Giovanni Nucera, consigliere regionale del Pdl

All’interno del circolo “Caccia, sviluppo e territorio”, il collaboratore e consigliere politico di Plutino, Giovanni Pangallo, 31 anni, discuteva di incarichi per il suo politico di riferimento con Domenico Condemi. Lo dimostra una conversazione al centro di un’intercettazione ambientale, avvenuta poche ore prima che l’ex consigliere comunale venisse arrestato. Condemi chiede al suo interlocutore: «Ma glielo dà quest’incarico, Gianni, o non glielo dà? Quest’incarico lo dà a Pino?». Alla risposta affermativa di Pangallo, «Condemi, che si dimostrava particolarmente interessato, prima si informava sul quando sarebbe avvenuta la nomina, e successivamente sul tipo di incarico che gli sarebbe stato attribuito». Il collaboratore di Plutino prosegue: «Sì sì, gliel’ho detto, guarda tutti i difetti può avere Scopelliti (il presidente della Regione, ndr) però… se parla… ha una parola, fino ad oggi… Siccome gliel’ho detto… però sulla tempistica che vuoi. ora vediamo… io sono fiducioso!».
Tra gli arrestati nell’ambito dell’operazione “San  Giorgio” figura anche Natale Cuzzola. Questi, ricordano i magistrati della Dda reggina, è padre di Maria, la ragazza di 22 anni «la cui assunzione presso la struttura politica regionale era stata imposta da Domenico Condemi e Giuseppe Plutino al consigliere regionale Giovanni Nucera». Una «vicenda estorsiva» già al centro dell’indagine “Alta tensione 2”, «in cui si è provato che dal mancato assolvimento di quella richiesta era derivato l’atto intimidatorio posto in essere in pregiudizio del medesimo uomo politico, consistito nel rinvenimento di una tanica colma di liquido infiammabile sull’autovettura in uso allo stesso».
Un’altra intercettazione ambientale avvenuta nella segreteria politica di Plutino dimostra il «risentimento» di Domenico Condemi «verso l’imprenditore edile Domenico Amaddeo, titolare della “Apan costruzioni”». Un odio personale che aveva portato come conseguenza alla «impossibilità» per Amaddeo «di operare all’interno del territorio di San Giorgio, se non versando una ingente somma di denaro, pari a 30.000 euro, che sarebbe servita solamente a pagare uno sgarbo subito dalla consorteria, ovvero il licenziamento sofferto da Natale Cuzzola dall’impresa Apan della quale era dipendente».


22/02/2012 16:45
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