Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 20 Giugno 2015
Sabato, 20 Giugno 2015 21:42

Idm, nominati i responsabili provinciali

LAMEZIA TERME Si è tenuta questa mattina all’hotel Phelipe di Lamezia Terme, in un clima di grande entusiasmo, l’assemblea regionale del movimento L’Italia del Meridione, la prima dopo le elezioni amministrative. Un incontro che ha visto la partecipazione di vari amministratori locali da tutta la Calabria. Durante l’incontro, moderato dal responsabile regionale degli enti locali Mimmo Frammartino, sono intrevenuti il segretario regionale Nicodemo Filippelli, il leader del movimento Orlandino Greco, il segretario regionale dei giovani Giovanni De Mari e il dirigente Eugenio Massa Gallerano. Da più parti è stata ribadita la volontà di continuare il percorso intrapreso allargando la rete territoriale che lega il movimento alle comunità calabresi e meridionali.
Diversi i sindaci e gli amministratori locali presenti che, durante il dibattito, hanno manifestato la volontà di aderire al movimento e sostenere le battaglie politiche che Orlandino Greco sta promuovendo attraverso la sua attività di consigliere regionale. E’ proprio il leader del movimento che sul finire del dibattito ha lanciato una provocazione annunciando la presentazione di una proposta di legge palesemente incostituzionale che impedirebbe a chi non è stato mai amministratore nel proprio comune di presentarsi alla carica di consigliere regionale, un modo per dire basta ai nominati e agli incompetenti. A seguito del dibattito sono stati nominati da Filippelli i commissari provinciali del movimento che guideranno le loro aree di riferimento fino allo svolgimento dei congressi. Per la provincia di Cosenza è stato eletto Raffaele Papa, per Crotone Domenico De Paola, per Reggio Calabria Santo Marino, per Catanzaro Procopio Pantaleone, per Vibo Valentia Franco Verano.

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    Per la provincia di Cosenza eletto Raffaele Papa, per Crotone Domenico De Paola, per Reggio Santo Marino, per Catanzaro Procopio Pantaleone e per Vibo Valentia Franco Verano

REGGIO CALABRIA «A essere chiari fin da subito, c’è solo una cosa da dire: il sito www.museidellacalabria.it è la dimostrazione evidente non solo di come sia possibile sperperare il denaro pubblico senza alcun beneficio, ma anche, e ancor di più, dell’assoluta mancanza di sensibilità culturale di chi mi ha preceduto, che di quel sito è l’artefice». É quanto afferma, in una nota, il presidente della Giunta regionale calabrese Mario Oliverio. «Un sito – prosegue la nota - statico, incompleto, graficamente povero, privo di una ispirazione progettuale diversa dalla mera elencazione, e che presenta al pubblico nazionale e internazionale un’immagine distorta e approssimativa della Calabria e del suo grande patrimonio storico e culturale. Se voleva, e doveva, essere il bigliettino da visita della regione Calabria, quel sito è invece tale da provocare un effetto di fuga. Dico questo con molta sofferenza perché credo veramente che la cultura sia uno dei più potenti attrattori per il turismo e un volano per lo sviluppo economico. Proprio per questo, nella mia precedente esperienza amministrativa, mi sono adoperato per costruire la rete dei musei della provincia di Cosenza e darne una adeguata proiezione online (www.retemuseale.provincia.cs.it)».
«Chiederò ora agli uffici dell’amministrazione – afferma il governatore - di ricostruire attentamente la procedura seguita negli anni scorsi, prima di tutto per capire cosa è successo, dove sono confluite le risorse economiche e poi per intervenire radicalmente ove ancora possibile. Una cosa è certa: il sito dei musei calabresi dimostra ancora una volta che questa Regione ha bisogno di assoluta trasparenza nella gestione amministrativa, di introdurre processi decisionali partecipati, di valorizzare le energie sociali e culturali che animano questa terra e che hanno voglia di esprimersi e di partecipare ad un processo collettivo di rinnovamento. Per tutte queste cose –conclude Oliverio - il web è uno strumento potente. Trattarlo con insipienza è il danno peggiore che si possa fare alla Calabria».

