Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Venerdì, 26 Giugno 2015

REGGIO CALABRIA Il senatore Giovanni Bilardi si è dimesso dalla carica di vicecoordinatore regionale di Ncd in Calabria. Lo rende noto il coordinamento regionale in un comunicato nel quale precisa che "il partito esprime fiducia nell'azione della magistratura, ma è convinto che i propri dirigenti dimostreranno la loro estraneità ai fatti. In particolare, il senatore Giovanni Bilardi è stato oggetto di una richiesta di provvedimento che non tiene conto del fatto che egli non sia più consigliere regionale da due anni e che non potrebbe in alcun modo né reiterare l'eventuale reato, né alterare alcuna prova". Ncd auspica che "il legittimo dibattito sulla Regione e sugli sviluppi giudiziari, oltre che su eventuali richieste di atti e questioni politiche non travalichi mai il confine impenetrabile del rispetto assoluto della presunzione di innocenza, che non è un totem da sbandierare a piacimento, ma un principio sacro della nostra Costituzione". Analogamente, prosegue la nota, "è doveroso che i partiti si interroghino sulle azioni che la politica deve compiere, non delegando a nessun altro organo statale quel compito ineludibile di rinnovamento e di azione morigerata nelle istituzioni che l'opinione pubblica aspetta da loro"

REGGIO CALABRIA «Sono pienamente convinto che la Magistratura nella quale nutro piena fiducia avrà modo di fare luce sull’utilizzo dei fondi erogati ai Gruppi Consiliari regionali negli anni 2010-2012, per le loro attività istituzionali. Essendo coinvolto per il ruolo di capogruppo svolto nella precedente legislatura, pur essendo convinto di poter dimostrare la mia totale estraneità ai fatti contestatimi, il mio rigore morale, che ho avuto sempre modo di dimostrare in ogni ruolo finora ricoperto, mi spinge ad assumere un comportamento netto  e chiaro». Così il vicepresidente della giunta regionale Vincenzo Ciconte sull’inchiesta che lo vede indagato “Erga omnes”. «Tutto ciò – prosegue - in perfetta sintonia con il mio modo di agire e di operare. Sono stato l’unico a restituire in data 25 marzo 2011, in tempi non sospetti, nella qualità di Capogruppo, con bonifici bancari di cui conservo prova documentale, € 36.443,43 al Consiglio Regionale ed € 11.654,50 al Gruppo “Autonomia e Diritti”. La mia coscienza mi impone – annuncia - di rimettere nelle mani del presidente Oliverio il mandato affidatomi di vicepresidente con deleghe al Personale, bilancio e patrimonio». 

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REGGIO CALABRIA «L'odierna operazione, denominata "Erga omnes" e scaturita dall'inchiesta "Rimborsopoli", che ha portato a tre provvedimenti di custodia domiciliare, a cinque divieti di dimora in Calabria (da non sottovalutare!!) e ad oltre due milioni e mezzo di euro sequestrati, il tutto a carico di uomini politici dei vari schieramenti, fa ascrivere alla Calabria una nuova pagina nera». È quanto afferma Angela Napoli, presidente dell'associazione "Risveglio Ideale", che aggiunge: «Le responsabilità sono tutte di quei partiti e di quegli uomini politici che si ostinano a delegare alla Magistratura la pulizia del loro mondo. La responsabilità è di chi da' incarichi di governo della cosa pubblica a coloro che sanno già essere sottoposti ad inchieste giudiziarie nonché di chi dall'interno dei partiti di appartenenza continua a difendere gli "indifendibili"».

