Giacomo Battaglia e Gigi Miseferi in "Quel che resta"

La prima romana di Villa Borghese è stata di buon auspicio per “Quel che resta”, il film sul terremoto di Reggio e Messina del 1908 che si  prepara a valicare l'oceano per una premiere più che prestigiosa: il 18 febbraio, infatti, la pellicola di Laszlo Barbo sarà proiettata all'interno del “Los Angeles, Italia film fashion and art fest”, in scena dal 17 al 23 febbraio.
L'opera – che negli States avrà il titolo di “What's left” – girata tra la Calabria e gli studi di Roma, promossa dalla “Fondazione Calabria Film Commission” è stata realizzata in collaborazione con la società “Produzione Straordinaria” e con il sostegno di “Cinecittà Luce” e della Provincia di Reggio Calabria. La sceneggiatura di Elio Gentile, è tratta da due racconti: “Ricordi d’un dissepolto” di Michele Calàuti e “Le baracche” di Fortunato Seminara. La trama del film è imperniata sul terremoto del 1908 e sulle sue conseguenze umane e materiali che hanno fiaccato i sogni di una generazione di reggini in una fase storica di crescita e di sviluppo dell’intera provincia, determinando un pauroso degrado degli strati sociali più deboli. Nel cast, tra gli altri, Giancarlo Giannini, Franco Nero, Luca Lionello, Rosa Pianeta, Giacomo Battaglia, Gigi Miseferi, Federica Bianco.
Il film – al centro di una polemica con il presidente del Festival del cinema di Roma, Marco Müller, che aveva lo escluso e per tutta risposta s'era meritato una «'nduja» di pacificazione – è stato presentato con successo al Festival di Taormina, ed è stato proiettato anche all'ultimo Reggio film festival e alla Primavera del cinema di Cosenza. «Adesso penseremo alla distribuzione – fanno sapere dallo staff –, nelle sale cinematografiche ma anche in un eventuale passaggio sul piccolo schermo». La speranza è di poterlo vedere anche in Calabria.
“Quel che resta”, nella serata alla sala Deluxe della Casa del cinema patrocinata nei giorni scorsi dal Comune di Roma, ha riscosso l'apprezzamento – tra gli altri – del critico Ugo Gregoretti e di Ninni Pingitore. «Questo è un film importante – aveva commentato a caldo il catanzarese, regista storico del cabaret al Bagaglino – con un'interpretazione magistrale da parte di tutti. Ha bisogno di viaggiare all'estero». Mai  profezia fu azzeccata...


05/02/2013 11:58
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