Il palco crollato al Palacalafiore (foto dei vigili del fuoco)

REGGIO CALABRIA Altre due persone sono rimaste ferite dopo il crollo dell’impalcatura che ha causato la morte di Matteo Armellini, l’operaio 31enne che ha perso la vita mentre era impegnato ad allestire il palco che questa sera avrebbe dovuto ospitare il concerto di Laura Pausini a Reggio. Armellini romano, era dipendente della coop ''Insieme'', di Castelvecchio Subequo (L'Aquila), mentre due suoi colleghi, anche loro romani, Pablo Consoli (33), e Pablo Cesareo (27), sono rimasti feriti. Il primo ne avrà per
30 giorni per la frattura di spalla e omero, l'altro ha riportato solo contusioni.
Intanto si cerca di ricostruire le dinamiche che hanno portato al cedimento della struttura. Contattato telefonicamente, Maurizio Senese, promoter dell’evento, esclude che alla base dell’incidente ci sia un problema strutturale del Palacalafiore: «Nel punto in cui l’impalcatura non ha retto il pavimento è intatto, il cedimento è avvenuto dalla parte opposta, dove è crollato il palco. Al momento non riusciamo a darci una spiegazione. Per la prima volta a Reggio venivano rispettate normative di sicurezza all’avanguardia, introdotte dopo la tragedia avvenuta pochi mesi fa prima del concerto di Jovanotti. I due ingegneri che seguivano l’evento hanno rispettato alla lettera le schede tecniche per il montaggio. Chi di dovere dovrà verificare le responsabilità». Lo spettacolo è stato ovviamente annullato.
A lavorare per l’allestimento del palco, una struttura metallica dal peso di 22 tonnellate, c’erano due squadre di tecnici, una di Reggio e una romana, che segue sempre la Pausini durante il suo tour. La cantante ha espresso dal suo profilo Facebook tutto il suo dolore: «Scrivere queste parole per me è davvero molto difficile e doloroso... mi trovo in uno stato di confusione e fragilità molto forti. Questa notte il nostro amico e compagno di viaggio Matteo Armellini ha perso la vita a Reggio Calabria. Matteo era un rigger, un tecnico esperto, un ragazzo giovane, forte, riservato, gentile e sempre attento a far sì che il suo e il nostro lavoro fosse il migliore di tutti. La tragedia che sta colpendo la sua famiglia, me, i miei tecnici, la mia band, i miei ballerini e tutti i miei collaboratori è piu grande di ciò che si possa immaginare. Vivere insieme viaggiando è bellissimo e complicato, certamente è una scuola per noi che piano piano diventiamo amici, complici e poi quasi una vera famiglia... ecco perché oggi penso che è solo ingiusto ed è semplicemente incomprensibile. Mi sento impotente di fronte a questa perdita e vorrei poter far qualcosa ma so di non poter fare niente e questo mi fa sentire ancora peggio. Sono vicina alla sua famiglia e alla sua fidanzata con tutto il mio cuore... le mie e le nostre sentite condoglianze vengono davvero dall'anima. Matteo stava preparando con gli altri ragazzi quello che sarebbe stato il nostro concerto, la nostra adrenalina, la nostra passione, il nostro divertimento e invece oggi è un giorno pieno di dolore, un dolore troppo grande per saperlo descrivere. Noi che siamo la tua famiglia in tour ci inchiniamo davanti a te Matteo e all'amicizia e all'amore che mettevi per ogni tuo gesto, sacrificio e aiuto che ci davi, e si uniscono a me i tecnici feriti che per fortuna ora stanno bene. Ma il nostro lutto è totale. E devastante». Davanti ai cancelli del Palacalafiore è già stato deposto un mazzo di fiori.


Pietro Bellantoni

05/03/2012 07:52
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