Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Lunedì, 15 Giugno 2015

«Non ci sottrarremo da subito e nei prossimi giorni, senza alcuno sconto, a un'analisi seria e rigorosa sui risultati dei ballottaggi che si sono tenuti ieri in tre importanti centri calabresi, così come sull'esito generale delle amministrative in Calabria». Lo dichiara il segretario regionale del Pd Calabria, Ernesto Magorno, che prosegue: «Voglio però innanzitutto rivolgere il mio augurio di buon lavoro al sindaco rieletto di Castrovillari, Mimmo Lo Polito, protagonista di una vittoria, ottenuta di stretta misura che però attesta che il nostro partito e la coalizione del centrosinistra, vincono laddove sanno trovare e attuare pienamente le ragioni dell'unità. Voglio altresì ringraziare Tommaso Sonni e Aldo Alessio per l'impegno profuso, sono e saranno entrambi per noi una risorsa preziosa per il nostro percorso futuro. Il centrosinistra tutto, e in primo luogo il Pd che ne è la forza principale – dice ancora Magorno – devono trarre come riflessione, anzi meglio come lezione, dal voto di ieri che ogni smagliatura, ogni atteggiamento di divisione è percepito negativamente dai cittadini. Non esistono, insomma, rendite di posizione consolidate nelle quali crogiolarsi, occorre camminare uniti e rimboccarsi le maniche. Dobbiamo continuare a dialogare con quelle parti dinamiche della società calabrese, dell'imprenditoria, della cultura, del no-profit, che insieme a noi condividono un percorso autentico di cambiamento di questa regione».
«Il risultato delle amministrative – sostiene ancora il segretario regionale del Pd – non deve farci dimenticare e non deve farlo dimenticare a chi ingenerosamente ci critica, che siamo la prima forza politica calabrese e che, con la coalizione del centrosinistra, siamo chiamati a governare questa regione. Proprio come principale forza della coalizione noi del Pd, tutti insieme, dobbiamo partecipare all'azione di governo avviata dal presidente Oliverio e della sua giunta, portando avanti e dando sostegno al suo progetto di cambiamento per la Calabria. Il risultato di ieri, in particolare, ci indica – conclude Magorno – che nelle nostre maggiori aree urbane occorre un lavoro specifico del nostro partito e della nostra coalizione, in grado di elaborare una proposta politica unitaria e di recuperare quella capacità di buon governo, che è da sempre prerogativa del centrosinistra e della sua migliore tradizione. Non posso non pensare proprio a Cosenza, che dovrà essere, nei prossimi mesi, punto prioritario della nostra agenda politica. Proprio per questo nel capoluogo bruzio terremo la Festa regionale del Pd 2015, che sarà momento di aggregazione, confronto e proposta politica per il governo della Città in vista dell'importante appuntamento elettorale del 2016».

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    Il commento del segretario regionale del Pd: «Ogni smagliatura, ogni atteggiamento di divisione è percepito negativamente dai cittadini»

COSENZA È In vigore da lunedì l'ordinanza del prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao che dispone l'interdizione al traffico pesante sulla statale 18 con il percorso alternativo che i suddetti mezzi devono compiere per bypassare il viadotto Italia, chiuso al traffico dopo il crollo parziale di una campata avvenuto il 2 marzo scorso. In questi mesi, gli autoarticolati e gli autobus hanno intasato la Statale 18: code chilometriche, incorniciate dalle lamentele degli autisti. Da oggi, invece, si tira il fiato. La tirrenica torna, o dovrebbe tornare, ad una situazione di maggiore normalità.
Un camion che viaggi in direzione Sud lascerà l'autostrada a Lauria. Si immetterà sulla statale Sinnica (siamo ancora in Basilicata). Passerà sulla 106 Ionica e riprenderà l'A3 allo svincolo di Tarsia Nord. Percorso contrario per i mezzi diretti a Nord Il percorso alternativo individuato dalla Prefettura di Cosenza non è una novità. Ogni anno, infatti, in prossimità dell'esodo estivo, viene utilizzato per alleggerire il traffico sull'autostrada. Ma se in passato si trattava di una alternativa solo consigliata, con il crollo del ponte, diventa invece obbligatoria. Il prefetto ha anche affermato che con tutta probabilità l'autostrada riaprirà a fine luglio.