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    Il governatore sul progetto Ire Sud: «Chiederò agli uffici dell’amministrazione di ricostruire la procedura seguita per capire cosa è successo e dove sono finite le somme stanziate»

CATANZARO «Apprezzo la ferma presa di posizione del collega e amico governatore della Puglia Michele Emiliano contro le trivellazioni nel mar jonio e ricordo che già nei mesi scorsi il sottoscritto, tra i primi atti assunti, presentò ricorso presso l'Alta Corte impugnando la legge emanata dal governo con cui si esautoravano le Regioni dai pareri vincolanti su problematiche così rilevanti». É quanto afferma in una nota il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio. «Nei prossimi giorni - prosegue la nota - la Regione Calabria ricorrerà al Tar del Lazio contro il decreto emanato il 12 giugno scorso dal ministero dell'Ambiente, che permette all'Enel Longanesi la ricerca di idrocarburi in mare con la tecnica Air Gun nello Ionio Settentrionale, praticamente nel Golfo di Taranto, interessando ben tre Regioni. Non permetteremo a nessuno di considerare le nostre come “terre di conquista e di assalto”, dove enti e gestori privati pensano di poter realizzare business e speculazioni economiche a danno dell'ecosistema marino e di quanto esso offre alle nostre regioni in termini di crescita socio-economica e turistica. A tal proposito, a poche ore di distanza dalla sua presentazione, mi sovviene l'enciclica di Papa Francesco sull'ambiente che rappresenta una grande lezione in difesa della terra e dell'ambiente in cui viviamo e che non può assolutamente rimanere lettera morta. Sin da ora - conclude il presidente della Regione  - posso anticipare che insieme al presidente Emiliano promuoveremo, nelle prossime settimane, un'azione comune per contrastare con determinazione e forza il decreto sulla ricerca degli idrocarburi in mare».

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    Oliverio contro il il decreto dello scorso 12 giugno del ministero dell'Ambiente, che permette a Enel Longanesi di cercare idrocarburi nello Jonio. Il governatore: «Le nostre non sono terre di conquista e di assalto»

LAMEZIA TERME Sembra non essere nato sotto una buona stella il cosiddetto “portale dei musei della Calabria”, progetto che, a giudicare dall'avvio incerto, rischia di diventare l'ennesimo spreco o, quanto meno, passo falso nell'ambito della gestione dei Beni culturali della regione. I propositi per farne uno strumento utile a disposizione del turista e del conoscitore o di ricerca per studenti ed esperti di settore, c'erano tutti: dalle linee guida dettate dal Cnipa (Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione) ai fondi stanziati dallo stesso organismo, da un team di riferimento composto da archeologi, storici dell'arte, esperti di catalogazione, informatici, programmatori, editorialisti e fotografi a, ovviamente, la “materia prima” di cui la Calabria dispone. Senza contare la «sinergia» messa in campo da Regione, segretariato regionale per i Beni culturali della Calabria e dall'Agenzia per l'Italia digitale. Competenze diversificate e mirate che, allo stato, non sono riuscite – a due giorni dall'avvio ufficializzato con una presentazione dai toni entusiastici a Catanzaro – a fare di “Ire Sud Calabria”, se non un “portale”, un sito aggiornato, che sappia guardare avanti, nella veste grafica e nell'impostazione come nei contenuti. Guarda, anzi, indietro, al lontano 2008: a partire da quest'anno sono state inserite infatti le date di mostre che, certamente, non servirà a nessuno consultare. Gli appuntamenti del 2015? Solo tre, fermi al 12 giugno.  

