del cantautore di Figline Vegliaturo. C`era anche l`ambasciata belga, ma dalla Calabria nessuna presenza istituzionale

VIBO VALENTIA «Sono trascorsi 81 mesi da quando ci affidammo alla giustizia, dichiarando che non ci saremmo fermati neanche di fronte a una sentenza, qualora questa non fosse stata giusta». Lo affermano in una nota Mary Sorrentino e Pino Monteleone, genitori di Federica Monteleone, la ragazza di sedici anni morta nell`ospedale di Vibo Valentia durante un intervento di appendicectomia. Ieri la Corte di Cassazione ha confermato le condanne, tranne una, per gli imputati accusati di aver avuto responsabilità nella morte della sedicenne. «Sappiamo – aggiungono – che non dipende dalla Cassazione, perché le lievi pene derivano da un errore di partenza dei precedenti giudici. No! Non cerchiamo vendetta, ma questa sentenza non ci soddisfa, non è il giusto epilogo di una così dolorosa vicenda, che solo chi la subisce può comprendere. Il verdetto di ieri è solo una vittoria apparente, che vanifica ogni nostro sforzo volto a prevenire che si operi con leggerezza, quando in ballo ci sono salute o addirittura vita delle persone. Non sempre la verità processuale coincide con la verità vera e sempre più di rado è esemplare. È stata fatta una indiscutibile ricostruzione dei fatti, ma molte sono ancora le domande in attesa di risposta. Una sentenza esemplare non ci avrebbe restituito la nostra Federica, ma senza dubbio avrebbe tutelato i diritti di chi con fiducia affida il proprio destino ad altri, in quanto avrebbe richiamato gli operatori a vigilare ed esercitare con la dovuta attenzione». «Attendiamo – proseguono i genitori di Federica – di conoscere le motivazioni della sentenza, al contempo, consapevoli del fatto che a luglio 2014 scadranno i termini per la prescrizione del reato, chiediamo per rispetto a Federica, che venga al più presto fissata l`udienza presso la Corte D`Appello e poi in Cassazione, per non lasciare che la posizione di Alfonso Luciano finisca con due condanne in primo e secondo grado e una prescrizione, lasciando tutti nel dubbio solo perché i tempi della giustizia non coincidono con i tempi del giusto. La nostra tenacia non vogliamo che venga scambiata per accanimento. Non sarà certamente una sentenza, qualunque essa sia, a cancellare la sporcizia scritta nell`anima di chi ha privato nostra figlia della vita». (0050)

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  • Occhiello La mamma e il papà della sedicenne di Vibo, morta durante un intervento di appendicectomia, commentano la sentenza della Cassazione: «Non vogliamo che la nostra tenacia venga scambiata per accanimento»

È una lotta contro il tempo: i “soccorritori” stanno cercando di impedire gli accessi al link che quei diavolacci di Anonymous hanno messo a disposizione di quanti intendono consultare l`archivio informatico di Peppe Scopelliti. Un non meno agguerrito esercito di “curiosi”, invece, tenta di forzare il blocco per scaricare gli allettanti documenti nella loro interezza, visto che Anonymous di molti di questi si limita a postare la copertina come “prova” del riuscito colpaccio e di tutti gli altri l`elenco con il nome del file per come assegnatogli dallo stesso Scopelliti.
Ovviamente il tutto si svolge al riparo di qualsivoglia dichiarazione ufficiale: non dice nulla la Procura della Repubblica (ma Scopelliti ha denunciato l`intrusione nel suo archivio informatico?) e meno che meno parlano gli uomini della Guardia di Finanza che pure sarebbero proprio quelli che, nel pomeriggio di sabato, hanno tentato (riuscendovi?) di impedire l`accesso al server di Anonymous dove sono stati allocati i documenti tanto cari al governatore della Calabria.
Nulla, del resto, dichiara il diretto interessato: dall`affollatissimo ufficio stampa del governatore neanche un laconico commento. Si lavora febbrilmente, invece, dentro e attorno a Palazzo Alemanni per fare l`inventario dei danni subiti e di quelli che potrebbero concretizzarsi se l`emorragia di notizie riservate dovesse continuare a confluire nella “rete”.
Imbarazzo, prudenza ed in qualche caso totale amnesia, caratterizza le prime scelte dell`informazione locale. Ne riferiamo in un altro servizio a parte.
Silenzio tombale, infine, per quel che riguarda il mondo politico, eppure non pare che la notizia sia trascurabile.
Leggendo alcuni documenti e soprattutto scorrendo l`elenco di quelli che Anonymous minaccia di mettere a disposizione dei cittadini, c`è da saltare sulla sedia non solo per la delicatezza delle carte che istituzionalmente rientrano nella competenza del governatore ma anche (o forse soprattutto?) per quelle che proprio non si capisce a che titolo stiano nell`archivio informatico di un uomo politico: verbali di polizia giudiziaria, interrogatori di persone indagate o informate sui fatti resi lontano dalla Calabria. Persino una riservata missiva che la Dia manda all`Interpol ed al comitato di valutazione per i rischi connessi al riciclaggio internazionale riconducibile al crimine organizzato ed al terrorismo. Per capirci: un documento che neanche gli uffici giudiziari italiani hanno nella loro disponibilità.
Riusciranno i nostri eroi a imporre la consegna del silenzio anche in questa circostanza? In attesa di trovare risposta possiamo regalarci una certezza: molti uffici pubblici resteranno con le luci accese fino a notte fonda in questo lungo weekend. (0030)

