Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Domenica, 21 Giugno 2015

CROTONE Una donna di 87 anni è rimasta gravemente ustionata nell'incendio divampato stamani nella sua abitazione, in un palazzo a Crotone. La donna è stata portata prima in ospedale e poi, con l'eliambulanza, trasferita in un centro specializzato fuori regione. A soccorrerla sono stati i vigili del fuoco che dopo avere iniziato a spegnere le fiamme nella stanza da letto, hanno soccorso l'anziana che, con i vestiti bruciati, ha cercato di salvarsi andando nella vasca da bagno.

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    La donna è stata salvata dai vigili del fuoco e trasferita in un centro specializzato fuori regione

REGGIO CALABRIA «Subito una legge regionale contro le barriere architettoniche». E’ quanto asserisce il capogruppo de La Sinistra in consiglio regionale Giovanni Nucera che oggi, a Villa San Giovanni, ha discusso di questi tempi con Domenico Trombetta, attivista per i diritti dei disabili. “La regione Calabria - aggiunge Nucera  -  deve assolutamente attrezzarsi per  assicurare alle persone con disabilità la piena partecipazione alle attività economiche e sociali grazie all’eliminazione delle barriere architettoniche. Piero Fassino, presidente dell’Anci, meno di un anno fa invitava tutti i comuni ad adottare dei piani per assicurare la piena fruibilità degli spazi pubblici da parte di tutti i cittadini. Ricordo che l’adozione degli stessi P.E.B.A viene già stabilita dalla legge 41 del 1986, ma purtroppo non tutti i comuni si sono adeguati». Ancora Nucera: «Come consigliere regionale ritengo che questo monito sia oggi più attuale che mai, visto il grado di difficoltà per quanto riguarda la mobilità urbana, soprattutto negli spazi ed edifici pubblici, che devono fronteggiare ogni giorno le persone affette da disabilità, ma non solo. Condividendo le istanze di chi si occupa del tema come Domenico Trombetta, ritengo che la regione Calabria debba dotarsi di un provvedimento legislativo  che abbia la funzione di stabilire le modalità di progettazione dei P.E.B.A. in spazi ed edifici pubblici: stabilire quindi degli standard che tutti i comuni devono seguire. Presenterò - sottolinea Nucera -  a breve una proposta di legge in consiglio regionale, per affermare il riconoscimento della competenza regionale  in campo edilizio  e favorire lo snellimento delle procedure amministrative necessarie per ottenere le autorizzazioni comunali per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Tutto nel quadro di una maggiore accessibilità dei disabili non solo agli edifici pubblici ma anche ai servizi di trasporto. È una questione di civiltà mettersi al passo degli altri paesi europei – conclude Nucera - perché un cittadino che non può muoversi liberamente  è un cittadino discriminato e limitato nelle sue prerogative democratiche».

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    Il capogruppo de La Sinistra in consiglio regionale: «Presenterò a breve una proposta, assicurare ai disabili piena partecipazione alle attività»

CATANZARO Quattro persone di etnia rom sono state arrestate e poste ai domiciliari a Catanzaro dopo che, insieme ad altre persone, hanno aggredito due militari impegnati nel controllo ad un sorvegliato speciale nel quartiere Aranceto, dove vive una folta comunità rom. I militari sono stati accerchiati da un gruppo di persone e sono rimasti feriti in modo lieve. L'intervento di altri carabinieri ha portato al fermo dei 4 per violenza, minaccia, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni. «E’ veramente ora di dire basta - afferma in una dichiarazione il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo - l'aggressione ai carabinieri al quartiere Aranceto è inaccettabile. Le solidarietà lasciano il tempo che trovano per cui chiederò al Prefetto Latella una riunione urgente del comitato per l'ordine pubblico per mettere a punto un'operazione di bonifica dei quartieri in cui vivono ed operano questi malviventi. Non ho nulla contro l'etnia rom - prosegue - ma tutte le indagini e tutte le piste degli inquirenti portano ad esponenti di questa comunità. I rom che lavorano e che si sforzano di integrarsi con la città – continua Abramo - rispettandone le regole, meritano rispetto. Tolleranza zero per quelli che hanno scelto di vivere ai margini della società o addirittura di privilegiare attività criminali, arrivando anche al punto di sfidare le forze dell'ordine nel corso dei controlli. Occorre dare una spallata decisiva ai nuclei delinquenziali che si annidano nella comunità rom – conclude il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo - con tutti i mezzi che possiamo mettere in campo».

