REGGIO CALABRIA Il terremoto in Emilia attiva anche la classe politica calabrese. Questo pomeriggio il consiglio regionale ha approvato le modifiche alla legge regionale del 2009 “Procedure per la denuncia, il deposito e l’autorizzazione di interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica”. Con il nuovo disegno di legge, licenziato dalla IV commissione Assetto e utilizzo del territorio, si estende la verifica preliminare di conformità ai progetti a tutte le opere classificate come edifici, ponti e a tutte le classi in uso. La proposta è stata presentata dal consigliere Udc Alfonso Dattolo.
Voto contrario da parte del Pd, che per mezzo del suo capogruppo Sandro Principe esprime tutte le perplessità su un provvedimento che proroga di 18 mesi «una legge che prevede il vecchio nulla osta del Genio civile. In una delle regioni più ballerine d’Italia, si posticipa l’entrata in vigore della legge antisismica ma si approva un Piano casa che permette un aumento delle volumetrie del 20%. Questa maggioranza, dopo due anni, non può venire a dire che gli uffici non sono attrezzati per approvare la legge del 2009. È una scelta altamente pericolosa, nessuno di noi può assumersi questa responsabilità».
Astensione del gruppo Idv. Secondo il dipietrista Emilio De Masi «non è possibile tenere un approccio minimalista per il quale in assenza del nulla ci si accontenta del poco». Contrario al nuovo provvedimento anche il capogruppo di Autonomia e diritti, Agazio Loiero, per il quale «un testo del genere, in questo momento storico, rappresenta un grande problema». La discussione è stata conclusa dallo stesso Dattolo: «È giusto affermare che ci sono dei ritardi – ha detto il capogruppo Udc – ma questo provvedimento rappresenta il tentativo di attenuare queste disfunzioni». Poi a difesa del Piano casa: «Non avere rispetto per la categorie produttive è un danno enorme per la Calabria. Non riesco a capire la posizione della minoranza. Non si tengono conto delle grandi innovazioni che questo piano comporta».
TAVOLO DI CRISI PER ITALCEMENTI
Il Consiglio ha anche dato il via libera alla costituzione di un tavolo di crisi per affrontare la questione relativa alla possibile messa in mobilità dei lavoratori della Italcementi di Vibo Marina. L’ordine del giorno è stato presentato da Bruno Censore (Pd) e sottoscritto dai consiglieri Ottavio Bruni (Udc), Emilio De Masi e Giuseppe Giordano (Idv). Il testo definitivo ha recepito alcune proposte del documento presentato dal capogruppo Pdl, Gianpaolo Chiappetta, a nome della maggioranza di centrodestra. «Si tratta – ha detto Censore - di una determinazione bipartisan che rafforza la presa di posizione del Consiglio sulla spinosa questione che tiene con il fiato sospeso 82 lavoratori destinatari nei giorni scorsi di una comunicazione del Piano di revisione dell’azienda che intende chiudere lo stabilimento vibonese di produzione di materiali per l’edilizia. Questa posizione unitaria è determinante per la soluzione della vicenda». «Ora – ha concluso il consigliere democrat – bisogna capire quali sono le reali motivazioni che hanno spinto l’azienda a questa decisione improvvisa che non solo penalizza i lavoratori attivamente coinvolti nella produzione industriale ma anche un indotto che è composto da almeno 400 unità in tutta la provincia di Vibo».
NOMINE CORECOM
Nel corso della seduta, è stata accolta la proposta di Alfonso Dattolo, che ha chiesto al presidente del consiglio regionale, Franco Talarico, di usare i suoi poteri sostitutivi per nominare il nuovo membro del Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni), in seguito alle dimissioni di Paolo Posteraro. Il giovane giornalista, romano ma di origini cosentine, nei giorni scorsi ha rimesso il suo incarico all’interno dell’organismo regionale. La decisione è arrivata in seguito all’elezione di suo padre Francesco (avvenuta in Senato mercoledì scorso) a membro dell’Agcom, l’autorità garante delle comunicazioni.
Pietro Bellantoni
11/06/2012 17:17
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