LAMEZIA TERME Da Lorenzo Cesa ci si aspettava il chiarimento definitivo sulla linea che l'Udc adotterà a Catanzaro in vista delle elezioni. Ma dal leader centrista non è arrivata nessuna indicazione. Solo auspici che fanno restare aperta la porta di casa dello Scudocrociato a ogni tipo di soluzione: «Dopo tutto quello che è accaduto a Catanzaro dove sei mesi fa abbiamo eletto un sindaco che non c'è più penso che abbiamo tutto il dovere ed il diritto di esprimere anche una candidatura di area nostra a disposizione di tutte le forze politiche perché penso che nelle amministrazioni conti la scelta della persona e conti soprattutto quello che c'è da fare». Più che altro l'arrivo a Lamezia Terme del segretario nazionale del partito è servito per certificare la crescita del partito (oggi conta due deputati, il presidente del consiglio regionale, due assessori e altri tre rappresentanti a Palazzo Campanella) e ribadire agli alleati regionali del centrodestra che l'Udc vuole contare di più negli assetti di governo. Cesa non lo dice direttamente e si trincera dietro a un politichese che sa molto di vecchia scuola democristiana: «Noi facciamo sul serio. Basta con i programmi fatti da cento cose. A Catanzaro servono tre o quattro cose da fare seriamente e su quello si ragiona con tutti gli altri. I dirigenti locali mi dicono che si sta lavorando su una rosa di nomi che mi auguro sia condivisa, non solo dagli esponenti del terzo polo, ma anche dagli altri partiti e soprattutto sia accettato dalla gente». Insomma, tutto rimandato a lunedì prossimo quando torneranno a vedersi i segretari delle quattro forze politiche (Udc, Mpa, Api e Fli) che si richiamano al terzo polo. Nella partita a scacchi che si gioca all'ombra di Palazzo de Nobili si incastra il congresso regionale dell'Udc celebrato oggi all'Agroalimentare e servito per riconfermare l'europarlamentare Gino Trematerra alla guida del partito ed eleggere Francesco Manti alla presidenza. Per la verità il dibattito è stato per gran parte assorbito dalla discussione relativa alle alleanze in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Da Angela Napoli e Bianca Rende, coordinatrici regionali rispettivamente di Fli ed Mpa, è arrivato l'invito ad accelerare sulla costruzione di una nuova area moderata alternativa ai due blocchi tradizionali. Fabrizio Crisucolo (portavoce di Api) si è mantenuto più cauto anche in virtù del recente accordo siglato tra i rutelliani e la maggioranza di centrodestra che governa la Regione.
Il compito del guastafeste è toccato comunque a Peppe Scopelliti. Il governatore ha insisito molto sulla necessità di rinnovare alle Amministrative il patto Pdl-Udc siglato alle Regionali del 2010, tessendo le lodi degli alleati e “ignorando” totalmente la Napoli che stazionava a pochi passi da lui: «Noi abbiamo fatto una scelta che è quella di lavorare con l'Udc per cercare di creare convergenze ed anche sul livello locale siamo fiduciosi ed aspettiamo di capire cosa verrà fuori da quelli che sono i rapporti che l'Udc ha con gli alleati». Da qui l'attacco (che arriva a margine del discorso ufficiale) nei confronti di Mpa e Fli: «Mi pare di capire che il terzo polo si sia già sgretolato e si sia già diviso su Catanzaro. Abbiamo anche tante tentazioni. Ci vengono sottoposte una serie di percorsi e passaggi che dimostrano la fragilità del terzo polo. Noi però andiamo avanti. Abbiamo un progetto ben preciso: vogliamo tornare a governare la città di Catanzaro perché riteniamo che gli uomini che metteremo in campo siano in grado di dare una risposta sicura e di qualità a quelle che sono le istanze dei catanzaresi». Il candidato? Scopelliti non fa nomi ma non ci sono dubbi sul ritorno in campo dell'ex sindaco Sergio Abramo. Certo, convincere la corrente dell'Udc che fa riferimento al deputato Mario Tassone non sarà facile. Dev'essere per questo motivo che Trematerra, lontano dai microfoni, si lascia sfuggire: «Dovranno fare i conti con noi, quelli del Pdl. Noi non accettiamo imposizioni». Un modo un po' elegante per rivendicare qualche casella ulteriore rispetto a quelle attualmente detenute.
Ma a rovinare il Trematerra-day arriva la Rende. Che dopo essere andata via viene informata dalla sortita di Scopelliti. Nemmeno il tempo di pensarci su due volte ed ecco la risposta: «Stride fortemente l'affermazione di Scopelliti relativa all'ipotetico sgretolamento del terzo polo, anche se a pensarci bene ha ragione a dire che in Calabria il terzo polo si è sgretolato perché ci sono due partiti almeno che non hanno nessun interesse ad essere alleati con lui. Quest'affermazione stride con il progetto annunciato da Cesa che enfatizza il terzo polo e va addirittura oltre, immaginando un nuovo contenitore di moderati che include “riformisti, liberali e gente di buonsenso”. Forse ci si affida al fatto che la gente, scocciata da un certo tipo di politica, legge poco la stampa, perché se leggesse attentamente e guardasse alle parole, si accorgerebbe dell'estrema contraddizione, se non di una vera e propria collisione, tra l'enfatizzazione fatta da Cesa e lo sgretolamento postulato da Scopelliti».
Antonio Ricchio
24/02/2012 16:15
© riproduzione riservata.