 

SE LA SEMPLIFICAZIONE DIVENTA TROPPA
Ire-Sud è un programma promosso dal Cnipa che abbraccia tutte le regioni meridionali e centro-meridionali (Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), che mira alla semplificazione di alcuni servizi nell'ambito della giustizia e dei beni culturali attraverso l'utilizzo dei sistemi informatici. Nell'ambito delle ricchezze del territorio, «promuove – si legge nella pagina di riferimento – la realizzazione di sistemi integrati per la consultazione via web, la catalogazione e la gestione del patrimonio artistico e museale». Quello che si era pensato di fare con il progetto calabrese, che avrebbe dovuto agevolare un «rapido scambio» di informazioni relative ai beni museali di tipo archeologico, storico-artistico e demo-etnoantropologico. Una celerità che, almeno in fase di realizzazione, non si è vista: il sistema Ire Sud Calabria, stando a quanto diramato dallo stesso "portale", è stato sviluppato nel 2010 e oggi, a distanza di cinque anni, si presenta come un normale sito per nulla accattivante e dinamico, che al visitatore disattento può apparire come un banale raccoglitore di una quarantina tra i musei presenti in Calabria, “raccontati” attraverso schede sintetiche in cui magari è facile apprendere la media annua (approssimativa) dei visitatori, ma dove è quasi impossibile rintracciare un indirizzo mail o il costo di un biglietto. C'è da chiedersi se non abbia fatto meglio la vicina Basilicata, che ha pensato invece a un portale (quello sì) di servizi al cittadino che, già in fase di partenza, ha all'attivo servizi e comunicazione Unep e Gsa (Gestioni servizi avvocati) e tutorial e strumenti di sicurezza Java, con tanto di sezioni tematiche che riguardano notifiche, esecuzioni, protesti e servizi vari.  

 

A PASSO DI GAMBERO
Molto più contemplativa e meno attenta ai nuovi modi di comunicare online, la versione calabrese di Ire Sud ha, attualmente, una video gallery di appena cinque video (Archivio di Stato di Reggio, Calabria da vedere, monumenti, Obras Primas e Bronzi di Riace). Con buone possibilità sarà – verbo più che abusato nella presentazione del progetto – aggiornata nei prossimi giorni, ma per il momento è affiancata a una gallery di foto che riguardano 8 dei 45 poli museali presenti. Tutta da scoprire l'utilità dell'area “Didattica”, mentre “Mostre ed eventi” sembrerebbe, a voler essere superficiali, una sezione in grado di scoraggiare anche il turista e l'appassionato più risoluti: perché la carrellata che si può scorrere dal menù a tendina parte dal 2008 ed è ampia per quello che riguarda gli anni dal 2009 al 2014, ma subisce inspiegabili rallentamenti proprio per l'unico anno utile: il 2015. Non che di mostre nei prossimi giorni non ce ne siano. Solo, il team di esperti non ha ritenuto opportuno aggiungere la personale sui migranti della pittrice Maria Grazia Costa a Siderno (fino al 21 giugno), la mostra fotografica di Bruno Giordano al museo archeologico di Reggio Calabria che dura fino al 2 luglio, o il raduno degli artisti di Scilla che è sempre di questi giorni. Facce nuove che forse non piacciono o “campanilismi” che riguardano sponsor e patrocini, ma neppure l'indimenticabile Frida Kalho (raccontata fino al 28 giugno nella mostra che si terrà presso la Torre Normanna di San Marco Argentano), ha avuto una sorte migliore nell'ambito del portale. E, se Vibo e Crotone di mostre sono carenti, la “questione” Catanzaro è stata liquidata con un banner di Raimondo Galeano, in mostra al Marca dal 18 aprile...fino a tre giorni fa. Si dirà: l'importante è che i musei ci siano, vengano raggiunti e siano raccolti in un'unico contenitore. Peccato che nessuno sarà in grado di trovarlo a meno che non se ne conosca il nome, Ire Sud Calabria: a digitare “musei calabresi” sul più noto motore di ricerca, infatti, non si trova niente – se non il vecchio sito dei musei calabresi – che riconduca a quello che, forse in maniera un po' sbrigativa, è stato definito portale.