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    In vigore l'ordinanza del prefetto di Cosenza: il traffico pesante sarà deviato prima sulla Sinnica e poi sulla 106

LAMEZIA TERME È giunto a sentenza il processo Spire Tyre, scaturito dall'omonima operazione antidroga. Le indagini, condotte dai carabinieri del comando provinciale di Catanzaro e della compagnia di Lamezia Terme, misero in luce un giro di droga ben ramificato che arrivava fino ai comuni del reggino quali Taurianova, Locri, Delianuova, Sinopoli e Mamertina. La droga – marijuana, hashish e cocaina – attraversava la Calabria ben nascosta nelle auto dei corrieri. L'operazione è stata, infatti, denominata "Spire Tyre", ruota di scorta, dal nome di uno dei nascondigli in cui, in un caso, è stata rinvenuta la droga.
La sentenza del giudice Barbara Borelli ha ridimensionato di molto gli oltre 80 anni di carcere chiesti dal sostituto procuratore Santo Melidona. Il giudice ha emesso 11 condanne e nove assoluzioni. Condanna Salvatore Pulice a 7 anni; Giuseppe Pulicicchio a 5 anni; Francesco Parisi e Giuseppe Parisi a 4 anni; Pasquale Nicotera a 3 anni e 6 mesi; Cristian Greco a 3 anni; Emanule Strangis a 6 anni e 8 mesi; Umberto Egidio Muraca a 2 anni e 6 mesi; Rosalia Carabetta 1 anno e 6 mesi; Filippo Santoro un anno; Francesco Perri 6 mesi. Sono stati assolti Eduardo Gustavo Quirova; Antonio Veraldi; Pasquale Buffone; Antonio Pagliuso; Michael Mercuri; Claudio Paola; Giovanni Notarianni; Pasquale Notarianni e Luigi Notarianni. Il sostituto procuratore Santo Melidona, in sede di requisitoria, aveva chiesto condanne per oltre 80 anni di carcere. In particolare erano stati chiesti 10 anni per Salvatore Pulice; 8 anni per Pasquale Nicotera, Francesco Parisi e Giuseppe Pulicicchio; 6 anni per Giuseppe Parisi e Cristian Greco, 4 anni per Antonio Veraldi, Luigi Notarianni e per il collaboratore di giustizia Egidio Umberto Muraca; 3 anni per Emanuele Strangis, Michael Mercuri, Filippo Santoro e Pasquale Notarianni; 2 anni per Claudio Paola, Eduardo Gustavo Quirova e Giovanni Notarianni; un anno e 4 mesi per Pasquale Buffone, Antonio Pagliuso e Rosalia Carabettace; 8 mesi per Francesco Perri. Soddisfatto, per questa sentenza che ridimensiona di molto le pene, il collegio difensivo composto, tra gli altri, dagli avvocati Francesco Domenico Murone, Antonio Larussa, Lucio Canzoniere e Aldo Ferraro.

ale. tru.

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    Pene ridimensionate rispetto alle richieste dell'accusa. L'operazione da cui è scaturito il processo svelò un giro di droga che da Lamezia arrivava al Reggino

