Alfredo D'Attorre commissario del Pd calabrese

LAMEZIA TERME È una bocciatura senza riserve quella che i vertici del Pd calabrese riservano nei confronti del governo regionale. Nel mirino dei democrat c'è la gestione della sanità portata avanti dal governatore Peppe Scopelliti. Attacca Alfredo D'Attorre: «In questo settore non possiamo andare avanti con slogan e propagande perché qui stiamo giocando sulla pelle dei cittadini». Il commissario replica con piglio deciso a chi gli fa notare che la situazione disastrosa affonda le sue radici nel passato, quando alla Regione c'era il centrosinistra di Agazio Loiero: «È inutile ripetere sempre questo ritornello. Il giudizio sull'operato di quella coalizione lo hanno già dato gli elettori che ci hanno mandato a casa».
Preferisce concentrare la sua attenzione su altro, D'Attorre. Partendo magari dal verbale dell'ultima riunione del “tavolo Massicci” chiamato a verificare l'attuazione del Piano di rientro: «Dall'ultimo incontro viene segnalato un quadro inquietante di inadempienze. Il Pd è a favore della tutela della Fondazione Campanella, che è una realtà importante ed io mi auguro che, almeno su questo, gli impegni presi vengano rispettati. Non si può assolutamente disperdere e mettere in discussione un'esperienza del genere. La posizione del Pd e del gruppo regionale del partito è che si intervenga e si garantiscano i fondi necessari».
Le parole del commissario fanno da apripista all'affondo di Sandro Principe: «Il “tavolo Massicci” ha evidenziato un disastro: non c'è raccordo tra la struttura commissariale e il dipartimento Sanità della Regione. Che fine ha fatto la costruzione dei quattro nuovi ospedali? Scopelliti ha battuto i piedi per avere il commissariamento e questo ha prodotto soltanto un aumento delle imposte per i nostri cittadini». Il rosario delle emergenze sarebbe lungo ma il capogruppo del partito in consiglio regionale si limita a elencarle per macroaree: «Ambiente – il Piano casa impugnato dal governo produce solo una cementificazione selvaggia –, Trasporti e Fondi comunitari». Tanto basta per far dire a Principe che siamo «in piena crisi istituzionale perché c'è una cultura autoritaria nel modo di gestire le istituzioni».

L'ATTEGGIAMENTO GARANTISTA Le ultime vicende giudiziarie (tra cui la richiesta di rinvio a giudizio per la voragine finanziaria del Comune di Reggio) che hanno riguardato Scopelliti sono importanti e vanno tenute in considerazione «ma – dice D'Attorre – noi non vogliamo strumentalizzarle». Certo, questo non giustifica «un'evidente incapacità della giunta regionale di fare fronte ai problemi della Calabria». Il basso profilo scelto dal commissario dei democrat è il frutto di un ragionamento a tavolino fatto con i vari rappresentanti istituzionali. «Noi dobbiamo lavorare – dirà in seguito D'Attorre – per costruire un'alternativa credibile. Per il resto, lasciamo che la magistratura lavori serenamente come è giusto che sia».

LA MOZIONE PARLAMENTARE Marco Minniti è allarmato per quanto sta accadendo in questa regione. «Se non ci diamo una mossa – scandisce il deputato –, avremo un collasso economico e sociale. La Calabria ma in più in generale il Paese sono stanchi delle promesse». Passando alle azioni concrete, il gruppo parlamentare del Pd calabrese presenterà nei prossimi giorni una mozione, da sottoporre all'attenzione del governo Monti, con al centro il “caso Calabria”. Quattro le direttrici sulle quali si muoverà il documento di deputati e senatori: lavoro; infrastrutture; ambiente e assetto idreogeologico; agricoltura. Prima dell'arrivo nelle aule di Montecitorio e Palazzo Madama, la mozione sarà illustrata alle parte sociali. «Raccoglieremo – conclude l'ex viceministro all'Interno – suggerimenti e proposte emendative. Ma faremo presto perché non è più possibile attardarsi su questioni di secondaria importanza».

I CONGRESSI DOPO LE ELEZIONI Il commissario, a margine della conferenza stampa, assicura che «i congressi del Pd si faranno dopo le amministrative e dovranno osservare le regole previste dallo Statuto nazionale che sono prevalenti e regolano in maniera dettagliata lo svolgimento delle assise provinciali e regionale. Il mio obiettivo è quello di creare il prima possibile un partito più forte, più unito, più consapevole del suo ruolo alla sovranità dei suoi iscritti e dei suoi organismi dirigenti. Un congresso unitario che non occulti la discussione politica e le differenze, ma consenta di rimettere in campo il Pd come grande soggetto del cambiamento e dell'alternativa».
Rispondendo a una domanda sulla possibile candidatura di Mario Oliverio alla segreteria regionale del Pd, D'Attorre non si scompone: «Fino al 20 maggio noi siamo impegnati per le amministrative, per la battaglia nei Comuni, per Catanzaro. Nel frattempo avvieremo la macchina organizzativa dei congressi. Di candidati si parlerà dopo i ballottaggi».


Antonio Ricchio

21/04/2012 14:48
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