 

 Zaira Bartucca
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COSENZA Un luminare della medicina che non dimentica le sue origini. Il professore Filippo Crea, ordinario di Cardiologia all'Università Cattolica di Roma, dove è anche direttore del dipartimento di Medicina Cardiovascolare e della Scuola di specializzazione in cardiologia, è stato insignito dalla commissione Cultura del Comune di Cosenza, per gli alti meriti scientifici e per l'eccezionale contributo offerto alla ricerca cardiovascolare. «Sono grato alla Calabria – ha detto – perché mi ha dato i geni. E perché mi ha dato i maestri, il primo mio padre (che è stato anche consigliere comunale di Cosenza, ndr) che mi ha insegnato il piacere dell'onestà. Sono nato a questa regione anche per la passione per la medicina. Quando ero bambino mio nonno aveva un bar nel centro di Fuscaldo e li mi è nata la curiosità per l'umanità. E l'umanità è al centro della medicina. Quando ho detto ai miei che volevo studiare Medicina mi hanno detto vai e sono partito perché non c'era la facoltà di Medicina a Cosenza. Sono passati oltre trent'anni e ancora non c'è. Quindi invito gli amici politici ad agire. Io la medicina l'ho preparata sui libri di Agatha Christie. Perché un medico è un detective perché indaga il paziente: è una sfida straordinaria. Ho curato nella mia vita centinaia di persone. Ho curato qualche Papa, qualche politico eccellente, qualche premio Nobel e premio Oscar e qualche Santo. Ma il mio approccio e' sempre uguale sia quando ho curato il pescatore del mio paese che quando ho seguito personaggi illustri. Ho formato centinaia di cardiologi e tutti insieme stiamo dando contributi importanti alla ricerca medica in campo cardiovascolare. Mi reputo un uomo fortunato perché ho realizzato i miei sogni. Tutto ciò è stato possibile perché le mie radici sono forte ente radicate in Calabria». A margine dell'incontro il luminare non ha voluto svelare chi fossero i suoi pazienti premio Nobel e premio Oscar. Si è trincerato dietro il segreto professionale.
Il prof Crea è stato allievo del professore Attilio Maseri, cardiochirurgo che curò Papa Giovanni Paolo II. E il medico cosentino fu il più giovane cardiochirurgo nella equipe che seguì il Pontefice nel 2005. Nel 1984 ha ricoperto l'incarico di research fellow alla facoltà di Cardiologia dell'Università della Florida. Tra il 1985 e il 1991 è stato honorary clinical assistant, senior lecturer e honorary consultant dell'Unità di Ricerca Cardiovascolare dell'Hammersmith Hospital di Londra. È rientrato in Italia come responsabile del laboratorio di Emodinamica dell'Istituto di Cardiologia dell'Università Cattolica di Roma. Nel 2000 è diventato professore associato di Cardiologia dell'Unità operativa di Terapia Intensiva e Subintensiva, e nel 2001 è stato nominato professore ordinario di Cardiologia, direttore dell'Istituto di Cardiologia e direttore della Scuola di specializzazione in Cardiologia dell'Università Cattolica di Roma. Dall'ottobre 2008 è stato direttore del Dipartimento di Scienze cardiovascolari. È fellow dell'American College of Cardiology e della European Society of Cardiology. Nel 1992 è stato insignito da Rita Levi Montalcini del Premio Newburgh per «gli eccezionali contributi scientifici nel campo della ricerca cardiovascolare». Autore di più di 700 pubblicazioni, il prof Crea ha ricevuto, nel 2013, il Premio Internazionale per la ricerca scientifica "Arrigo Recordati", istituito nel 2000 e intitolato alla memoria dell'imprenditore farmaceutico. Crea è stato insignito del premio Recordati per gli eccellenti e innovativi risultati conseguiti nello studio del ruolo centrale del microcircolo nelle patologie di sistema e d'organo. Considerevole l'esperienza accumulata nell'inquadramento diagnostico e terapeutico della cardiopatia ischemica, delle miocardiopatie, delle cardiopatie valvolari, delle cardiopatie congenite e delle aritmie. Molto esperto anche nell'utilizzo di tecniche diagnostiche cardiologiche sia non invasive che invasive e di tecniche interventistiche (angioplastica coronarica, valvuloplastica, ablazione di vie accessorie di conduzione ed impianto di pace-maker).
Tante le istituzioni che hanno omaggiato il prof Crea: dal mondo della politica a quello della medicina locale. Tutti hanno sottolineato l'importanza delle origini calabresi e di far rimanere le eccellenze nella nostra terra. Perché si ha estremo bisogno di cervelli che restano e non che fuggono.

