Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 19 Giugno 2015
Venerdì, 19 Giugno 2015 21:40

Expo, Unitalsi rinvia i viaggi da Reggio

MILANO Sono stati rinviati a ottobre i primi viaggi da Reggio per Expo organizzati dall'Unitalsi. «A pochi giorni dal primo viaggio previsto, ci siamo riuniti e abbiamo preso l'unica decisione possibile», dice Salvatore Pagliuca, presidente dell'Unitalsi, l'associazione di volontariato che da oltre 110 anni organizza viaggi, in particolare, verso i santuari internazionali.

«Lourdes, Loreto e non solo – aggiunge Pagliuca –. Troppe le domande di adesione, e disomogenee rispetto alle date che avevamo individuato. Per Expo abbiamo tempo, mentre non è mai il momento di deludere i nostri volontari sul territorio e le persone che si affidano a noi. È giusto rivedere il progetto, riprogrammando le partenze e, sì, aumentando il nostro sforzo».

«I viaggi che avevamo previsto tra fine giugno e luglio da Firenze, Venezia, Reggio Calabria e Bari – prosegue Pagliuca – saranno riorganizzati nella seconda metà di ottobre secondo le richieste che continuano ad arrivare».

Per rispondere alle richieste, nei prossimi giorni saranno attivati nuovi punti di informazione presso le sedi Unitalsi e potenziato il servizio sul numero verde.

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    Troppe domande di adesione. I tour slittano a ottobre

REGGIO CALABRIA «Voglio rivolgere le mie più vive congratulazioni ad Antonino Barillà per la medaglia di Bronzo conquistata ai Giochi europei di Baku nella specialità double trap di Tiro a volo». Lo afferma, in una nota, il presidente del Coni Calabria Maurizio Condipodero.
«Si tratta – prosegue – di un piazzamento di assoluto prestigio che rende pieno onore e giusto merito all'atleta calabrese, quale protagonista di primissimo piano in ambito italiano e internazionale, di una disciplina sportiva affascinante e complessa. Per lo sport calabrese gli appuntamenti con i trionfi di Barillà sono ormai diventati una piacevolissima abitudine. Abbiamo, infatti, ancora bene impresse nelle memoria, con immensa soddisfazione, le immagini dell'entusiasmante argento Mondiale conseguito lo scorso settembre, grazie al quale l'atleta ha ottenuto il lasciapassare per l'Olimpiade del 2016 di Rio de Janeiro».
«Il percorso sportivo di Barillà, inoltre – conclude –, testimonia in maniera cristallina quanto sia importante l'impegno e il sacrificio nello sport e, più in generale, nella vita di ogni giorno».

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    L'atleta calabrese è arrivato terzo nella specialità double trap di Tiro a volo. Condipodero: «È un protagonista assoluto»

CATANZARO «Questa è una regione che continua ad avere grandi problemi sul ciclo dei rifiuti. E lo testimoniano i dati. La Calabria si conferma sul podio del ciclo illegale dei rifiuti: al terzo posto con 555 reati registrati (7,7% del totale nazionale). In aumento rispetto all'anno precedente, durante il quale erano state accertate 452 infrazioni. Le persone denunciate sono state 578 (524 nell'anno precedente), 1 arresto e 201 sequestri (2 arresti e 136 sequestri nel 2013). Reggio Calabria è sesta nella classifica dei reati accertati, con 177 infrazioni (2,4% del totale nazionale), Vibo Valentia è ottava (140 reati), Cosenza nona (134 reati), Crotone 24esima (68 reati), Catanzaro 39esima (36 reati). Nell'anno precedente, a Reggio Calabria erano state registrate 191 infrazioni, 180 denunce, 2 arresti e 50 sequestri; a Vibo Valentia 158 infrazioni, 156 denunce e 30 sequestri; a Cosenza 64 infrazioni accertate, 130 denunce e 36 sequestri, a Catanzaro 25 infrazioni, 45 denunce e 20 sequestri; Crotone con 14 infrazioni e 13 denunce. ». Sono questi i dati, riferiti al 2014, del report sulle ecomafie che Legambiente anticipa di qualche giorno rispetto alla presentazione ufficiale che avverrà il 30 giugno a Roma. Le anticipazioni le riporta Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente, ospite a Lamezia Terme della quinta edizione del festival dei libri sulle mafie "Trame".

