I vertici del Pd

RENDE La ripresa dell’attività politica come non avveniva da tempo, l’organizzazione dei congressi e qualche segnale. Il Pd di Alfredo D’Attorre si muove su più fronti, tutti convergenti verso un rilancio del partito. Il dibattito organizzato a Rende sul territorio e sullo sviluppo, ha permesso al commissario del partito di mostrare uno accanto all’altro due generali del Pd. Sandro Principe e Mario Oliverio, «due esperienze di buon governo», come ci tiene a dire D’Attorre, rappresentano plasticamente la ricerca dell’unità, che deve accompagnare la road map che porta ai congressi e che «serve a costruire il Pd del futuro». Un percorso definito, sia pure nei suoi tratti generali, visto che ora ci sono pure le date. Il 24 giugno infatti vedrà realizzarsi le primarie e poi il congresso regionale, il mese successivo i congressi di circolo e quelli provinciali. Ma da qui a queste scadenze il partito terrà cinque incontri tematici in tutta la regione e quello di Rende affronta le potenzialità che vengono dal rapporto con il territorio. E a iniziare la riflessione è Franco Rossi, dell’Unical, che spiega le potenzialità che potrebbero venire dalla sinergia tra ricerca e programmazione del territorio, mentre chi oggi guida la regione su questo tema sembra molto distratto. Il presidente della Provincia invece sottolinea come il territorio possa trasformarsi in risorsa, ancor di più in tempi drammatici di crisi. Ma dal governo regionale non viene alcuno stimolo, né organizzazione di nessun genere e dunque deve essere il Pd a candidarsi al governo della politica territoriale, chiamando le realtà presenti e le parti sociali. Il partito come nuova forza in grado di dare la rotta che oggi manca del tutto. È in definitiva, quello che annuncia Oliverio, un Pd che pensa già al dopo, in attesa che i nodi che assediano Scopelliti vengano al pettine uno dopo l’altro. Una convinzione diffusa nel partito, che infatti ritiene di doversi tenere pronto. Più pragmatico forse l’intervento di Principe, che propone un suo vecchio tema, quello della coniugazione tra ricerca e industria. E l’industria qui è rappresentata dall’agricoltura, dall’ambiente, dal turismo, dalla cultura. Il timore è che se non giunge un rapido intervento in questo senso, si perderanno occasioni preziose e si depaupererà un patrimonio immenso.
Soddisfatto D’Attorre chiude l’incontro, dedicando rapide parole all’antipolitica, che si vince con l’azione dei partiti, con il legare la loro azione alle cose concrete come i bisogni delle persone. Le tappe che conducono al congresso e la moltiplicazione delle iniziative del Pd, potrebbero aiutare a scongiurare la separazione progressiva tra i cittadini e i partiti.


Michele Giacomantonio

21/04/2012 21:23
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