 

Mirella Molinaro
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    Ordinario di Cardiologia all'Università Cattolica di Roma, è stato insignito dalla commissione Cultura del Comune per l'eccezionale contributo offerto alla ricerca cardiovascolare

CIRÒ MARINA Il presidente della Regione Mario Oliverio ha concluso i lavori del convegno sul tema "La vitivinicoltura calabrese e le strategie per la sua valorizzazione" organizzato dal dipartimento Agricoltura e risorse agroalimentari della Regione Calabria presso la sala del teatro Alikia di Cirò Marina. «Il settore vitivinicolo calabrese – ha detto Oliverio nel corso del suo intervento – ha registrato in questi anni notevoli progressi ed ha fatto un enorme salto di qualità, determinato soprattutto dalla intelligenza e dalla intraprendenza di quanti hanno investito e rischiato. Oggi l'altro passo da fare è quello di promuovere i nostri prodotti in Calabria e fuori dalla Calabria consolidando quanto è stato realizzato. Attualmente il consumo della produzione vitivinicola regionale è ridicolo. Basti pensare che su 26 milioni di bottiglie consumate in Calabria, solo due milioni sono di vino calabrese. Ciò conferma la necessità di costruire e diffondere un'identità, ma per far questo è necessario utilizzare strumenti adeguati. Penso alla formazione, al raccordo tra mondo della produzione e mercato interno. L'enoteca regionale – ha proseguito il governatore della Calabria – in questo senso è uno strumento strategico che deve aiutare il prodotto ed i produttori ad entrare nel mercato, a partire da quello regionale. Dobbiamo fare del vino un grande attrattore turistico. Per vendere la Calabria bisogna vendere le sue qualità più pregiate e il vino rappresenta una vera e propria eccellenza. La sede dell'enoteca regionale – ha aggiunto Oliverio – rimarrà senz'altro a Cirò per la sua storia e per le sue importanti produzioni, ma dovrà essere non solo una vetrina ma anche un luogo di formazione e di attivita' culturali, un momento di degustazione e di presentazione dei prodotti, di aggregazione e di confronto. Essa dovrà diventare uno strumento operativo gestito direttamente dai produttori, per aiutare l'aggregazione di prodotti e stare sui mercati. Il prossimo anno a Vinitaly non ci dovranno più essere fughe in avanti e dovremo dare un'immagine unitaria, forte e coesa di una Calabria che lavora e produce eccellenze soprattutto in un settore cosi' delicato e difficile come quello enogastronomico».
«Quello vitivinicolo – ha proseguito il presidente della Regione – è un comparto troppo importante per la nostra economia e le risorse disponibili devono essere utilizzate fino all'ultimo euro attraverso una strategia precisa in grado di rafforzare le nostre produzioni, di immettere nuove energie sostenendo con forti incentivi soprattutto i giovani che vogliono investire in montagna ed in collina, coordinando unitariamente tutte le azioni da mettere in campo ed investendo soprattutto nella ricerca all'interno delle aziende e nella innovazione tecnologica degli strumenti. Noi stiamo lavorando per agevolare questo percorso, eliminando tutti gli ostacoli che possono frapporsi. Stiamo andando, non senza fatica, in direzione della riforma e dello snellimento delle procedure e per l'alleggerimento della burocrazia, spingendo verso forme di automatismo a favore dei produttori e delle imprese, prevedendo premialita' e penalizzazioni finali».
«Concludo – ha detto Oliverio – dicendo che la prima rivoluzione da fare in questa terra è quella di far esprimere liberamente la nostra economia, svincolandola da pastoie burocratiche e ritardi che ne limitano la crescita. Tutto il resto dipende da noi. Il sottoscritto e la sua giunta, da soli, non vanno da nessuna parte. Vincere questa sfida è possibile se c'è un concorso vasto di energie, se c'è la consapevolezza che tutti dobbiamo "tirare" verso la direzione giusta. Rispetto a questa prospettiva non ci sono alternative. O utilizziamo le risorse o rimarremo indietro per sempre. Io resto, comunque, fiducioso: tutto mi lascia ritenere che nel vostro comparto ci siano forze, competenze ed energie che ci incoraggiano ad andare avanti in questa direzione senza tentennamenti, con coraggio e determinazione».