«Trame è un appuntamento importante. Purtroppo anche noi, da 21 anni, scriviamo un libro che si occupa di mafie, quelle che riguardano l'ambiente. L'anno scorso era un libro di 300 pagine. Dopo 21 anni possiamo parlare finalmente anche degli ecoreati e la parola ambiente è finalmente entrata nel codice penale». Ma non è stato facile arrivare a questo risultato e smuovere un intervento serio da parte delle istituzioni.

«Si parlava di Terra dei fuochi – continua Ciafani – già nel rapporto di ecomafia 2003. Un argomento rilanciato da Roberto Saviano due anni dopo nel libro "Gomorra" ma la nostra denuncia continuò a restare inascoltata. Dovettero passare 10 anni prima che il problema delle combustioni tossiche diventasse un argomento mediatico nazionale e la politica è stata finalmente costretta a occuparsi del problema. Ma questi sono i tempi della politica. Purtroppo anche il settore delle bonifiche attira gli appetiti della criminalità.
Quello che mi ha stupito della Calabria è che a differenza dell'attenzione mediatica internazionale riservata alla Campania, per l'emergenza calabrese, paragonabile a quella campana, c'è sempre stato un curioso disinteresse dei media».

 

LE NAVI DEI VELENI 
«È certo che nel Mediterraneo – dice Ciafani – ci sono decine di navi che si sono inabissate con il loro carico di rifiuti pericolosi. Noi ogni volta che abbiamo avuto informazioni le abbiamo sottoposte all'attenzione di chi doveva indagare. Alcuni hanno ignorato le nostre segnalazioni, altri hanno pagato con la vita per le loro indagini, come nel caso di Natale De Grazia. Per fortuna da 20 giorni c'è una legge che permette di illuminare questi crimini ambientali che prima venivano considerati reati meno pesanti del furto di una mela. E' stato il grande paradosso del nostro Paese. Prima un magistrato per tentare di punire i crimini ambientali doveva cercare strade alternative ma ogni azione finiva sempre nel nulla. Non si poteva usare nemmeno l'arresti in flagranza, com'è possibile, invece, nel caso del furto di una mela. Oggi nel nostro ordinamento esistono cinque delitti ambientali: inquinamento, disastro ambientale, traffico di materiale radioattivo, omessa bonifica e impedimento del controllo». Secondo il vicepresidente di Legambiente, il principale ostacolo al ddl sugli ecoreati è stata la volontà di quegli industriali che volevano evitare i costi dello smaltimento dei rifiuti delle loro aziende. Ciafani, che è stato tra i promotori della battaglia "in nome del popolo inquinato" per l'introduzione degli ecoreati nel codice penale, definisce questa legge «rivoluzionaria», capace di riscattare ingiustizie come quelle di sentenze finite «in nulla nonostante la morte di decine di persone».

Tra le altre cita il caso Marlane. Ma l'attenzione deve essere sempre alta perché le difficoltà sono ancora tante. «Basti pensare – ha concluso Ciafani – a quanto sia difficile oggi far finanziare degli studi epidemiologici dal ministero della Salute».

 

Alessia Truzzolillo

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    Illustrati al festival Trame di Lamezia alcuni dati del rapporto Ecomafie 2014. La regione è terza su scala nazionale. Quasi 600 le infrazioni accertate. Reggio è la città meno virtuosa

REGGIO CALABRIA Il governo italiano lo ammette: con Renata Danila Gatto, moglie di Gioacchino Campolo, ha sbagliato provocando danni morali e materiali, che si dice pronto a risarcire con quattromila euro. È una capitolazione su tutta la linea quella delle istituzioni italiane di fronte alla Corte europea dei diritti dell'uomo, cui si è rivolta il "re dei videopoker" lamentando non solo l'impossibilità di fare colloqui con il marito, ma anche la mancanza di un organo giurisdizionale cui ricorrere.

