Una pattuglia della guardia di finanza

Oltre 32 milioni di euro di danni al Servizio sanitario nazionale. È il bilancio dell’indagine della Guardia di Finanza di Reggio Calabria che ha segnalato alla Corte dei conti 34 soggetti, tra amministratori e dirigenti pubblici delle Asl di Palmi e Reggio da qualche anno confluiti nell’Azienda sanitaria provinciale.
Ma andiamo con ordine. I dettagli dell’inchiesta “By pass” sono stati illustrati stamattina nel corso di una conferenza stampa dal comandante provinciale di Reggio, Cosimo Di Gesù, dal procuratore della Corte dei conti di Catanzaro, Cristina Astraldi De Zorzi, e dal comandante della compagnia di Palmi Fabio Di Bella.
Proprio a quest’ultimo è toccato il compito di sintetizzare la mole di carte che le fiamme gialle hanno prodotto alla magistratura contabile.
Gli accertamenti hanno riguardato prevalentemente il servizio di guardia medica, con particolare riferimento all’utilizzo, improprio e ingiustificato, dei relativi medici in servizi e strutture diverse dalla stessa guardia medica e al loro inquadramento giuridico ed economico.
In particolare, gli uomini del colonnello Di Gesù hanno individuato il ripetuto ricorso a forme di trasferimento illegittime con l’impiego di 197 sanitari che, dal 1995 ad oggi, con tempistiche, motivazioni e modalità diverse, sono stati trasferiti in strutture sanitarie territoriali ed ospedaliere delle due ex aziende sanitarie e presso l’azienda ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli”.
I trasferimenti ammessi per legge solo in casi limitati e per periodi temporali predefiniti, sono diventati di fatto permanenti, causando l’ingresso di nuovi medici per coprire il servizio di assistenza continuativa e moltiplicando di fatto le spese, tenuto conto che le aziende sanitarie pagavano sia i medici trasferiti sia i nuovi assunti.
La prima ondata di trasferimenti era avvenuta nel 1995 e generata dalla riorganizzazione del servizio di guardia medica, che aveva portato alla chiusura di numerose postazioni.  Stando alle risultanze investigative della compagnia di Palmi, è stato appurato che i trasferimenti, benché temporanei e provvisori, si sono protratti fino ad oggi.
Ciò è avvenuto in barba alla normativa disciplinante il blocco delle assunzioni che costituisce una misura di contenimento della spesa pubblica.
Un doppio danno, quindi, per le casse dell’Erario: sono stati calcolati, infatti, sia gli stipendi indebitamente percepiti che le maggiorazioni di salario e di benefit vari dovuti alla nuova forma di incarico.
Particolare allarme sociale, inoltre, ha destato l’assegnazione di medici al servizio di 118 senza le necessarie qualifiche per poter svolgere il delicato incarico di primo soccorso.
«Per la guardia di finanza  - ha affermato il colonnello Di Gesù – questo è un settore importante, pari a quello dell’evasione fiscale. È stata un’attività che parte da una delega della Corte dei Conti. Sono stati attuati meccanismi che hanno causato un elevato danno al Servizio sanitario nazionale».
Soddisfatto il procuratore De Zorzi secondo cui «l’indagine è una delle più importanti condotte dalla guardia di finanza nel settore della sanità. Si tratta, in sostanza, della diversa e illegittima utilizzazione delle guardie mediche».
Queste ultime, dopo la riorganizzazione del servizio nel 1995 sono state trasferite all’azienda ospedaliera di Reggio. «Le Asp, quindi,  - ha aggiunto il tenente Di Bella – pagavano questi medici lasciati in servizio agli ospedali Riuniti anche dopo che sono state ripristinate le guardie mediche. La metà dei sanitari potevano essere impiegati nelle zone carenti per le quali, invece, venivano assunti nuovi medici con contratti di 3 mesi. L’Azienda sanitaria, quindi, pagava il doppio stipendio ai neo medici in servizio nelle zone carenti e ai precedenti sanitari lasciati in ospedale a ricoprire settori già in sovrannumero. Abbiamo riscontrato la mancanza di collegamento tra la specializzazione dei medici con il luogo in cui sono stati impiegati. Infine, abbiamo riscontrato che alcuni medici di guardia venivano utilizzati nel servizio del 118 in assenza dell’obbligatorio attestato di idoneità».
«Quanto oggi accertato – ha concluso il colonnello Di Gesù – sarà segnalato anche alle Procure di Reggio e di Palmi che dovranno verificare se, per i 34 soggetti coinvolti nell’indagine contabile, ci siano responsabilità anche penali. I reati ipotizzati, in questo caso, sono l’abuso d’ufficio e la truffa».


Lucio Musolino

04/05/2012 08:44
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