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    Lo ha dichiarato il governatore Oliverio a un convegno organizzato dal dipartimento Agricoltura. «Dovrà essere non solo una vetrina ma anche un luogo di formazione e di attività culturali»

LAMEZIA TERME Pornografia minorile in Calabria e nel resto d'Italia. Con l'operazione "Aygor" la polizia di Stato ha arrestato 17 persone e denunciate 92 per i reati di pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico. L'indagine, di portata internazionale, è iniziata nel 2013 dalla collaborazione tra la polizia tedesca-Bka e il compartimento di polizia postale e delle comunicazioni di Roma, coordinata dal servizio polizia postale e dal pool "reati sessuali" della Procura di Roma.

Durante l'operazione sono stati rinvenuti decine di migliaia di file divulgati, da utenti italiani e stranieri, su circuiti telematici di file sharing, anche attraverso il deep web. Nel corso delle perquisizioni sequestrati computer, smartphone, tablet e diversi hard disk protetti da un sistema sofisticato di crittografia. La maggior parte dei video e delle immagini trovati sono particolarmente efferati e scabrosi, raffiguranti bambini in tenera eta' abusati, umiliati e talvolta seviziati. I responsabili, tutti uomini tra i 25 e i 75 anni, di diversa estrazione sociale, tra cui vari professionisti, nonche' un maestro di scuola elementare, sono finiti in carcere.
L'operazione ha riguardato ben 17 regioni italiane (Calabria, Lazio, Lombardia, Campania, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Sicilia, Piemonte, Toscana, Sardegna, Liguria, Trentino, Umbria, Abruzzo, Friuli e Puglia). Tra gli arrestati, un commesso della Regione Campania, sorpreso in flagranza mentre utilizzava e-mule, nel cui pc è stato rinvenuto ingente materiale pedopornografico.

In Puglia, inoltre, un uomo è stato arrestato in provincia di Lecce: ha dichiarato di essere un bravo insegnante e la prima cosa che ha saputo dire è che aveva materiale pedo «a scopo didattico». Al momento dell'arresto ha detto alla moglie: «Te l'avevo detto di togliere internet». Un muratore è stato arrestato invece in provincia di Taranto: già denunciato per un furto d'auto, ha pensato che i poliziotti lo attendessero per quel precedente; durante la perquisizione a suo carico, sono state ritrovate oltre 3mila foto scaricate tra il 2012 e il 2013, e filmati dal contenuto pedopornografico agghiacciante. L'ultimo suo accesso risale al febbraio scorso, poiché, essendo a corto di denaro, non aveva più potuto mantenere l'abbonamento alla linea fissa.

Un arresto è stato poi eseguito in Abruzzo: si tratta di un socio di un'azienda informatica, che deteneva materiale sia in camera da letto che in garage. Ha consegnato tutto spontaneamente per evitare che i familiari se ne accorgessero. Per accedere a internet talvolta si connetteva con il wi-fi dell'azienda. Sul suo passaporto sono stati trovati i visti di molti Paesi, tra cui Vietnam, Brasile, Thailandia, Cuba e Santo Domingo.