Questioni che la Corte europea ha valutato molto seriamente, tanto da invitare il governo italiano non solo a controreplicare, ma anche a colmare – e in fretta – un vuoto giuridico, pena l'apertura di una procedura di infrazione. Allo stato, la legge italiana, non prevede che il detenuto o i suoi familiari, che si vedano negato il diritto al colloquio con i congiunti dal pubblico ministero, possano ricorrere a una autorità che verifichi la correttezza della decisione assunta dall'organo inquirente.

Un buco legislativo riconosciuto – dopo ripetuti richiami per il ritardo con cui ha fatto pervenire le proprie osservazioni – dal governo italiano, che tramite la Corte europea ha fatto pervenire al legale dei Campolo, l'avvocato Giovanni De Stefano, una proposta di indennizzo di quattromila euro per danni morali e materiali al fine di evitare la condanna, che si prevede scontata, al risarcimento dei danni.

«Al fine di un componimento amichevole della questione» – si legge nella proposta fatta ai Campolo – si propone un pagamento di quattromila euro da pagare nel giro di tre mesi a partire dalla notifica dell'eliminazione della causa dal ruolo di quelle pendenti presso la Corte europea. Un'offerta che superava di gran lunga quella meramente simbolica di un euro reclamata nel presentare ricorso – fa sapere l'avvocato De Stefano – e che i Campolo hanno intenzione di rispedire al mittente. Alla base dell'iniziativa, fa sapere il legale, non ci sarebbe infatti alcun desiderio di compensazione economica dei danni subiti, quanto la volontà di denunciare una prassi assolutamente iniqua e obbligare lo Stato Italiano a predisporre una legge che contempli un rimedio giurisdizionale a una decisione, al momento indiscutibile e inappellabile.

 

Alessia Candito

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    La Corte europea dei diritti dell'uomo dà ragione alla moglie di Gioacchino Campolo. Che ha fatto ricorso per l'impossibilità di fare colloqui in carcere col marito. L'esecutivo corre ai ripari e propone un indennizzo di 4mila euro 

Con un'interrogazione rivolta al presidente del Consiglio e al ministro delle Infrastrutture i parlamentari calabresi di Forza Italia Jole Santelli, Roberto Occhiuto e Pino Galati chiedono al governo di affrontare «l'ulteriore problematica relativa ai trasporti determinata dal crollo checomplica una situazione dell'A3 che già è particolarmente grave».
«Inoltre – si legge in una nota – gli altri mezzi di trasporto per la Calabria hanno subìto una drammatica contrazione, ciò è accaduto tanto per i treni quanto per il numero di tratte aeree. A ciò corrispondono, inoltre, tariffe inspiegabilmente alte. Tale contrazione del numero di treni ed aerei non è certo dovuta a mancanza di passeggeri, in considerazione della circostanza che è spesso necessario prenotare con largo anticipo».
«La situazione descritta – concludono i parlamentaru forzisti – impone un intervento del governo cui si chiede la formulazione di un piano di emergenza che tenga conto dell'intero quadro di riferimento dei trasporti, perché è impossibile che una regione rimanga in tal modo isolata, senza che il governo si faccia parte attiva per garantire il sacrosanto diritto alla mobilità».

Intanto, il segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno, ha annunciato che martedì incontrerà il ministro Graziano Delrio.