Lunedì, 15 Giugno 2015 22:04

Regione, il rimpasto in mano a Forza Italia

LAMEZIA TERME Tutti i consiglieri regionali di area Forza Italia (compresi quelli della Casa della Libertà e del gruppo misto) sosterranno il referendum sulla revisione dello Statuto regionale. È quanto è emerso nel corso della riunione tenuta oggi nella sede del partito a Lamezia Terme a cui hanno preso parte la coordinatrice regionale Jole Santelli, i vice coordinatori Wanda Ferro, Giuseppe Galati e Roberto Occhiuto, i consiglieri regionali Francesco Cannizzaro, Giuseppe Graziano, Giuseppe Mangialavori, Ennio Morrone, Alessandro Nicolò, Fausto Orsomarso, Domenico Tallini. Assente solo Nazzareno Salerno, "solidale" con Pasqualino Ruberto all'indomani della vittoria alle elezioni lametine del "rivale" (sostenuto da Fi) Paolo Mascaro.
Forza Italia, si legge in una nota ritiene che «le modifiche allo Statuto regionale volute dal centrosinistra non hanno l'obiettivo di rendere più snella la macchina regionale, ma servono soltanto a consentire al governatore Oliverio di risolvere i problemi della sua maggioranza distribuendo incarichi e posizioni di potere che comporteranno soltanto ulteriori costi per i cittadini. Dovranno essere i calabresi – si legge ancora nella nota di Fi – ad esprimersi attraverso una consultazione popolare, per dire se sono d'accordo che Oliverio possa nominare sette assessori esterni al consiglio regionale e assegnare deleghe ai consiglieri della sua maggioranza nelle deleghe più svariate per aumentare surrettiziamente il numero degli assessori, seppure di secondo livello». Gli otto consiglieri regionali hanno dunque sottoscritto la richiesta di referendum, ma non tutti durante la discussione hanno assunto le medesime posizioni: più prudenti rispetto ai colleghi, in particolare, si sono mostrati Nicolò, Morrone e Cannizzaro. E proprio alla luce delle loro osservazioni su questioni procedurali lo stesso capogruppo di Fi e quello della Cdl (Cannizzaro) venerdì approfondiranno con gli uffici di Palazzo Campanella aspetti tecnici relativi all'espletamento e alla validità del referendum. Ad ogni modo, dal momento in cui verrà depositata la richiesta del referendum sarà bloccata la promulgazione del nuovo Statuto che, dunque, in tal caso non potrà entrare in vigore. Per queste ragioni la partita del rimpasto si complica ulteriormente per Oliverio: con questa situazione, il governatore potrebbe teoricamente nominare soltanto altri due assessori esterni. Un terzo c'è già (è Nino De Gaetano) e il vincolo del 50% non può essere aggirato.

Nel corso della riunione sono stati commentati in maniera positiva i risultati dei ballottaggi nei comuni di Lamezia Terme e Gioia Tauro, con l'affermazione di Paolo Mascaro e Giuseppe Pedà, sostenuti da Forza Italia. «Dati – conclude Fi – che segnano una sconfitta per il governo Oliverio, che a sei mesi dal suo insediamento è ancora impantanato in una situazione di totale immobilismo, e premiano il centrodestra che si è presentato unito ritrovando la fiducia del proprio elettorato».

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    Otto consiglieri regionali firmano la richiesta del referendum sulla revisione dello Statuto e complicano la vita ad Oliverio per l'allargamento della giunta. I dissapori lametini dietro l'assenza di Salerno al summit

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CATANZARO Il gup di Catanzaro ha emesso oggi la sentenza per gli imputati giudicati con rito abbreviato per il caso "Villa Verde", clinica di Donnici, nel Cosentino, nella quale, secondo l'accusa, i boss venivano ricoverati per evitare il carcere. Pasquale Barca, difeso dall'avvocato Franz Caruso, è stato condannato per falso a due anni (pena sospesa), esclusa per lui l'aggravante mafiosa. L'accusa nei suoi confronti era quella  di avere falsificato una cartella clinica nella quale si attestava il tentato suicidio di Samuele Lovato, attualmente collaboratore di giustizia. Samuele Lovato è stato condannato, a sua volta, a due anni e sei mesi. Secondo l'accusa le false perizie mediche consentivano ai boss di evitare il carcere. I medici implicati nell'indagine avrebbero redatto certificazioni sanitarie circa patologie neuro psichiatriche di cui sarebbero stati affetti esponenti di spicco della 'ndrangheta. A giovare di tali perizie sarebbero stati appartenenti ai clan Forastefano di Cassano allo Jonio e Arena di Isola Capo Rizzuto. Al posto della cella, per i boss, era previsto un ricovero nella clinica Villa Verde di Donnici, che in questo processo si è costituita parte civile. Il 19 giugno proseguirà l'udienza per coloro che seguono il rito ordinario e per i quali il gup si esprimerà sull'eventuale rinvio a giudizio. Si tratta del professore Gabriele Quattrone di Reggio Calabria, il dottor Franco Antonio Ruffolo di Rogliano, il dottor Massimiliano Cardamone, di Catanzaro, il dottor Arturo Luigi Ambrosio di Castrolibero e Patrizia Sibarelli, moglie di Pasquale Forastefano.

