Ci preoccupa moltissimo il silenzio da parte della giunta regionale sulla questione relativa al commissariamento all'emergenza rifiuti in Calabria. Era fissata al 31 dicembre 2011 la scadenza della pluriennale proroga dello stato commissariale. Ad oggi non risulta alcun documento ufficiale che stabilisca se lo stato commissariale sia da ritenersi concluso o ulteriormente prorogato. Azimut 360, come più volte manifestato, è fortemente contrario al commissariamento della gestione dei rifiuti, che non solo non è stato in grado, in questi lunghi 14 anni, di migliorare una situazione deplorevole, bensì è riuscito, addirittura, a peggiorarla, sperperando fondi pubblici per un valore vicino a 1,5 miliardi di euro.
Contro il commissariamento, oltre al nostro laboratorio politico, si sono mosse numerose associazioni di categoria, alcune molto quotate come Legambiente o il Wwf. Una condizione emergenziale sotto gli occhi di tutti: discariche ormai sature, impianti per il trattamento della frazione organica sottoutilizzati e non adeguate al fabbisogno dell'intera regione, ampliamento delle discariche mai realmente partito, termovalorizzatore di Gioia Tauro (unico in Calabria) incapace di assolvere completamente alle sue reali funzioni. Ed ultimo, ma primo per gravità, i dati sulla raccolta differenziata ben lontani dagli indici imposti dal decreto legislativo 152/2006, che parla di un 65% di differenziata entro la fine del 2012, quando, secondo i dati Istat del luglio 2011, la nostra Regione si attesta al quintultimo posto in Italia con il 12,7%. Numeri impietosi.
A tutto ciò si aggiunge che la legge n°42 del 27 marzo 2010 stabiliva all'art 1 comma 1 quinquies l'annullamento delle Autorità d'ambito, mai istituite di fatto in Calabria, entro un anno dall'entrata in vigore della medesima legge, termine poi prorogato al 31/12/2011 dal decreto legge Milleproroghe. Alla scadenza di tale periodo, le Regioni avrebbero dovuto recepire con proprio atto legislativo le funzioni esercitate dalle Autorità d'ambito, nei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. La Regione Calabria ad inizio 2012 non dispone, però, ancora di una legge organica in materia di rifiuti, né tanto meno di una bozza, quasi un preludio alla proroga del commissariamento.
Tutto ciò crea sconcerto, è l'evidenza di una politica che non è in grado di affrontare realmente i problemi del territorio e  denota la mancanza di una seria ed efficace programmazione. Lo specchio di una regione che è abituata a vivere e combattere quotidianamente le emergenze senza prevenirle.
La questione ambientale, per quanto atavica, dovrebbe essere ben conosciuta oramai dalle Istituzioni e dalla cittadinanza tutta. Ma la Calabria è una terra dove l'ex commissario, il generale Graziano Melandri, già assessore al Comune di Reggio Calabria nella giunta Scopelliti, all'indomani delle sue dimissioni, lo scorso novembre, da commissario all'emergenza rifiuti in Calabria per le note vicende che lo vedevano indagato dalla magistratura, viene nominato dal pubblico ministero di Reggio Calabria custode della discarica di Casignana posta sotto sequestro.
È giunta l'ora che le istituzioni diano delle risposte e comincino a lavorare e soprattutto a programmare. Il nostro laboratorio politico mette a disposizione le proprie competenze e il documento presentato lo scorso mese di ottobre sulle linee di intervento per l'emergenza rifiuti, già inoltrato ai principali enti ed associazioni calabresi.


02/01/2012 19:29
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