 

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    I parlamentari Occhiuto, Santelli e Galati presentano un'interrogazione al governo e al ministro delle Infrastrutture. Intanto Magorno annuncia che martedì incontrerà Delrio

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COSENZA «Ho ritenuto doveroso intervenire, ancora una volta, sulla grave emergenza che riguarda il centro storico di Cosenza, anche a fronte degli ultimi fatti che si sono verificati, dal punto di vista giudiziario, con l'iscrizione nel registro degli indagati di 44 persone, tutte proprietari di immobili a rischio e di quelli che già sono stati interessati da crolli. Ribadisco la mia posizione, che è quella della necessità di un piano serio di interventi di messa in sicurezza e rilancio definitivo». Lo afferma, in una nota il senatore del Gruppo Misto Francesco Molinari. «E' giusto individuare le responsabilità - aggiunge -, ma soprattutto procedere al più presto con interventi tecnici sugli immobili, prima che a rimetterci sia l'incolumità di chi vi risiede. Ritengo, altresì, giusto e doveroso denunciare i cittadini corresponsabili di quanto accaduto, che dovranno, assolutamente rispondere, della superficialità con cui, evidentemente si prendono cura dei loro beni, o non se ne occupano affato. Ma ritengo sia necessario chiamare ad una assunzione di responsabilità anche la giunta attualmente in carica, e in primis il sindaco. Occhiuto avrebbe potuto utilizzare non pochi poteri, attribuiti dal Testo unico, che un primo cittadino ha a disposizione per poter sopperire alle mancanze e all'indifferenza dei proprietari degli immobili. Immobili che risultano disabitati, in barba alla grave emergenza abitatiche grava sul territorio di Cosenza. Immobili che, se riportati ai parametri di sicurezza e abitabilità, potrebbero costituire non solo un patrimonio da destinare alla risoluzione del problema "casa ", ma anche a rivitalizzare il centro storico, rimpinguando le presenze dei residenti. Perché Cosenza ha bisogno di case e non di pub. Gli immobili espropriati poi, potrebbero essere utilizzati, per esempio, per creare un sistema di hotel diffuso, che rappresenterebbe fonte di entrate per le casse comunali e opportunità nuove di lavoro e spinta verso il turismo per la città.Tutte possibilità concrete nelle mani del sindaco, conferite dal Tuel. Mi lascia perplesso che il primo cittadino,attualmente in carica, non sia a conoscenza di questi suoi poteri. O forse progetti come questi non rientrano nel suo ambito di interesse. Al posto del sindaco è questo che attuerei per il bene della città e dei cosentini. Proprio come è successo per i rifiuti con la proposta concreta a mia firma, sottoposta, a suo tempo, all'attenzione di Occhiuto, e che lo portò a conoscere realtà come Vedelago e il sistema della raccolta differenziata e il riutilizzo materiale dei rifiuti».

REGGIO CALABRIA «Oggi la deputata Dieni torna a chiedere lumi sulla non impugnativa della legge regionale della Calabria sulle cause di esclusione e di incompatibilità dei revisori dei conti, chiamando in causa il sottoscritto. Come la deputata Dieni ricorderà, ho già avuto modo di rispondere alla sua interrogazione sull’argomento, presentata il 6 maggio scorso, spiegando che il Consiglio dei Ministri del 29 aprile non aveva ravvisato profili di illegittimità costituzionale della legge, anche alla luce dei pareri dei ministeri competenti». Lo ha detto il sottosegretario agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, rispondendo alle dichiarazioni della deputata Federica Dieni. «Nessuna omissione, quindi – ha proseguito – considerato che il consiglio dei Ministri è chiamato proprio a valutare la legittimità costituzionale delle leggi regionali. Ogni altra illazione, peraltro tardiva, è fuori luogo», ha concluso Bressa.  

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    Il sottosegretario agli Affari regionali risponde alle dichiarazioni della deputata pentastellata sul "caso" Santo Stefano: «Per i ministeri competenti non ci sono profili di illegittimità costituzionale»