 

Alessia Truzzolillo

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    Due anni a Pasquale Barca (pena sospesa) e due anni e sei mesi a Samuele Lovato. Secondo l'accusa alcuni boss venivano ricoverati nella clinica di Donnici per evitare il carcere

Lunedì, 15 Giugno 2015 20:49

Processo "Cartesio", pioggia di assoluzioni

PAOLA Cinque condanne con pene variabili dai 7 ai 4 anni oltre ad alcune interdizioni dai pubblici uffici. Ma soprattutto una pioggia di assoluzioni: in tutto nove. È questa la decisione del Tribunale di Paola sul processo scaturito dall'operazione denominata "Cartesio" condotta nel 2009 dalla Dda di Catanzaro. I giudici di Paola, in composizione collegiale e presieduti da Paola Del Giudice, non hanno creduto fino in fondo alla ricostruzione effettuata dagli inquirenti che ritenevano gli imputati – complessivamente 14 – responsabili di aver messo in piedi un'organizzazione dedita al prestito usuraio – con l'aggravante del metodo mafioso – con il quale avrebbero stretto nel cappio alcuni imprenditori del Tirreno cosentino. La sentenza del tribunale di Paola ha ridimensionato di molto questa ipotesi. Condannando, appunto, solo cinque persone. In alcuni casi non ha retto neppure l'ipotesi dell'aggravante mafiosa, le condanne infatti solo praticamente legate solo al reato di aver prestato denaro con tassi usurai. Esce completamente indenne dalla scena uno degli imputati "eccellenti" di questo processo: l'ex assessore della Provincia di Cosenza nonché dell'esecutivo di Rende, Pietro Paolo Ruffolo. I giudici di Paola lo hanno prosciolto perché il fatto non sussiste. Il Tribunale ha infine disposto la confisca definitiva delle somme di denaro, di beni e di utilità nella disponibilità dei cinque condannati. Oltre a condannare alcuni di loro al risarcimento dei danni nei confronti delle loro vittime.

 

L'OPERAZIONE
L'operazione – coordinata dalla Distrettuale di Catanzaro – era scattata nell'agosto del 2009. Grazie alle attività portate avanti dagli inquirenti, si erano ricostruiti presunti fitti giri di usura – avvenuti tra il 2003 e il 2009 – aggravati dal metodo mafioso da parte di uomini ritenuti legati in qualche modo alla cosca Muto di Cetraro. In particolare gli investigatori avevano individuato un gruppo di persone che avrebbero prestato denaro con alti tassi usurai oscillanti tra il 5 e 20% al mese. Nel corso dell'operazione eseguita dai carabinieri del comando provinciale di Cosenza erano state dapprima arrestate 12 persone e si era, poi, proceduto anche a sequestrare beni per 70 milioni di euro. Frutto, secondo la Dda, dei proventi derivanti dall'usura nei confronti di imprenditori dell'alto Tirreno cosentino. Le indagini, erano state condotte dai carabinieri della compagnia di Scalea e del comando provinciale di Cosenza. Inoltre i finanzieri del Gico di Catanzaro e dello Scico di Roma avevano svolto dettagliate investigazioni sui patrimoni accumulati, stando all'accusa, illecitamente dagli imputati. Ipotesi ora ridimensionate della decisione dei giudici di Paola.