Da anni trascorreva la sue vacanze in Thailandia il 35enne arrestato in Emilia Romagna: appassionato di bodybuilding, e' stato trovato in possesso di immagini e video con bambini tra i 3 e i 12 anni.

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    Arrestate 17 persone in tutta Italia. Denunciate altre 92. Nei guai un commesso della Regione Campania. Trovato materiale proibito a un insegnante di Lecce

«Trasmettere il messaggio per cui il sistema delle strutture socio-sanitarie, che da anni denuncia gravi ritardi nei pagamenti dovuti alla cronica carenza di risorse e all'assegnazione al comparto di quote assolutamente inadeguate, rappresenta un modo distorto di descrivere la realtà, piegandola all'esigenza di rispondere in qualche modo a problemi che, oggettivamente, derivano da circostanze complesse e lontane». È quanto afferma in una nota il consiglere regionale di Forza Italia Nazzareno Salerno, che replica così alle dichiarazioni del governatore Oliverio e dell'assessore Guccione sulla «situazione di grave illegalità» che riguarderebbe la gestione dei fondi destinati alle politiche sociali negli anni della giunta Scopelliti.
«Rivedere la compartecipazione dei versamenti fra il settore sociale e quello sanitario – prosegue Salerno – è una necessità che si avverte da tempo proprio perché la situazione è esplosiva non da ieri e nemmeno da 5 anni fa. Gli arretrati, i contenziosi, le proteste sono aspetti che purtroppo esistono e su cui di sicuro si deve intervenire con la consapevolezza della scarsità delle risorse rispetto ai bisogni. È uno stato di cose che l'assessore Guccione dovrebbe conoscere bene, visto che in più occasioni, nella passata legislatura, abbiamo condiviso valutazioni e iniziative volte ad alleviare le sofferenze delle strutture. Come dovrebbe sapere che il cosiddetto "buco", che effettivamente esiste, è stato generato nel lungo periodo – aggiunge il consigliere regionale – e non certamente nel giro di qualche anno. E che tale "buco" deriva dal fatto che le risorse a disposizione siano state, anno dopo anno, di importo nettamente inferiore rispetto alle necessità. Non ha senso far finta di aver scoperto una situazione, chiaramente pesante, di cui si aveva contezza da diverso tempo. Rimane inteso che se ci sono stati profili di illegalità, è giusto che siano individuati con puntualità i responsabili e che si proceda con le azioni opportune. È evidente – conclude l'esponente di Fi – che le questioni relative alle Politiche sociali, e dunque connesse alla delicata gestione di disabili, anziani non autosufficienti e persone in difficoltà, richiedono soluzioni rapide e concrete, ma la criticità delle condizioni non può giustificare analisi sommarie e giudizi parziali».

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    Il consigliere regionale di Fi replica alle dichiarazioni di Guccione e Oliverio: «Se ci sono stati profili di illegalità, è giusto che siano individuati con puntualità i responsabili»

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Sabato, 20 Giugno 2015 17:55