Venerdì, 19 Giugno 2015 18:45

Oliverio: investiremo sulle aree interne

SOVERIA MANNELLI «Per costruire una ipotesi di sviluppo sostenibile e per investire su di essa le risorse che l'Unione europea destina alla Calabria attraverso la programmazione 2014-2020 bisogna partire dalla difesa e dalla valorizzazione delle nostre aree interne». È quanto si legge in una nota del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio che ha partecipato al convegno "La Calabria nella strategia nazionale della aree interne" che si è svolto a Soveria Mannelli. «Una strategia di difesa del suolo e di mitigazione dei rischi idrogeologici – ha detto il governatore della Calabria – deve essere, quindi, centrale nella programmazione di una regione come la nostra. Per questo motivo, nella riorganizzazione dei dipartimenti della Regione, abbiamo istituito una unità operativa autonoma di difesa del suolo e di mitigazione dei rischi che coordinerà tutte le politiche sul territorio a partire dagli interventi previsti dall'Accordo di programma quadro sottoscritto tra il ministero all'Ambiente e la nostra Regione nel 2010 e che ha destinato 220 milioni di euro per la difesa del suolo e che sta già producendo grandi risultati». Secondo Oliverio, «quando siamo arrivati in Regione abbiamo trovato una totale situazione di stallo totale in questo settore. Su 220 milioni di euro, solo 18 milioni di euro erano stati cantierati a dicembre. Oggi sono in condizione di annunciare, con grande soddisfazione, che entro il 30 giugno prossimo saranno 70 i progetti che andranno a gara, 30 dei quali sono stati già avviati e cantierati. Sulla base di questo dato, inoltre, proprio la settimana scorsa abbiamo avuto la possibilità di ricontrattare con l'Unità di Missione nazionale una proroga anche per i restanti progetti, che sono una cinquantina, e di salvare i finanziamenti destinati ad essi». Il presidente dell'esecutivo regionale ha poi sostenuto «di creare nuovi posti di lavoro, immettendo nuove professionalità (agronomi, geologi, laureati in scienze forestali) per costruire un grande progetto di difesa e di sistemazione del suolo di cui prime beneficiarie dovranno essere le aree montane e collinari. Guardiamo alla difesa del suolo anche come valorizzazione ambientale. In questa direzione i nostri tre parchi nazionali dovranno essere meglio valorizzati». «Vogliamo costruire, infine – ha aggiunto – condizioni di valorizzazione e di investimenti in agricoltura. Nelle settimane scorse abbiamo chiuso ed inoltrato a Bruxelles il Piano dello sviluppo rurale (Psr) in cui abbiamo operato scelte precise a favore della difesa del suolo, decidendo di investire in direzione di un radicale rinnovamento generazionale in questo settore, istituendo un premio di primo insediamento ai giovani che vogliono impegnarsi in agricoltura che prevede 40mila euro per chi vuole investire nella pianura e 50mila per quelli che vogliono investire sulla montagna. Per evitare il rischio che si crei un'operazione di carattere assistenziale, abbiamo legato questo premio all'investimento. Su un progetto che prevede fino a 200mila euro di investimento diamo al giovane il 60% sulla pianura e il 70% sulla montagna. Su 200mila euro sono 120 mila o 140 mila euro a fondo perduto a cui bisogna aggiungere 40 o 50mila euro del premio di insediamento. Il progetto diventa, così, quasi totalmente finanziato dal Psr». «Anche sugli altri strumenti come il Fesr e il Fondo sociale europeo – ha concluso Oliverio – che stiamo riscrivendo e che, al momento del nostro insediamento, non erano stati nemmeno inviati alla Commissione Europea con il rischio di non poter acquisire neanche il numero di protocollo abbiamo previsto due azioni di fondo: coordinare tutti gli strumenti comunitari a nostra disposizione (Psr, Fondo Sociale Europeo e Fesr) e, contestualmente, destinare almeno il 10% delle risorse per le aree collinari e montane».