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    Militari circondati e feriti lievemente, quattro arresti. Dura condanna del sindaco Abramo: «E’ ora di dire basta»

ROSARNO Un’idea che ha la qualità di mettere insieme passione per la storia con sperimentazione, interesse per la cultura con vocazione sociale e associazioni di servizio con partner istituzionali. Presentato questa mattina nella sede del Museo archeologico Medma di Rosarno, “Touch, feel, think” è un progetto concepito dal Rotaract Club di Reggio Calabria con l’obiettivo di realizzare un catalogo multimediale delle opere esposte nel museo di Medma e di valorizzare l’esperienza museale di persone con limitazioni sensoriali attraverso l’utilizzo di tecnologie d’avanguardia come la stampa tridimensionale dei reperti e il completamento dell’allestimento con strumenti multimediali. «Questa attività – ha spiegato il presidente del Rotaract Club Reggio Calabria Rosario Barresi – si iscrive nel solco del service nazionale denominato “Uniti nelle eccellenze” che persegue due obiettivi: valorizzare le straordinarie risorse artistiche e culturali dell’Italia e, al contempo, favorirne la fruizione da parte di soggetti svantaggiati o con diverse abilità. Inoltre, grazie a questo progetto si è innescato un meccanismo virtuoso che consentirà di mettere a valore le competenze di giovani professionisti e laureandi dell’Università Mediterranea». L’iniziativa, patrocinata dai Distretti 2100 Italia del Rotary International e del Rotaract, per cui erano presenti il governatore Giancarlo Spezie e il rappresentante distrettuale Danilo De Fazio, trova infatti un valore aggiunto nella varietà e nell’importanza dei partner. Oltre ai club Nicotera – Medma del Rotary e del Rotaract, rappresentati rispettivamente da Carlo Capria e Andrea Saccomanno, infatti, sono coinvolti la Soprintendenza archeologia Calabria, per cui è intervenuto Fabrizio Sudano, l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, rappresentata da Paolo Marcianò, e il Dipartimento Architettura e territorio dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria (d’ArTe), per cui è intervenuto Corrado Trombetta. A Franco Prampolini, docente del d’ArTe e coordinatore del progetto è toccato spiegare nel dettaglio le cinque fasi di cui si compone Touch, feel, think e cioè: «Il rilievo integrale dei reperti esposti tramite tecniche di fotomodellazione, la formazione di un catalogo completo da integrare in applicazione multimediali per la visita virtuale del museo, la riproduzione analogica con materiali come gesso o PVC di alcuni modelli particolarmente significativi per consentire un approccio tattile e multisensoriale, il completamento dell’allestimento museale con strumenti multimediali e la realizzazione di pubblicazioni ed eventi».     Alla conferenza stampa, tenutasi dopo un’interessante visita del Museo guidata dalla dottoressa Maria Teresa Iannelli, hanno preso parte anche il prefetto Domenico Bagnato in rappresentanza della Provincia, il consigliere regionale Giovanni Arruzzolo e il responsabile della commissione progetti del Rotary Club Nicotera- Medma Francesco Busceti. La presentazione è stata moderata dal giornalista Giuseppe Lacquaniti.

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    Ideato dal Rotaract Club Reggio Calabria un ambizioso programma che renderà possibile la fruizione del museo Medma ai non vedenti

COSENZA Il consigliere regionale Mimmo Bevacqua interviene in relazione alle preoccupazioni espresse da sindaci e sindacati sui rischi relativi alla costruzione dell’ospedale della sibaritide. Lo fa dopo un lungo e cordiale colloquio telefonico avuto in mattinata con il commissario Scura. «Nel corso del colloquio telefonico - afferma Bevacqua -  il commissario oltre a rassicurarmi sulla realizzazione dell'opera mi ha anche riferito di un suo incontro con la ditta appaltatrice che ha escluso ritardi o intoppi di qualsiasi genere». Bevacqua nel ringraziare Scura, ricorda che «già il dirigente ai lavori pubblici Pallaria, aveva nei giorni scorsi, tramite comunicato stampa, escluso ritardi o rischi in merito alla costruzione del nuovo ospedale. Del resto -  aggiunge l’esponente del Pd - conoscendo la volontà e la determinazione del presidente Oliverio non ho alcun dubbio che ciò avvenga, rispettando, naturalmente, prassi e procedure di legge». Bevacqua, quindi, nel rassicurare sindaci e rappresentanti sindacali, riconferma la sua disponibilità e il suo impegno, invitando comunque a «mantenere alta la guardia fino a quando non sarà firmato il protocollo d’intesa e sulla legalità propedeutico all’avvio dei lavori. L’ospedale della sibaritide rappresenta un'opera strategica non solo sul piano strettamente sanitario, ma anche socio economico. Per le sue ricadute occupazionali e i servizi che offre ad un’utenza che vive su una vasta area geografica – conclude il rappresentate del Pd – rappresenta un’opera irrinunciabile». 