Una calabrese porta "Libera" a Londra

LONDRA Presentata ufficialmente a Londra l'attività della sezione inglese di Libera, l'associazione contro le mafie presente in tutta Italia, presieduta da don Luigi Ciotti, e che ora è sbarcata anche nel Regno Unito grazie all'impegno di alcuni connazionali emigrati in Gran Bretagna, volontari di “Friends of Libera”. Con un evento nella sede dell'Inca, il patronato della Cgil, nel quartiere di Islington, è partita la nuova attività dell'associazione, che a Londra è coordinata da Paolo Fumagalli, giovane avvocato, Anna Sergi, calabrese, che insegna “Policing and Crime Science” agli studenti di criminologia dell’Università di West London, Stefano Donati e Caroline De Stefani. «A Londra la comunità italiana è in crescita e le ultime stime la descrivono come la terza città più popolosa di italiani all’estero – ha spiegato Anna Sergi – quindi è importante per tutti capire che la mafia non esiste solo nel contesto italiano, e che esistono tre tipi di antimafia: quella legale, quella culturale (un esempio è proprio Libera) e quella di parata. Di quest’ultimo tipo abbiamo molti esempi perché purtroppo il potere dell’antimafia è così simbolico da attirare anche i mafiosi».
«Per questo – ha aggiunto Paolo Fumagalli – abbiamo deciso di far conoscere Libera a Londra, dove vive una delle più grandi comunità italiane all’estero: per combattere gli stereotipi e diffondere la cultura dell’antimafia sia tra gli italiani che vivono qui, sia tra gli inglesi che si appassionano alla cultura e alla storia italiana». Il lancio ufficiale è stato l'occasione per presentare il documentario “The changing face of the mafia”, un lavoro della durata di 30 minuti realizzato dal giornalista britannico Johnny Miller e incentrato sulle piccole realtà locali siciliane, come Petrosino, cittadina di 8 mila abitanti governata dal sindaco - ed ex "expat" a Londra - Gaspare Giacalone. «Collaboro già con Libera in Sicilia – ha spiegato Giacalone – e l'idea di farlo anche qui a Londra è bellissima. Qui ha un valore simbolico notevole, in quanto questa città è la capitale della finanza e qui c'è un grande flusso di denaro, tutte cose che le mafie sanno sfruttare benissimo». La “City”, infatti, segue regole economiche tutte sue, gioiello dell’economia pulita ma pure di quella sporca perché sono un’opportunità sfruttata dalle mafie. “Sono regole che servono a facilitare il mercato rendendolo più flessibile – ha spiegato Anna Sergi al periodico "Londra Italia", – ma questa regolamentazione giuridica è borderline con il paradiso fiscale, e le mafie – nella loro accezione moderna – hanno una tipologia di investimenti all’estero a cui Londra si presta molto. È importante che queste cose siano conosciute non solo dagli studenti di criminologia ma da tutti».

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    L'associazione contro le mafie sbarca nella "City" grazie all'insegnante di “Policing and Crime Science” Anna Sergi: «La criminalità è di tre tipi e non esiste solo nella nostra regione»

REGGIO CALABRIA «Non esistono margini per fermare l'iniziativa di referendum popolare sullo Statuto della Regione Calabria. I consiglieri regionali di opposizione non hanno sottoscritto un generico documento di intenti, suscettibile di modifiche o ripensamenti, bensì l'atto formale e ufficiale che innesca la procedura referendaria». Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale Domenico Tallini. «Tale atto è nelle mani del coordinatore regionale di Forza Italia, on. Jole Santelli – prosegue Tallini – che ne farà l'uso più opportuno. Nessuno può vantare primogeniture su questa importante iniziativa politica che ha un solo obiettivo: fare in modo che lo Statuto della Regione sia rispondente alle esigenze dei cittadini e non alle logiche correntizie del Partito democratico. Non c'è nessuna pratica ostruzionistica nella nostra azione. D'altronde, il presidente Oliverio è perfettamente nelle condizioni di nominare la giunta secondo le norme vigenti e se non lo fa non è certo per gli interessi dei calabresi. Sul piano politico, l'indizione del referendum – sostiene ancora Tallini – rappresenta una grande vittoria per il centrodestra calabrese che ha reagito politicamente alla sconfitta alle regionali, ritrovando le ragioni dell'unità interna. Unità che ha consentito, ad appena sei mesi dall'elezione di Oliverio, di ribaltare clamorosamente i rapporti di forza elettorali, restituendo al centrodestra la centralità sempre avuta nel panorama politico calabrese con una vittoria strepitosa alle ultime amministrative. Non saranno i tentennamenti, i ripensamenti e gli ammiccamenti personali a fermare un processo unitario che punta al rafforzamento dell'area dei moderati, da sempre maggioritaria nella nostra regione».

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    «Tentennamenti e ammiccamenti personali non fermeranno un processo unitario che punta al rafforzamento dell'area dei moderati»

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