CROTONE I carabinieri del comando provinciale di Crotone hanno eseguito un'operazione per il fermo di cinque persone accusate dell'omicidio di Valentino Vona e del tentato omicidio del fratello Giuseppe, compiuto a Petilia Policastro (Crotone) il 21 aprile scorso. Il provvedimento di fermo è stato emesso dal procuratore della Dda di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, e dall'aggiunto, Giuseppe Borrelli. I cinque fermati sono accusati di omicidio, tentato omicidio e porto abusivo di armi con l'aggravante delle modalità mafiose. Le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Crotone hanno avuto inizio dopo l'omicidio di Vincenzo Manfredo compiuto nel marzo scorso a Petilia Policastro. Gli investigatori ritengono che l'omicidio di Vona sia la risposta all'uccisione di Manfredo. La Dda di Catanzaro ha deciso di emettere i provvedimenti di fermo in via d'urgenza per impedire che venissero commessi altri fatti di sangue che, secondo gli investigatori, erano già in avanzata fase di programmazione e di imminente esecuzione. Durante il blitz, i militari dell'Arma hanno scoperto un arsenale a casa di uno dei cinque fermati. In seguito alla perquisizione, infatti, sono stati trovati due fucili calibro 12, uno a pompa e uno sovrapposto e una mitraglietta Spectra oltre a munizioni e a due passamontagna. Complessivamente, gli indagati nell'inchiesta sono sei. Oltre alle cinque persone fermate, è accusato di omicidio e tentato omicidio anche un sesto elemento nei confronti del quale non è stato emesso il provvedimento di fermo perché già detenuto per il possesso di una pistola calibro 9. Nei suoi confronti è stata chiesta al gip l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
IL PROCURATORE: «C'ERA IL RISCHIO DI NUOVI FATTI DI SANGUE»
«C'era la possibilità che venissero perpetrati nuovi fatti di sangue e il ritrovamento di armi dimostra che c'è fibrillazione nel locale di Petilia Policastro. Da qui la decisione di procedere con i fermi». A dirlo è stato il procuratore di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo illustrando, a Crotone, i dettagli dell'operazione che ha portato al fermo di cinque persone accusate dell'agguato compiuto il 21 aprile scorso a Petilia nel quale rimase ucciso Valentino Vona e venne ferito il fratello Giuseppe. I fermati sono Salvatore Comberiati, di 53 anni (accusato solo per possesso di armi), Giuseppe Scandale (44), Tommaso Ierardi (35), Luigi Lechiara (46) e Giuseppe Pace (35). Una sesta persona, Michael Pace (22), è indagato ma essendo già detenuto nei suoi confronti non è stato emesso il decreto di fermo. Nel corso dell'operazione di oggi, in un garage di pertinenza di Lechiara sono stati trovati due fucili, una mitraglietta e due passamontagna. «Sono qui anche se in ferie – ha detto Lombardo – perché volevo con la mia presenza assicurare l'attenzione molto forte della Procura distrettuale su Petilia Policastro e sul suo locale dove con l'omicidio di Manfreda si è aperta, di fatto, una ostilità per la mancanza di leadership all'interno del locale». Secondo l'accusa, infatti, l'agguato contro i fratelli Vona sarebbe stata la risposta all'omicidio di Vincenzo Manfreda, ucciso con tre colpi di fucile il 24 marzo scorso.
«Dalle intercettazioni – ha detto il procuratore aggiunto di Catanzaro Giuseppe Borrelli – si comprende che nel gruppo vicino a Manfreda ci fosse la convinzione che quest'ultimo delitto fosse opera del gruppo Vona, ma questo dato è ancora da verificare».
All'incontro con i giornalisti ha partecipato anche il comandante provinciale dei carabinieri di Crotone, colonnello Francesco Iacono.
13/08/2012 08:37
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