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    Il consigliere regionale del Pd: «La ditta appaltatrice ha escluso ritardi, restiamo in guardia fino alla firma del protocollo d’intesa»

REGGIO CALABRIA «La telenovela dei pagamenti degli stipendi dei lavoratori forestali del consorzio del basso Ionio non finisce mai». Lo afferma Carmelo Nucera, segretario regionale Calabria della Fenalf. «Il mese di maggio tutti i consorzi di bonifica lo hanno accreditato ai lavoratori dal giorno 17 - spiega Nucera - purtroppo nel consorzio del basso Ionio i tempi si allungano ogni mese di una decina di giorni rispetto agli altri, proprio perche il presidente continua a pagare quando vuole credendo che le risorse pubbliche destinate ai lavoratori siano diventate private, conservandole in banca a discapito dei lavoratori ai fini di speculare sugli interessi bancari. Chiediamo al presidente della giunta regionale che di volta in volta, i mandati vengano fatti direttamente sui conti correnti dei lavoratori  e non sul conto corrente del consorzio di bonifica, non essendo lo stesso titolare delle somme ricevute». Secondo il segretario regionale della federazione nazionale autonoma lavoratori forestali «lo Stato predispone la destinazione dei fondi annualmente alla regione Calabria per gli stipendi dei forestali e non per essere trasferiti al consorzio del basso Ionio per conservarli in banca. Rimane grave e scorretto il comportamento del presidente di questo ente – conclude Nucera – perciò chiediamo la sua rimozione dall’incarico anche in virtù di gravi avvenimenti che avvengono all’interno, a partire dalle violazioni di norme dei contratti di lavoro» 

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    Il segretario regionale Carmelo Nucera: «Ritardi nei pagamenti e violazioni sui contratti di lavoro»

Domenica, 21 Giugno 2015 16:35

Sindacati, nasce l’Usb pensionati

LAMEZIA TERME Si è costituito a Lamezia Terme il nuovo coordinamento regionale dei pensionati dell’Usb, che nei giorni scorsi si è riunito presso la Federazione Regionale dell’Unione sindacale di base. Il coordinamento, che è ovviamente una struttura di lavoro aperta e, quindi, integrabile con ulteriori presenze che potranno essere indicate dalle strutture territoriali, nasce con il compito di essere il punto di riferimento del livello nazionale, in attesa della costruzione delle strutture locali del sindacato Usb – Pensionati. La riunione ha avuto come obiettivo quello di individuare i passaggi da seguire per dare avvio al processo di costruzione del sindacato pensionati Usb anche in Calabria. «L’importanza della costituzione del settore pensionati in una organizzazione conflittuale quale la Usb – si legge in un comunicato - è dettata dalla necessità di porre un argine concreto al continuo ed incessante smantellamento dello stato sociale e dei diritti dei pensionati e ciò può avvenire solo attraverso il rafforzamento della stessa Usb, che svolge questo ruolo anche negli altri settori del mondo del lavoro e del mondo sociale. A tale scopo il Coordinamento, pur consapevole delle difficoltà oggettive esistenti, ritiene importante mappare la condizione dei pensionati nell’ambito dei territori – conclude la nota - in relazione alle problematiche definite nel documento programmatico regionale».

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    Nuovo coordinamento regionale dei pensionati per l’unione sindacale di base

LAMEZIA TERME Spiritualità, convivenza, lavoro è su questi tre pilastri si fonda il progetto di vita della “Fazenda da Esperança”, che ha aperto in Italia la sua prima sede a Lamezia Terme, in una struttura confiscata alla criminalità organizzata e affidata dal Comune di Lamezia alla Caritas diocesana nel dicembre 2014. La Fazenda “San Luigi” nasce grazie alla collaborazione con la Caritas Diocesana di Lamezia Terme nell’ambito del progetto “Costruire Speranza”, che si prefigge tra i suoi obiettivo il riutilizzo  dei beni confiscati alla ‘ndrangheta per avviare “opere segno”, progetti che esprimano concretamente il riscatto morale e sociale attraverso la promozione della giustizia e della solidarietà.

