Il senatore Antonio Gentile

CATANZARO «Il coordinamento ed il gruppo consiliare regionale del Pdl, in una delicatissima fase della vita del Paese e della Calabria in particolare, ritengono utile e necessario, da parte di chi realmente è sollecito e preoccupato dei destini della regione, un comportamento politicamente ed istituzionalmente responsabile; un atteggiamento che consenta anche di avviare un confronto costruttivo con il Partito democratico su esigenze reali, aspettative concrete, ipotesi di sviluppo ed ovviamente su quelle azioni di governo intraprese dalla giunta regionale guidata dal presidente». È quanto scrivono, in una lettera aperta al commissario regionale del Pd Alfredo D'Attorre, Antonio Gentile e Gianpaolo Chiappetta. «Questo - proseguono - è il terreno sul quale è lecito attendersi critiche, suggerimenti e proposte. Purtroppo però gli esponenti del partito da lei rappresentato in qualità di commissario regionale, si stanno impegnando in una sistematica, sterile e ripetitiva azione di discredito su larga scala; muovendo dalla smisurata enfatizzazione di alcune iniziative giudiziarie, iniziative e non sentenze, è ormai chiaro l'obiettivo e cioè infangare l'azione politica del centrodestra e l'impegno quotidiano del presidente Scopelliti. In ciò avendo come apripista ed a volte ispiratori tutti quei signori dediti non ad "informare", sulla base di notizie e fatti certi, ma impegnati a "formare" opinioni e giudizi negativi alimentati dal vento della calunnia e della pervicace ostilità a prescindere. Vorremmo farle presente, non senza rammarico, che se questi sono i livelli sui quali il Pd intende confrontarsi, il Pdl, che ha nei propri caratteri costitutivi il garantismo, non potrà fare a meno di sottolineare, denunciare ed amplificare tutti quei gravi casi nei quali sono coinvolti esponenti di primo piano del suo partito e che hanno segnato la cronaca regionale divenendo ormai storia acquisita nei percorsi amministrativi e politici calabresi. Il riferimento non è solo ai politici di centrosinistra inquisiti o condannati ma a casi specifici che riguardano per esempio la Provincia di Cosenza, i comuni di Rende e Paola, la gestione della sanità cosentina sotto la direzione generale di Petramala, l'arroganza di un ex assessore regionale che oggi si erge a paladino della moralità salvo dimenticarsi di aver fatto assumere, da assessore della giunta regionale, la proprio consorte in un ospedale calabrese o ancora il caso di un parlamentare che cerca ripetutamente di sottrarsi al giudizio dei magistrati inseguendo la prescrizione. Citiamo solo alcuni casi, di cui lei probabilmente non è conoscenza, ma che forse sono assolutamente emblematici di come occorra relazionarsi alle vicende giudiziarie e non che riguardano coloro i quali sono impegnati nel governo di una Regione bellissima ma allo stesso tempo complessa, problematica e difficile».
«Perché le diciamo tutto ciò? Semplicemente per comunicarle - affermano Gentile e Chiappetta - che le nostre intenzioni sono quelle di discutere e confrontarci sulle emergenze dalla Calabria, emergenze che abbiamo ereditato dal quel centrosinistra i cui rappresentanti hanno governato questa regione per cinque lunghissimi anni, un periodo così avaro di iniziative e risultati da determinare i calabresi nell'espressione di un voto chiaro e significativamente maggioritario. Parliamo di sanità, infrastrutture, ambiente e lavoro, temi sui quali stiamo lavorando cercando di concretizzare soluzioni realistiche e possibili nell'interesse dei calabresi. Ed a proposito del lavoro, tema da sempre scelto come qualificante nei programmi del centrosinistra, le vorremmo ricordare che proprio il presidente Scopelliti ha proposto un piano di 130 milioni di euro con la prevista assunzione di circa 9 mila giovani, un piano sul quale la sua parte politica non ha inteso dare alcuna valutazione o contributo. Da ultimo un utile consiglio, il suo predecessore il senatore Adriano Musi nell'assumere il delicato compito di guidare il principale partito dell'opposizione, con esperienza politica e sensibilità istituzionale, ha inteso fare una visita di cortesia al presidente della Regione, cosa che lei non ha inteso fare; pensiamo che non si sia trattato di una dimenticanza ma che sia invece un indice rivelatore dello spirito e degli obiettivi che animano i tanti, immaginiamo, consiglieri calabresi del Pd».
«Francamente - concludono Gentile e Chiappetta - era lecito attendersi comportamenti, stile, giudizi e valutazioni di segno diverso; la Calabria e i suoi rappresentanti politici non è il contesto negativo che certe cronache e certi apprendisti stregoni vogliono a tutti i costi descrivere; ed abbattere ad ogni costo, con calunnie e giudizi approssimativi, un avversario non significa aver a cuore i destini di tutti, significa solo ambire disperatamente al potere fine a se stesso. Ci auguriamo, ancora una volta, che il Pd che lei immagina non sia questo».


30/04/2012 18:42
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