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    Il presidente dell'associazione "Risveglio Ideale" attacca: c'è chi ha difeso gli "indifendibili"

CATANZARO Un bambino di 7 anni è morto in un incidente stradale avvenuto nel pomeriggio di oggi nel territorio di San Pietro a Maida, in provincia di Catanzaro. Per cause in corso di accertamento, il piccolo è stato travolto da un'autovettura mentre passeggiava lungo la strada provinciale 90. Secondo gli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Girifalco, diretti dal capitano Silvio Ponzio, il bimbo era in compagnia di due fratelli, anche loro minorenni. Non è chiaro perché stessero percorrendo a piedi il tratto della provinciale, ma improvvisamente è giunta un'Audi A3 guidata da un giovane di 21 anni, residente a Curinga, che ha investito il bambino. Illesi i due fratelli. L'automobilista si è fermato ed ha prestato i soccorsi necessari, ma per il piccolo non c'era nulla da fare. Il ventunenne è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale di Lamezia Terme per il suo grave stato di shock e per accertamenti. I rilievi dei carabinieri del Norm e del Nucleo investigativo mirano a ricostruire la dinamica dei fatti e le ragioni ella presenza dei bambini, residenti nel vicino paese di San Pietro a Maida, lungo la strada.

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    È successo a San Pietro a Maida, sulla provinciale 90. Il piccolo era in compagnia dei due fratelli quando è stato investito da un'Audi guidata da un 21enne di Curinga

«Stamane ho ricevuto la notifica degli atti conclusivi delle indagini sui rimborsi delle spese sostenute nella qualità di consigliere regionale del Pd per gli anni dal 2010 al 2012. Le contestazioni avanzate dagli inquirenti mi sorprendono nella sostanza e nella forma. Ho sempre agito con correttezza e trasparenza e, nella specifica occasione, ho potuto anche contare sul competente supporto amministrativo della struttura di assistenza tecnica del Gruppo Consiliare». È quanto afferma in una nota l'ex consigliere regionale Mario Maiolo.
«Ritengo di aver documentato, secondo le norme vigenti, tutte le somme percepite nel corso degli anni. Negli atti notificati – conclude Maiolo – è rilevata l'assenza di documentazione che invece a me risulta aver consegnato. Sono certo che tutto sarà chiarito in piena e trasparente collaborazione con la Magistratura nella quale ripongo totale fiducia».

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    Il commento dell'ex consigliere regionale: «Ritengo di aver documentato, secondo le norme vigenti, tutte le somme percepite nel corso degli anni»

REGGIO CALABRIA C'è chi come Luigi Fedele viaggia, spesso in compagnia ma sempre a spese della Regione, a San Francisco e New York a Montecarlo per il Capodanno, a Vienna, Londra, Nizza e Bruxelles, chi predilige mete italiane: Chianciano per Demetrio Battaglia e Alfonso Dattolo, Roma per Agazio Loiero, Bologna e Milano per il senatore Giovanni Emanuele Bilardi, chi invece preferisce rimanere a casa. E provvedere anche alle piccoli lavori a spese del Consiglio Regionale. Tra novembre e dicembre 2010, il deputato Bruno Censore – cui vengono contestate spese arbitrarie per oltre 30mila euro – ha messo infatti a carico del consiglio regionale anche 400 euro di materiale edile e 76,80 euro di colla.

 

a. c.

«Leggo con grande stupore la nota stampa diffusa dal segretario regionale del Pd sulle vicende giudiziarie che hanno coinvolto la giunta. Magorno chiede una nuova squadra di governo, con il coinvolgimento di tutte le forze sane di ogni ambito della società calabrese. Ma è clamorosamente in ritardo. Se avesse agito in questo senso durante la composizione delle liste per le elezioni regionali e poi, dopo il responso delle urne, in sede di formazione della giunta, non saremmo a questo punto». È quanto afferma in una nota il sindaco di Pizzo Gianluca Callipo, già candidato alle primarie per la scelta del candidato del centrosinistra alle elezioni regionali dello scorso novembre.
«Magorno non è credibile – prosegue Callipo – quando auspica maggiore apertura e coinvolgimento, perché sino a oggi la gestione del partito e le scelte che questo ha compiuto hanno coinciso esclusivamente con le sue. Dopo le primarie, non è stato consentito alcun confronto con quei 55mila calabresi, pari al 42 per cento di chi ha partecipato alla consultazione preelettorale, che avevano fatto una precisa scelta di cambiamento. Oggi non basta invocare l'ennesima "profonda riflessione" all'interno del partito, perché non c'è nulla di così difficile da cogliere nell'analisi politica di questo brutto momento. La verità – conclude Callipo – è che ancora una volta la magistratura si trova incidentalmente a surrogare la mancanza di coraggio di una classe politica regionale incapace di esprimere un indirizzo inequivocabile di chiarezza e coerenza».