 

 

LE CONDANNE
1) Giuseppe Nigro, 55 anni, di Belvedere Marittimo: 4 anni e 6 mesi e una multa di 12mila euro, oltre all'interdizione per 5 anni dai pubblici uffici
2) Franca Coccia, 55, originaria di Roma moglie di Nigro: assolta
3) Agostino Iacovo, 37, di Cetraro: 4 anni e 11.500 euro oltre all'interdizione per 5 anni dai pubblici uffici
4) Dino Iacovo, 46, di Cetraro: 2 anni e 6 mesi e una multa di 4.500 euro
5) Gigliola Iacovo, 41, di Cetraro: assolta
6) Settimio Rosario Rugiero, inteso come «ù professore», 55, di Bonifati: 7 anni e 9 mesi e una multa di 27mila euro oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici
7) Agostino Briguori, detto «Berlusconi», 47, di Bonifati: 4 anni e una multa di 12mila euro oltre all'interdizione per 5 anni dai pubblici uffici
8) Franco Abbruzzese, inteso come «Dentuzzo», 46, di Cassano Ionio: assolto
9) Pasquale Imbelloni, detto «Lillino», 65, di Santa Maria del Cedro: assolto
10) Umberto Cairo, 54, di Sangineto: assolto
11) Antonio Pignataro, inteso come «Tonino Cicchitella», 52 anni, di Cetraro: assolto
12) Francesco Amato, di Corigliano, 61 anni: assolto
13) Mario Midaglia, 56, di Acquappesa, del maresciallo dei carabinieri: assolto
14) Pietro Paolo Ruffolo, 66 anni, di Rende, ex assessore Provincia di Cosenza e di Rende: assolto

 

 

Roberto De Santo

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    Il Tribunale di Paola ha comminato 5 condanne su 14 imputati. Assolto l'ex assessore alla Provincia di Cosenza Ruffolo

LAMEZIA TERME I festeggiamenti per la vittoria di Mascaro sono finiti da poco, ma Forza Italia è già al lavoro sull'agenda politica e amministrativa di Lamezia. Nemmeno il tempo di smaltire la sbornia elettorale: i cinque consiglieri eletti (Francesco De Sarro, Salvatore
De Biase, Michelangelo Cardamone, Tranquillo Paradiso e Carolina Caruso) si sono riuniti questo pomeriggio nella sede cittadina del partito. All'incontro, convocato dal segretario provinciale Maurizio Vento, hanno partecipato anche la coordinatrice regionale Jole Santelli e il vice (tra i massimi sponsor del nuovo sindaco) Pino Galati. Pacche sulle spalle e soddisfazione per il risultato ottenuto – quel 12% che incorona Fi come primo partito – a cui ha fatto seguito una prima ricognizione interna in vista del varo della nuova giunta comunale. Il primo step è però l'individuazione del capogruppo, anche se per il momento non è arrivata alcuna indicazione precisa.
Vento è stato comunque delegato ai rapporti con il nuovo sindaco, con cui si incontrerà nei prossimi giorni al fine di trovare un assetto che accontenti tutti. I forzisti non ne fanno una questione di numeri, ma è chiaro che ambiscono ad avere un ruolo di primo piano nell'esecutivo. Due assessorati su sette potrebbe essere un buon compromesso. «Visto quello che abbiamo fatto in questa campagna elettorale, non saremo certo noi a mettere in difficoltà il sindaco», puntualizza Vento. Che comunque, e non potrebbe essere altrimenti, rivendica un ruolo di peso per i berluscones. «Ma non ne facciamo una questione di numeri, né chiederemo l'applicazione del manuale Cencelli. Il nostro obiettivo è costruire una squadra coesa ed equilibrata». Un gruppo di lavoro a cui i vertici del partito hanno intenzione di affiancare un nuovo coordinamento cittadino, aperto ai candidati non eletti ma anche alle forze civiche che hanno creduto fin dal primo momento al progetto di Mascaro e alla rinascita di Forza Italia.