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  • Occhiello di Paolo Pollichieni

Stamattina, alle 11,56, abbiamo dato notizia dell`incursione di Anonymous nell`archivio informatico del Governatore della Calabria. Nel pezzo ampio riferimento ad alcuni documenti delicati riguardanti attività investigative che pure erano in possesso di Scopelliti. Notizia online anche per il Quotidiano della Calabria, che riproponeva pure la foto della “libreria” dell`archivio con l`elenco dei file sottratti da Anonymous.
Alle 13 arrivava l`unica nota dedicata dall`Agenzia Ansa alla vicenda. La riportiamo integralmente:
– CATANZARO, 9 NOV – Il sito del gruppo di pirati informatici Anonymous ha pubblicato oggi un post nel quale si annuncia che gli hacker avrebbero violato il pc del presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti. Gli attivisti della rete di hacker, che annunciano di avere infettato la maggior parte dei personal computer di altri amministratori regionali italiani, propongono in rete una schermata contenente diversi messaggi di posta indirizzati al presidente Scopelliti. Nella pagina pubblicata dal sito nel primo leak - cui dicono ne seguiranno altri - vengono allegati alcuni pdf di documenti che Anonymous sostiene di avere prelevato direttamente dal pc del governatore della Calabria. Stesso trattamento, è scritto nel post, verrà riservato agli altri presidenti di Regione nel mirino e cioè i governatori di Lombardia, Toscana, Sicilia, Campania e Puglia. «Questo – minacciano gli anonimi hacker – è solo l`inizio».(ANSA).

Ore 14, su Strill.it compare una nota che così recita: Violata la privacy del Governatore Scopelliti. Anonymous, un gruppo di hackers, con blog sparsi in tutto il mondo che da tempo è il terrore per multinazionali e governi internazionali, attacca il presidente della Regione Calabria. Pare che nel mirino di Anonymous siano tutti gli enti pubblici italiani perché vengano rese note notizie rilevanti per la comunità. Così è stato per Scopelliti, che ha visto questa mattina, pubblicare in rete, e per rete si intende il cyber spazio globale, alcuni contenuti delle sue email. Documenti, file, dati sensibili del Governatore, che sono finiti alla mercè di chiunque voglia leggerli senza la possibilità di eliminarli dalla rete. Un attaco al cuore governativo locale contro il quale è impossibile difendersi.
Contemporaneamente e dopo che anche il Messaggero lo aveva fatto, il sito di Gazzetta del Sud riporta: «Il sito del gruppo di pirati informatici Anonymous ha pubblicato oggi un post nel quale si annuncia che gli hacker avrebbero violato il pc del presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti. Gli attivisti della rete di hacker, che annunciano di avere infettato la maggior parte dei personal computer di altri amministratori regionali italiani, propongono in rete una schermata contenente diversi messaggi di posta indirizzati al presidente Scopelliti. Nella pagina pubblicata dal sito nel primo leak - cui dicono ne seguiranno altri - vengono allegati alcuni pdf di documenti che Anonymous sostiene di avere prelevato direttamente dal pc del governatore della Calabria». (0090)

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  • Occhiello L`incursione degli hacker nell`archivio informatico del governatore ha fatto il giro delle testate web