Alla presenza dei quattro fondatori, Nelson Giovanelli, Frate Hans Steppel, Lucylene Rosendo e Iraci Leite, la “Fazenda San Luigi” è stata inaugurata al termine dei lavori di ristrutturazione dell’immobile che hanno visto il coinvolgimento di tanti volontari, dei gruppi e delle associazioni ecclesiali della Diocesi lametina. «Dodici giovani saranno accolti nella comunità lametina - spiegano dalla Diocesi di Lamezia Terme - che sarà guidata da Marden Svicero, Clayton Ribeiru e Padre Joseph Citumba. Al termine del percorso di recupero, della durata di un anno, i giovani della Fazenda possono scegliere di restare in comunità e assumersi la responsabilità di gestire la struttura e guidare i nuovi ragazzi che entreranno a far parte della famiglia. I prodotti ottenuti dal lavoro quotidiano dei giovani e dei volontari della Fazenda vengono venduti in tutto il mondo per l’autosostentamento delle comunità».

Per il vescovo di Lamezia Terme, monsignor Luigi Cantafora «la presenza dei volontari della Fazenda nel nostro territorio è un segno di speranza. Voi siete testimoni non di una speranza umana, ma della Speranza che ha la sua sorgente nella Parola di Cristo e siete espressione dell’amore gratuito e incondizionato di Dio per ogni persona. Siete giovani generosi chiamati a essere ambasciatori di speranza per tanti giovani che vivono il dramma della dipendenza e ai quali, come Gesù ai discepoli, dovrete dire “Passiamo all’altra riva”, direte che solo in Dio è la libertà e la felicità della vita».

Per il direttore della Caritas diocesana P. Valerio Di Trapani «realizzare in questo luogo la prima Fazenda da Esperança in Italia ha un grande valore morale e sociale: in un luogo simbolo del male e della violenza, nasce un segno di speranza per tanti giovani che in questa comunità potranno vivere il loro percorso di rinascita interiore e di libertà, sulla via del Vangelo e nella comunione fraterna». Marden Svicero, responsabile della comunità lametina, ha espresso soddisfazione per la nascita della prima Fazenda in Italia e ha annunciato a breve l’avvio a Lamezia di un’esperienza di  Fazenda femminile.

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    La prima sede in Italia dell'organizzazione è stata aperta in una struttura confiscata alla criminalità organizzata e affidata dal Comune di Lamezia alla Caritas 

Domenica, 21 Giugno 2015 15:35

Referendum, l'inedito asse Ncd-Fi

REGGIO CALABRIA «Siamo contrari al referendum e abbiamo manifestato le nostre perplessità, ma se si svolgesse voteremmo "no" alla modifica dello Statuto». Lo afferma il vicecoordinatore regionale Ncd Giovanni Bilardi. «La legge statutaria indica nettamente che non ci vorrebbe il quorum del 50% di elettori - afferma Bilardi - e del resto sarebbe stato assurdo il contrario: non è necessario il quorum per la riforma dell'articolo 138 della Costituzione».
«Abbiamo detto no perché crediamo che la Calabria non debba sopportare costi inutili - prosegue Bilardi - ma nessuno può dire che un'iniziativa prevista dallo Statuto non sia legittima. Ovviamente se Forza Italia presenterà le firme e si terrà la consultazione - continua Bilardi - sarà nostro dovere esporre il pensiero del partito che è contrario alla riforma  e che si è astenuto in Consiglio per rispetto istituzionale nei confronti di chi governa»
«In Consiglio ci siamo astenuti - prosegue il senatore di Ncd - perché su questi temi sono stati fatti nel passato e nel presente solo pasticci.
Riteniamo non congruo che un'istituzione legislativa definisca in modo categorico la necessità di avere rappresentanti dell'esecutivo che siano solo esterni, perché non è così che si separano le funzioni legislative e amministrative».
«Crediamo, infine, - conclude Bilardi, riferendosi evidentemente all'intervista rilasciata al Corriere della Calabria dal consigliere regionale azzurro Ennio Morrone - che sarebbe un errore se l'eventuale decisione di non procedere alla deposizione delle firme da parte di Forza Italia avvenisse per motivi che nulla hanno a che fare con l'azione politica e in questo senso gli amici di Fi si giocano molta credibilità nei prossimi giorni».