 

Pietro Bellantoni

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Lunedì, 15 Giugno 2015 19:08

Assolto presunto boss dei Gaglianesi

CATANZARO È stato assolto Girolamo Costanzo, detto "compare Gino", presunto boss della cosca Catanzarese dei Gaglianesi nella sentenza d'appello del processo "Revenge" che illumina uno spaccato della presenza criminale nel capoluogo e i legami delle cosche locali con i clan del Crotonese. Costanzo sta scontando una condanna all'ergastolo per l'omicidio di Pietro Cosimo. Secondo le risultanze investigative che hanno dato inizio a Revenge "compare Gino" dalla sua cella avrebbe continuato a impartire ordini al suo clan attraverso uomini di fiducia.

La sentenza d'Appello, inoltre, condanna Lorenzo Iriitano a sette anni di reclusione; Giovanni Passalaqua a 5 anni e 20 giorni; Fabio Bevilacqua a 3 anni e 4 mesi; Pietro Procopio a 3 anni di reclusione e Maurizio Sabato a 2 anni e 10 mesi. I giudici hanno dichiarato di non doversi procedere nei confronti di Stella Mazzei, per intervenuta prescrizione. I reati sono considerati estinti per la morte degli imputati Daniele Marchio, Anselmo di Bona e Domenico Bevilacqua, alias "Toro seduto", ucciso in un agguato il 4 giugno scorso.
L'operazione Revenge, del 2006, coordinata dalla Dda e dalla Squadra Mobile di Catanzaro, ricostruiva il modus operandi della cosca dei Gaglianesi e la partecipazione alla compagine criminale del clan dei rom, oltre alla «piena operatività e la concreta pericolosità di un sodalizio mafioso radicato da tempo sul territorio di Catanzaro e i cui organi di vertice agiscono in costante collegamento e sotto le direttive e la vigilanza del clan dominante a Isola Capo Rizzuto e facente capo alla potente famiglia Arena».
I reati ipotizzati all'inizio del processo erano di associazione a delinquere di stampo mafioso, usura, estorsioni, traffico di droga e armi, furto, danneggiamento, ricettazione e minacce.

 

Alessia Truzzolillo

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    Le decisioni del giudice d'Appello per il processo "Revenge". Reati estinti per "Toro seduto"

Lunedì, 15 Giugno 2015 19:08

Eletta la prima Miss Italia in Calabria

E' Maria Assunta Apa la prima classificata con la fascia Miss Hotel Maiorana per la prima selezione provinciale di Miss Italia Calabria 2015. La giuria di esperti di bellezza, esponenti della stampa locale e dello spettacolo ha decretato la prima Miss che passerà di diritto alla finale regionale. Ben cinque le fasce aggiudicate: prima classificata Maria Assunta Apa (Miss Hotel Maiorana); seconda classificata Bina Forciniti (Miss Rocchetta Bellezza); terza classificata Greta Salituro (Miss Cotonella); quarta classificata Marika Sacco (Miss Compagnia della bellezza); quinta classificata Giorgia Fantozzi (Miss Interflora). Dopo le tre sfilate in passerella, come da tradizione (in abito da sera, in bikini e in costume istituzionale) la giuria tecnica ha valutato le ragazze anche per la loro personalità. Una breve intervista in cui le concorrenti hanno dovuto dimostrare di essere spigliate e disinvolte. "E' stata una prima prova esaltante – afferma la patron Linda Suriano – noi cerchiamo molto di più di una semplice bella ragazza. Puntiamo a far esprimere al meglio le nostre miss. Con noi dovranno dimostrare di essere giovani donne complete, capaci di affascinare per la loro bellezza e per la loro personalità. Abbiamo sperimentato e continueremo a farlo nelle prossime tappe, quello che accade poi nel concorso nazionale e anche la giuria ha accolto con entusiasmo la nostra scelta".

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    E' Maria Assunta Apa la nuova reginetta. La selezione si è svolta a Rende

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