Alberto Cisterna

ROMA Trasferire d'ufficio per incompatibilità funzionale dalla Direzione nazionale antimafia uno dei ''vice'' del procuratore Piero Grasso, Alberto Cisterna, per i suoi presunti rapporti con uno dei fratelli Lo Giudice. Lo chiede la prima commissione al plenum del Csm. La vicenda è scaturita dall'indagine che ha coinvolto Cisterna a Reggio Calabria per corruzione in atti giudiziari. All'origine le dichiarazioni del boss pentito Antonino Lo Giudice, che si è autoaccusato degli attentati del 2010 alla Procura generale di Reggio Calabria e al procuratore Pignatone e che ha riferito di rapporti tra Cisterna e suo fratello Luciano. Contatti che – secondo la prima commissione del Csm, che ha deliberato la richiesta di trasferimento d'ufficio con 5 voti a favore e l'astensione del togato di Magistratura democratica Vittorio Borraccetti – sarebbero «avvenuti al di fuori del corretto adempimento dei doveri d'ufficio» e che avrebbero «irrimediabilmente appannato l'indipendenza e l'imparzialità» di Cisterna.


19/03/2012 20:06
© riproduzione riservata.