In ogni caso, qualcosa in più sull'intricata vicenda si dovrebbe capire nella giornata di lunedì. A Reggio Calabria è in programma la riunione della conferenza dei capigruppo. Tuttavia la giornata decisiva per le sorti del referendum potrebbe essere quella di martedì quando i rappresentanti di Forza Italia torneranno a vedersi. Sarà in quella sede che i nodi dovrebbero essere finalmente sciolti. Molto dipenderà dall'esito del parere ufficialmente chiesto agli uffici del consiglio regionale sulla necessità che il referendum confermativo sul nuovo Statuto sia sottoposto o meno a quorum. 

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REGGIO CALABRIA Ci sono molti quesiti aperti che provengono dal caso di “Villa Aurora”, la struttura sanitaria privata di Reggio Calabria finita al centro della bufera per essersi vista riconoscere crediti in realtà già saldati dall'Asp dello Stretto. Ad iniziare dal sistema di controlli, che sulla carta dovrebbe essere ferreo. Affidato, con tanto di assegnazione d'imperio da Roma, a un colosso come Kpmg. Ebbene, succede che proprio l'advisor abbia fornito l'indicazione sulla quale l'Asp di Reggio ha emesso la delibera con la quale ha riconosciuto crediti per oltre 6 milioni di euro alla società che gestisce la clinica privata reggina. Senza contare poi che l'atto transattivo (cioè l'accordo economico), contenuto sempre nella stessa delibera, sia sprovvisto di alcuni requisiti che storicamente si ritrovano in altri documenti. Tra cui la firma del responsabile dell'ufficio di Ragioneria dell'Azienda – che avrebbe dovuto certificare i crediti – e in allegato la copia dei decreti ingiuntivi richiamati dall'atto stesso (documenti che avrebbero dimostrato l'esigibilità di quelle somme).

Ma c'è di più. Proprio in tema di decreti ingiuntivi, dalla lettura della delibera “incriminata” e poi annullata emerge che gran parte del credito vantato – e riconosciuto nell'atto di transazione – non deriva neppure da una decisione giudiziaria esecutiva, ma da semplici fatture. Una corsia preferenziale anomala, visto che tra le aziende creditrici dell'Azienda sanitaria provinciale esisteva – ed esiste – un lungo elenco di società che possono vantare diversi decreti ingiuntivi. Ma nessuna ha avuto la stessa, fortunata, sorte.

 

SALDO A VISTA L'Asp ha riconosciuto i crediti a “Villa Aurora” solo sulla scorta di «una scheda di verifica fornita dall'advisor contabile Kmpg», come si legge nella delibera 311 del 12 marzo 2015. E proprio sulla base di quella relazione che l'allora direttore generale “facente funzioni”, Ermete Tripodi, riconosce alla struttura privata 6.079.929,09 euro e dà mandato all'ufficio economato dell'Asp di computarlo sul competente costo del bilancio. Ovvero di onorarlo.

Eppure in quella delibera non c'è – o almeno non è allegata – alcuna relazione di un organo interno all'Asp stesso (ragioneria, revisori, etc), ma solo la scheda dell'advisor “imposto dall'alto”, che certifichi l'esatto ammontare del credito vantato dalla clinica privata. Ma tant'è: l'autorevolezza del controllore potrebbe aver giustificato l'operazione.

 

L'ASP PAGA IN ASSENZA DI CONTENZIOSO Gran parte della somma riconosciuta a “Villa Aurora” deriva da fatture emesse dalla società tra il 2005 e il 2008 senza che questa possa vantare neppure un decreto ingiuntivo: per l'esattezza 4.644.902 euro. Mentre appena 953.984 sono i presunti crediti derivanti da istanze giudiziarie. Anche in questo caso l'Asp è pronta a pagare bloccando la relativa somma che, viceversa, potrebbe risultare utile a saldare i decreti ingiuntivi derivanti – e subito esigibili – da contenziosi con altre società.

 

L'AUTOCERTIFICAZIONE DEL CREDITO E poi c'è quell'atto notorio vergato dall'amministratore unico di “Villa Aurora”, Pietro Domenico Mangiapelo, con il quale si certifica che la società da lui diretta non aveva avuto ancora un centesimo di quei 6 milioni e rotti riconosciuto dall'atto di transazione.

Né quelle somme «sono mai state oggetto di cessione né di assegnazioni presso istituti bancari e di credito». Un documento che solleva più di un dubbio. Poteva il manager non sapere quanto in realtà sarebbe stato già saldato dall'Asp all'azienda che dirigeva? Nei bilanci degli anni precedenti quelle somme non erano state messe nelle voci in entrata della “Villa Aurora”? Dubbi che potrebbero essere sciolti da una verifica più attenta effettuata da chi di dovere.

Roberto De Santo

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