REGGIO CALABRIA - «L’inchiesta “Astrea” evidenzia, con chiarezza e senza sofismi, che il Comune di Reggio è in società con la ‘ndrangheta». Il commento di Aldo De Caridi e Ivan Tripodi, segretari cittadini di Italia dei valori e Comunisti italiani, non potrebbe essere più netto. L’operazione condotta ieri mattina dai finanzieri del Gico e dalla dda di Reggio - che ha portato all’arresto di 11 persone e al sequestro di beni per un valore di 50 milioni di euro - secondo De Caridi e Tripodi «consegna un quadro tragico e drammatico rispetto agli altissimi livelli di infiltrazione e di totale dominio della ‘ndrangheta nell’economia e nelle istituzioni, a partire dal comune di Reggio Calabria».
«Il provvedimento del gip Tommasina Cotroneo – si legge nella nota congiunta – ha certificato che la società mista Multiservizi è, per la parte privata, in mano alla potente e temibile cosca Tegano di Archi. Una verità tanto cruda quanto inoppugnabile: un vero e proprio pugno in faccia a tutti i reggini, i quali assistono increduli al crollo etico della città, causato da una classe dirigente corrotta che ha portato Reggio Calabria alla bancarotta morale e finanziaria. Una vergogna senza limiti che evidenzia l’enorme degrado provocato dal Pdl e dal centrodestra».
Per Idv e Pdci, le società miste rappresentano una sorta di zona franca in cui convergono tutti i grandi interessi illeciti della città. «Lo abbiamo detto e ridetto – prosegue il comunicato -, ma ci siamo scontrati con l’inquietante silenzio dell’amministrazione comunale. Da parte degli amministratori non vi è stata nessuna parola, nessun intervento concreto per porre fine a questa gravissima e inaccettabile situazione che, ormai, era sotto gli occhi di tutti. L’inchiesta consegna una verità limpida e indelebile: la Multiservizi è una palude, nella quale, come recentemente ha affermato anche il pentito Moio, le cosche della ‘ndrangheta sono presenti con il 49% del capitale sociale». Da qui, le conclusioni: «Non è più rinviabile un intervento chiaro e risolutivo di vera e propria igiene morale: il Comune, salvaguardando tutti i posti di lavoro, deve uscire immediatamente dalla Multiservizi e dalle altre società miste. Non è ammissibile continuare nell’attuale condizione scoperchiata dalla magistratura, nella quale il Comune di Reggio è socio in affari con la ‘ndrangheta».


Pietro Bellantoni

19/11/2011 11:47
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