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    «Se avesse agito in questo senso durante la composizione delle liste per le elezioni regionali e poi, dopo il responso delle urne, in sede di formazione della giunta, non saremmo a questo punto»

REGGIO CALABRIA Allo stato non si sa se sognasse di diventare milionario o turista per sempre, di certo la scommessa con quel Gratta e vinci, l'ex consigliere dell'Udc Alfonso Dattolo l'ha persa – e malamente – se è vero che per quello e altre spese arbitrariamente addebitate al gruppo consiliare di cui faceva parte, ha "vinto" solo un divieto di dimora in Calabria. A svelarlo è una conversazione fra Agazio Loiero e un giornalista registrata dagli investigatori

 

A: ah il gratta e vinci è vero?
M: verissimo cento per cento
A: e chi le ha fatte ste cose?
M: L'Udc
A: L'Udc??
M: C'è stato un errore materiale che hanno fatto in un rimborso rendiconto. Siccome lo ha fatto uno che non capisce un cacchio, ci ha messo tre gratta e vinci da un euro, due euro e da cinque euro
A: Madonna, ma non è possibile
M: Ti giuro che è cosi
A: E chi era il capogruppo
M: È Dattolo, ma lui non ha controllato perchè la era la cosa amministrativa
A: Madonna

Venerdì, 26 Giugno 2015 18:41

Rimborsopoli, silenzi e ipocrisie

Non fosse per la drammaticità della situazione, verrebbe da restare nel solco dell'ironia e far dire a Franco Iacucci di informare Gaetano Pignanelli perché rappresenti al governatore Mario Oliverio che la sua giunta è stata travolta dalla magistratura. A giudicare, infatti, dal lungo silenzio del governatore, seguito al blitz della guardia di finanza che ha messo agli arresti domiciliari il suo pupillo, cocciutamente imposto come assessore, Nino De Gaetano e notificato agli altri due assessori, Carlo Guccione e Enzo Ciconte, avvisi per concorso in peculato e falso, ancora il presidente non ha ben chiaro lo tsunami che lo ha travolto. Così come non ha ben chiara la valenza politica dell'altro provvedimento cautelare emesso dal gip di Reggio Calabria con il quale si fa obbligo, come usava fare una volta con i capobastone, al suo delfino Nicola Adamo di non mettere piede in Calabria, laddove in questi mesi era proprio Adamo il più assiduo frequentatore di Palazzo Alemanni.
E quando il silenzio viene rotto, nel tardo pomeriggio, Oliverio sembra parlare di cose avvenute in Val D'Aosta: poche frasi di circostanza per poi concludere: «Come ho già avuto modo di dire nei giorni scorsi, la settimana prossima, appena entreranno in vigore le modifiche allo Statuto approvato dal consiglio regionale, procederò alla nomina della nuova giunta regionale».
Ma di che parla? La legislatura è iniziata da otto mesi e una giunta l'aveva già insediata, sia pure monca. Adesso ne fa un'altra? Tutta nuova? Seminuova? Semivecchia? E la fa perché riconosce i suoi errori o perché, come avevamo facilmente profetizzato, è intervenuto un largamente previsto e prevedibile tsunami giudiziario?
Rotto il silenzio da parte del governatore, sia pure nei tempi e nei modi appena descritti, a stretto giro arriva anche la tardiva dichiarazione del segretario regionale del Pd Ernesto Magorno. Anche per lui l'ipocrisia è d'obbligo: quella che fino a pochi mesi fa aveva indicato con una dichiarazione ufficiale come una «ottima squadra messa in campo da Oliverio», non merita neanche un accenno di solidarietà. Anzi, a dirla tutta, il comunicato di Magorno sa di "de profundis" visto che nel, «ribadire il pieno sostegno del Pd calabrese al presidente Oliverio», gli chiede di «mettere in campo una nuova squadra di governo e il coinvolgimento, nel governo stesso della Regione anche di forze che vadano oltre gli schemi usuali dei partiti politici e fuori dai recinti delle aree e delle correnti presenti all'interno di ciascuno di essi». Perché non lo ha fatto prima? Perché non lo ha fatto quando lo sollecitava Palazzo Chigi e lo implorava la dimissionaria Maria Carmela Lanzetta? Perché ha deciso di portare la Calabria e il suo partito al centro di uno scontro tra quel presuntuoso di Luca Lotti ed il resto dell'area renziana?
Infine il silenzio assordante del Pd nazionale: la Calabria non è Roma e neanche Napoli. È terra perduta, irredimibile.
Il che può testimoniare tutto il male e tutto il bene che ancora qui è possibile cogliere. Ma non basta a farci escludere che una ripartenza è ancora possibile, certo, ma nella misura in cui si è liberi da vincoli e condizionamenti. Cercando in casa forze, uomini e risorse, abbandonando vecchi percorsi e antiche liturgie.
Non si sommano mele e pere: ogni indagine che coinvolge una vasta pluralità di soggetti corre questo rischio. Certamente però non può ergersi a tribuno chi nelle carte dell'inchiesta appare più volte come soggetto fruitore di assegni e pagamenti.
Certo, molte cose in questo consiglio regionale appaiono e sono diverse, il punto è che i manovratori però fin qui sono stati i soliti noti. Quelli, per intenderci che hanno consegnato alla nuova legislatura un carrozzone di veleni e un'eredità di affarismi mutanti. Quelli che hanno inquinato ogni serio confronto politico creando le condizioni per una democrazia azzoppata, posto che il capo dell'opposizione, con i trucchetti di una legge elettorale indegna, resta fuori dal consiglio regionale. Verranno messi alla porta? Lo farà la politica o anche in futuro il pallino resterà in mano alle magistratura?
Già nei prossimi giorni sarà possibile avere qualche segnale in proposito, nel frattempo tacciano fiancheggiatori e manutengoli. Ci risparmino la loro pelosa e penosa morale e pensino a restituire i soldi che hanno ricevuto illecitamente dai politici che ora sono, anche per quei soldi, nel vortice di Rimborsopoli.

