Il sostituto procuratore della Dda Giuseppe Lombardo

Le confidenze dell'avvocato Lorenzo Gatto al sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Giuseppe Lombardo. Ci sono anche quelle nei 28 faldoni del processo che si sta celebrando a Catanzaro sulla strategia della tensione.
Il procuratore Vincenzo Antonio Lombardo e il sostituto Salvatore Curcio hanno inserito nel fascicolo dell'inchiesta sulla cosca Lo Giudice pure la relazione del magistrato (in allegato) che per tre volte, tra giugno e settembre 2011, è stato avvicinato dal noto penalista il quale gli aveva confidato maggiore prudenza perché le cosche reggine avrebbero potuto attentare alla sua vita.
«Se io so dove abito, e per andare a casa devo passare dalla zona di Botteghelle ma so che in quella zona ci sono dei fuochi d'artificio, per tornare a casa cambio strada» è la metafora utilizzata dal penalista con il pm dell'inchiesta “Meta”, che ha svelato i rapporti tra la 'ndrangheta e la politica.
Interrogato dall'ex procuratore Giuseppe Pignatone e dall'aggiunto Michele Prestipino, l'avvocato Gatto ha dichiarato: «Confermo che il dottore Lombardo, proprio per le sua qualità professionali e per il suo impegno, non è ovviamente ben visto negli ambienti criminali di Reggio, per come posso percepire tale circostanza dai miei contatti professionali».
L'estate scorsa il legale è stato destinatario di una perquisizione. Nei suoi computer anche alcune intercettazioni registrate dallo stesso Gatto nel suo studio. Tra queste c'è una conversazione (in allegato) in cui una tale Annamaria (che nelle trascrizioni compare solo con l'appellativo di “donna”) lo informa che l'arresto del boss Pasquale Condello è stato possibile solo perché eseguito in Italia. La pratica per un'eventuale estradizione sarebbe rimasta bloccata alla Procura generale dal 1993. «Perché se a Condello l'avessero preso all'estero, - è la frase di Annamaria – non lo avrebbero potuto arrestare, perché da noi dal '93 non si è mai mosso, non c'è richiesta di astensione, non c'è esternalizzazione, non c'è niente, hai capito? L'hanno preso qua ed è andata bene, ma se no, come fascicolo estradizionale, c'era da mettere le mani ai capelli».

Lucio Musolino

(l'articolo integrale si può leggere sul numero 53 del settimanale Corriere della Calabria in edicola)


15/06/2012 11:45
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