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    Il governatore è intervenuto in un convegno a Soveria Mannelli

LAMEZIA TERME A partire da domani verrà istituita la Giornata nazionale dedicata alla distrofia facio-scapolo-omerale. L'ufficializzazione della ricorrenza avverrà presso la sala stampa della Camera alle 11.30, alla presenza di addetti ai lavori di ambito sanitario e scientifico e di varie istituzioni politiche. L'iniziativa prende spunto dalla vicenda dei fratelli Biviano, che per giorni hanno presidiato Montecitorio chiedendo un riconoscimento della loro malattia. Contestualmente, verranno attivate alcune linee di ricerca specifiche, condivise dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. I fratelli Biviano, inoltre, daranno notizia del loro ritorno a casa.
«Oggi – ha detto l'ex ministro agli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta – rendiamo omaggio a due persone che hanno lottato per il senso alto della vita, senso civile e religioso, ma anche come significato di donazione, di solidarietà, di rispetto della persona, di lotta per i propri diritti e per il diritto e il dovere di “resistere per esistere”. La battaglia pacifica condotta dai fratelli Biviano per il riconoscimento della loro malattia – prosegue Lanzetta – l’ho vissuta da ministro, essendo stata informata del caso dall’onorevole Paola Binetti su sollecitazione della Presidente della Camera Laura Boldrini».
«La sofferenza dei fratelli Biviano e la loro determinazione hanno travalicato personalismi ed egoismi per intraprendere e portare avanti un percorso affrontato con un atteggiamento gandhiano, per sensibilizzare gli addetti ai lavori, la politica e i politici che la loro battaglia era giusta e sacrosanta; che era necessario aprire la strada agli studi della malattia che hanno rappresentato con la sofferenza dei loro corpi per due anni interi in piazza Montecitorio, centro della politica italiana che, in molti casi, presenta i suoi limiti, in quanto non sempre è capace di cogliere le necessità, i bisogni e, come scrivono Sandro e Marco, le ragioni di tanti malati, soprattutto di quelli che si sentono più soli e stentano a far comprendere le loro necessità, come avviene nel caso dei malati rari».
«Leggo dalla loro pagina Facebook le tantissime parole di ammirazione e di solidarietà manifestate dai cittadini che, nell’esprimere la loro ammirazione, li ringraziano per la lezione di umanità e di battaglia civile che hanno ricevuto. Fra qualche giorno torneranno finalmente a casa, ma scrivono: "Non smetteremo di lottare, ma vogliamo iniziare una lotta diversa, tornando a casa dove potremo riprendere in mano la nostra vita con il seme della speranza, nata da un nuovo dialogo che ci auguriamo dia presto i suoi frutti". Buona fortuna, fratelli Biviano e grazie per quello che ci avete insegnato. Vi sarò – conclude – sempre vicina». 

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    I fratelli affetti da una particolare distrofia tornano a casa dopo il presidio a Montecitorio. Il 20 l'ufficializzazione e l'istituzione di una giornata dedicata alla loro malattia. L'ex ministro: «Battuti gli egoismi»

CATANZARO «In Calabria la parità di genere è un principio troppo spesso professato ma non effettivamente applicato. In questa regione il numero di donne elette o alla guida di aziende pubbliche e private è assai esiguo: in Consiglio regionale siede solo una donna e su questo la politica deve riflettere. Non meno trascurabile, in Calabria e non solo, è la disparità di trattamento tra uomo e donna sotto il profilo della retribuzione a fronte di mansioni analoghe. Ma la questione di genere non può prescindere dal coraggio di compiere delle scelte fondate sulla capacità e sulla competenza manageriale». Lo ha affermato il presidente dell'assemblea di Palazzo Campanella, Antonio Scalzo, intervenendo a Catanzaro alla presentazione del report della commissione provinciale per le Pari opportunità.
«Alla carica di presidente della società in house del Consiglio regionale – ha aggiunto Scalzo – la Portanova Spa, ho designato una donna, Daniela De Blasio – attuale consigliera di parità nella giunta provinciale reggina ed ex dg di Calabria Lavoro dell'era Loiero, ndr – che considero tra le professioniste più competenti e brillanti in Calabria. Sono certo – ha concluso – che, assieme al nuovo cda dell'azienda, saprà trasformare la Portanova in uno strumento in grado di generare vero sviluppo e promuovere politiche di crescita complessiva per la nostra comunità».

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    A designare i nuovi vertici della società in house del Consiglio regionale il presidente dell'assemblea di Palazzo Campanella, Antonio Scalzo

     

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