 

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LUCCA Andrà all'ex ministra agli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta la menzione speciale della X edizione del Premio internazionale alla Libertà. La premiazione avrà luogo presso la Chiesa di San Francesco a Lucca il 27 giugno a partire dalle 20.30. Assieme alla farmacista di Monasterace saranno premiati per la Ricerca scientifica l'Agenzia spaziale italiana, per la cultura Philippe Nemo e per l'Economia Pascal Salin. Il premio viene assegnato a personalità e istituzioni – italiane o straniere – che si sono distinte nel proprio ambito negli ideali di libertà intesa come responsabilità individuale.
Laureata in Farmacia, Maria Carmela Lanzetta inizia un percorso che la vede impegnata nel campo del volontariato con la fondazione dell’associazione “il Tempio”, che ben presto diventa una realtà affermata nell'ambito della cultura archeologica del comprensorio della Locride. Eletta sindaco di Monasterace (Reggio Calabria), è nominata ministro per gli Affari regionali del governo Renzi. Il 30 gennaio 2015 si dimette e torna alla sua professione di farmacista. Lanzetta ha scritto uno dei sedici saggi che compongono il volume “Stato e criminalità”, frutto di tre convegni di “Società libera” sul crimine organizzato; saggi che «non vogliono essere di denuncia né di constatazione dell’ovvio – ha scritto il direttore di Società libera Vincenzo Olita –né ripetitivi di luoghi comuni, ma far ragionare sul fenomeno mafioso, interrogare, avanzare dubbi, prospettare soluzioni, pungolare gli addetti ai lavori, in un’espressione essere politicamente scorretti». 

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  • Occhiello

    L'ex ministro agli Affari regionali si aggiudica una menzione speciale nell'ambito del riconoscimento lucchese. La consegna il 27 giugno

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