Egregio Direttore,
ho avuto modo di leggere l’articolo apparso il 16 luglio sul sito internet del Corriere della Calabria da Lei diretto, riguardante le osservazioni e richieste rivolte al presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, dagli imprenditori riuniti a Cosenza in occasione della presentazione dell’analisi dei dati sulla congiuntura calabrese, per voce del dottore Renato Pastore, presidente di Confindustria e del Confidi Magna Graecia.
Tra l’altro, gli imprenditori hanno rivolto interrogativi al presidente Scopelliti sulla mancata definizione e pubblicazione della graduatorie dei progetti del settore Turismo e sul mancato finanziamento di quelli già definiti e approvati, paventando che tale situazione “sarebbe” da attribuirsi all’inerzia e all’incapacità della dirigenza regionale.
Nella mia qualità di coordinatore regionale della Confedir-Mit-Pa (Confederazione del sindacato nazionale della dirigenza e dei quadri della Pubblica amministrazione e del Terzo settore del privato) e di segretario regionale della Direr (Sindacato dei dirigenti e quadri direttivi della regione Calabria, aderente alla Confedir), devo puntualizzare sull'inesattezza delle affermazioni del governatore e respingere ogni accusa, in ordine alla mancanza di professionalità e all’inerzia, rivolta nei riguardi dei dirigenti di ruolo della Regione Calabria, poiché, a onor del vero, la maggior parte di essi sono stati “dirottati” ad occupare posti di livello dirigenziale di scarso rilievo e incisività per lo sviluppo economico della regione e, soprattutto, per l’attuazione delle iniziative e degli investimenti previsti della programmazione del Por 2007-2013, senza considerare quei dirigenti di ruolo che, con una nuova collocazione “ad hoc”, sono stati  addirittura privati di fatto di funzioni e obiettivi, e delle relative risorse.
Tuttavia, convengo che l’attacco degli imprenditori sia da ritenersi fondato e giusto se lo si circoscrive alla sfera del presidente della Regione Calabria e a quella della gran parte dei dirigenti generali e di Settore dallo stesso scelti, incaricati e collocati sui posti chiave della burocrazia regionale (in ragione di contratti esterni, ovvero comandati o distaccati da altre amministrazioni, ancorché in molti casi privi dei requisiti di legge e/o della professionalità specifica per il posto da ricoprire), senza regole e criteri oggettivi.
Le spiegazioni del governatore, dunque, appaiono fuorvianti e tendenziose, fornite al solo scopo di darsi un alibi e glissare sulla responsabilità delle scelte fin qui operate e sugli impegni assunti verso la comunità calabrese tutta, alla quale dovrà rendere conto tra due anni e mezzo.  
Il perché non funzioni la macchina regionale, il governatore, piuttosto, dovrebbe chiederlo a se stesso, agli assessori e ai dirigenti generali che egli stesso ha scelto e nominato con rapporto fiduciario, al di là, per quest’ultimi, della verifica sul possesso dei requisiti minimi di legge per ricoprire gli incarichi conferiti, ed a molti dei quali continua ad erogare trattamenti economici maggiorati (dal 50% fino al doppio del normale trattamento economico), sul presupposto che si tratterebbe di «soggetti ad alto contenuto professionale non facilmente reperibili sul mercato». Probabilmente, è proprio a questo che si potrebbe ricondurre il risultato dell’analisi dei dati sulla congiuntura calabrese, aspramente contestato dagli imprenditori cosentini.
Una classe politica regionale è valida quando dimostra di ben conoscere la realtà nella quale ha scelto di svolgere il delicato ruolo, quando si confronta con la gente, gli imprenditori e le forze sociali, per affrontare con serietà ed impegno i problemi sociali, culturali, infrastrutturali, economici, imprenditoriali, ecc., ponendo in essere le giuste azioni, gli strumenti legislativi e regolamentari adeguati, fissando gli obiettivi strategici e operativi con l’emanazione di valide direttive alle quali i dirigenti si attengono, rispondendo del loro operato, fino al licenziamento in caso di inerzia. Scaricare in modo semplicistico sulla dirigenza il fallimento di una scelta politica è cosa poco seria e fine a se stessa, se il dirigente non vale o non risponde agli obblighi contrattuali va rimosso senza se e senza ma.
Se non viene definita e pubblicata la graduatoria dei progetti per l’area del turismo, il governatore potrebbe avere una spiegazione dal proprio delfino, dirigente generale del dipartimento competente; se non vengono erogati i finanziamenti (ovviamente quelli dei fondi comunitari) una spiegazione la può ottenere dalla dirigente generale del dipartimento addetto alla Programmazione dei fondi comunitari e dal direttore della ragioneria generale, entrambi voluti dallo stesso presidente e dall’assessore al ramo.
Inoltre, non è affatto vero che il “burocrate” (quello appartenente ai ruoli della regione), è lì da quarant’anni. Se il presidente Scopelliti, prima di parlare a sproposito, si facesse documentare dai bravi “burocrati” da lui scelti e a lui fedeli, potrebbe scoprire, con viva sorpresa, che i dirigenti di ruolo che oggi operano nella Regione Calabria sono 123, di questi circa 25, residuali su un totale di sessantuno, sono stati assunti con il concorso interno concluso all’epoca della giunta Chiaravalloti (1/2/2002), nel periodo in cui Scopelliti era assessore alla Formazione professionale e Lavoro; circa 55 sono stati assunti a seguito di concorso-corso, indetto dalla stessa giunta Chiaravalloti e concluso nel periodo del presidente Loiero, altri 45 sono stati trasferiti, utilizzati o comandati e poi stabilizzati, nel periodo che va dall’anno 2000 a tutt’oggi, e la cui parte predominante appartiene all’operato della giunta Scopelliti; infine, solo 8 appartengono a quei dirigenti che, secondo quanto affermato da Scopelliti, «sono sul posto da quaranta anni…», uno dei quali, peraltro, è direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria per volontà del governatore calabrese. Ma non è proprio il governatore che ha mantenuto in servizio due dirigenti esterni rispettivamente di 66 e 69 anni di età? Non è vero che su 36 dirigenti esterni, presenti in Regione a vario titolo, ben 26 sono ultra cinquantenni?
Ma, per meglio rappresentare il quadro sopra dipinto, occorre aggiungere un ultimo tassello, quello dei 96 tra esperti e incaricati a progetto (tutti “esterni”), che quotidianamente e a vario titolo bivaccano nel Palazzo per dare man forte al governatore e alla squadra del presidente, e una pletora di consulenti (sempre “esterni”, ovviamente), che attendono al quotidiano consulto per il da farsi.
Sarà che Scopelliti voglia esportare in Regione il… Modello Reggio?...
Gli imprenditori cosentini e della Calabria intera, ma non solo, anche i cittadini utenti, sono avvisati.

* Coordinatore regionale Confedir-Mit-Pa
segretario regionale Direr Calabria


19/07/2012 15:03
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