CROTONE Chi fermerà il Crotone? Un`altra impresa dei pitagorici, sempre più sorprendenti. A Carpi finisce 2-1 per i calabresi, al termine di una partita nella quale gli uomini di Drago hanno pienamente dimostrato di meritare il terzo posto in classifica. A stendere i padroni di casa è il gioiellino Bernardeschi, arrivato in prestito dalla Fiorentina. I due gol che chiudono la gara sono i suoi. E che gol. La pratica viene chiusa già nel primo tempo. Inizio arrembante dei rossoblù, che affrontano la sfida con il piglio e l`arroganza dei primi della classe. La palla è proprietà esclusiva del Crotone che non la fa vedere mai alla squadra di Vecchi. La superiorità tattica e tecnica si concretizza al 10`, con la prima perla di Bernardeschi. Dopo una serie di scambi della linea di centrocampo, la giovane ala controlla il pallone e subito dopo libera un sinistro da più di 20 metri che si insacca sotto il sette, alla destra di Kovacsik. Non è finita, perché al 23` è già tempo di raddoppio: Bernardeschi pennella una punizione a giro dal limite dell`area. Roba da urlo e 2-0. Il Carpi è annichilito, il pubblico del Cabassi ammutolito. Poi, però, la macchina perfetta di Drago si inceppa. Solo per un attimo, ma tanto basta per complicare una partita in discesa. È una sorta di harakiri: traversone di Memushaj, Sgrigna colpisce di testa e il pallone rimbalza sul palo prima del tocco involontario di Abruzzese. L`autogol non spegne l`entusiasmo degli ospiti, che si ravvedono subito e tornano a macinare il loro gioco.
Nella ripresa il Carpi prova a raddrizzare le cose. Al 48` perde palla Matute, Mbakogu si avventa e serve Sgrigna. L`ex toro colpisce di prima col mancino ma trova un super Gomis a respingere coi pugni. Il portiere rossoblù è in uno spettacolare stato di forma e lo fa vedere al 70`, quando riesce a sventare la sortita di Mbakogu a un passo dalla linea di porta. Parata spaventosa. Non è finita, perché al 93` un erroraccio di Del Prete concede a Gomis la palma di migliore in campo: Kirilov prova il pallonetto di testa, ma i 194 centimetri dell`estremo difensore calabrese salvano, ancora una volta, il risultato. Sono altri tre punti. Il Crotone è sempre più grande. (0040)

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  • Occhiello La squadra di Drago espugna il Cabassi con due gol di Bernardeschi
Sabato, 09 Novembre 2013 18:50

"Infinito", ai domiciliari l`avvocato Minasi

REGGIO CALABRIA «Dopo quasi due anni di detenzione lascia, per gravi motivi di salute, il carcere e va ai domiciliari l`avvocato calabrese Vincenzo Minasi». Lo rende noto il leader del Movimento diritti civili, Franco Corbelli, il quale ha appreso la notizia dalla moglie di Minasi. «Il Tribunale del riesame di Milano, dopo l`ultima perizia – ha aggiunto – fatta eseguire il 24 ottobre scorso, ha disposto gli arresti domiciliari per l`avvocato Minasi (arrestato nell`ambito dell`operazione "Infinito" dalla Dda di Milano e condannato in primo grado a 4 anni e 4 mesi di reclusione), detenuto da quasi due anni (dal 30 novembre 2011), nel carcere di Opera, gravemente malato, plurinfartuato, costretto a prendere 18 pillole al giorno, che rischiava di morire in prigione. Da oltre un anno sono impegnato in questa iniziativa umanitaria, per la scarcerazione del professionista calabrese, prima che fosse troppo tardi. Ricordo che Minasi nel 2004 ha subito un delicato intervento chirurgico al cervello per la rimozione di un aneurisma cerebrale; nel 2005 è stato colpito da un infarto. Qualche mese prima dell`arresto, nel luglio del 2011, è stato colpito da un altro infarto che ha necessitato un intervento chirurgico con angioplastica. La situazione nelle ultime settimane si era ulteriormente aggravata e si temeva fortemente per la vita del professionista calabrese, che aveva ormai smesso di sperare e di lottare, aspettava solo di morire in cella, come mi avevano scritto, angosciati, i familiari». (0040)

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  • Occhiello Era stato condannato a 4 anni di reclusione. Il leader del Movimento diritti civili: «Rischiava di morire in prigione»
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