Corriere della Calabria - Articoli filtrati per data: Sabato, 06 Giugno 2015
Sabato, 06 Giugno 2015 19:02

Aggredì e rapinò anziana, arrestato

REGGIO CALABRIA Personale delle volanti e della squadra mobile di Reggio Calabria ha arrestato Francesco Berlingeri, 43 anni, ritenuto responsabile di una rapina compiuta nel settembre del 2014 ai danni di un'anziana. In quell'occasione, un bandito aggredì la donna mentre stava rientrando a casa e dopo averla colpita al volto, si era impossessato della borsa contenente la somma di circa 100 euro ed un telefono cellulare.

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    Un 43enne di Reggio è ritenuto responsabile di una rapina avvenuta nel 2014 

COSENZA «Nei prossimi giorni presenteremo, come parlamentari Pd, un'interpellanza urgente tesa a sollecitare il governo nazionale a valutare la sussistenza dei termini per decidere la dichiarazione dello stato di emergenza per il centro storico di Cosenza». Lo afferma, in una nota, la deputata Enza Bruno Bossio. «È questa – prosegue – una misura straordinaria ed eccezionale al fine di promuovere una efficace azione di tutela e valorizzazione di un bene unico in Italia, dal punto di vista storico e culturale, che affonda le sue radici nel IV secolo avanti Cristo. I crolli che si registrano sempre più frequentemente sono un forte segnale di allarme del rischio elevato che minaccia la sicurezza del patrimonio edilizio e la vita delle popolazioni. L'incuria e l'abbandono hanno accentuato soprattutto il grado del rischio sismico e di quello idrogeologico. Sono richieste immediate misure emergenziali funzionali a interventi strutturali e organici. Non è più rinviabile una opera di bonifica e di messa in sicurezza di interi comparti della città antica. Non si può subire passivamente un processo di depauperamento galoppante e far finta di non vedere quanto siano ormai inefficaci e depotenziate le stesse ordinanze di sgombero e demolizione. Mai come in questo caso sarebbe necessario che la dichiarazione dello stato di emergenza si attuasse prima e non dopo il verificarsi di qualche evento tragico e disastroso. Prevenire costa meno che intervenire dopo l'accadimento del danno. Finora abbiamo registrato inerzie e pigrizie amministrative locali». «Oggi – conclude Enza Bruno Bossio – l'opportunità è data dal fatto che possiamo utilizzare come punto di forza la dichiarata volontà del presidente della Regione Mario Oliverio ad assumere il centro storico di Cosenza come un polo di interesse strategico nel processo di sviluppo e di crescita della Calabria». 

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    La parlamentare Pd: presenteremo un'interpellanza urgente perché bisogna intervenire dopo i frequenti crolli che si stanno verificando 

Il Vangelo attualizzato ai giorni nostri in termini come immigrazione e integrazione. Sembrerebbe essere questa l'idea di Pupi Avati, che proprio in questi giorni si appresta a iniziare le riprese del suo prossimo film, "Le nozze di Laura". La storia dovrebbe essere quella dell'amore tra un giovane migrante africano che diventa raccoglitore di agrumi, e la figlia del suo datore di lavoro. Il set, quello di Rocca Imperiale, importante centro in provincia di Cosenza, con inizio delle riprese previsto intorno alla metà di giugno e un casting sul territorio per scegliere circa 300 comparse. Ma le sorprese non finiscono qui. Lunedì 8 giugno il regista bolognese terrà una conferenza stampa al castello di Rocca Imperiale alle 18.30, dove saranno svelati tutti i retroscena del film, co-prodotto da Rai Fiction. I comuni interessati alle riprese oltre a Rocca Imperiale saranno Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Oriolo, Amendolara, Trebisacce e Strongoli in provincia di Crotone. La scelta di girare scene del film a Strongoli è merito soprattutto di Angelo Resta, strongolese che lavora da tempo con Pupi Avati.

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    "Le nozze di Laura" sarà girato anche a Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Oriolo, Amendolara, Trebisacce e Strongoli in provincia di Crotone

Sabato, 06 Giugno 2015 18:21

Ecolandia nel fortino dello Stretto

In Italia, in tutte le regioni e non solo in quelle più "ricche", sono ormai tantissimi i progetti per riutilizzare spazi pubblici e privati in stato di abbandono. Quello che all'inizio facevano gli "squat" occupando pezzi di patrimonio abbandonato, negli ultimi anni è diventato uno strumento considerato utilissimo per evitare di consumare altro suolo: invece di costruire ex novo, meglio usare quello che c'è già. Il Festival contro lo spreco. Ora a mappare la rete delle esperienze più avanzate ci ha pensato Cittadinanzattiva nel rapporto "Disponibile!" che è stato ufficialmente presentato al II Festival contro lo spreco ("SpreK.O.") che si svolge a Spoleto dal 5 al 7 giugno. Trentatre progetti in cui il più delle volte semplici cittadini, altre volte associazioni e in qualche caso istituzioni hanno inventato modi per rivitalizzare edifici e spazi abbandonati: ex caserme, mercati, scuole, ospedali, interi borghi. 

Troppi edifici abbandonati. L'Italia è un Paese che più di altri conta questo genere di "eredità": «In parte per le profonde trasformazioni produttive, che sono comuni anche ad altri Paesi», spiega Adriano Paolella, direttore scientifico del progetto "Disponibile!", «ma anche per alcune caratteristiche nazionali: la scarsa lungimiranza di alcuni interventi pubblici e la notevole quantità di edifici inutili e sovradimensionati già al momento della costruzione». Il più delle volte accade che questi edifici vengano lasciati marcire, in attesa che le amministrazioni diano il permesso di abbatterli per costruire qualcosa di nuovo. Succede anche però che o amministrazioni più sensibili, o cittadini intraprendenti, decidano di riutilizzarli e molto spesso il risultato è positivo.

Dalle cascine di Milano al fortino di Reggio Calabria. A Milano, per esempio, esistono più di 100 cascine che sono una testimonianza della vocazione agricola della zona. Attualmente sono 64 quelle recuperate, da vari soggetti, e dal 2013 è partito un progetto che è sfociato in una vera e propria associazione che mette in rete queste esperienze: a Cascina Gerola sta per nascere un avanzato progetto di co-housing, a Cascina Cavriano si fa produzione agricola e c'è anche un agriturismo e una bottega, a Cascina Bellaria si fanno progetti per l'integrazione lavorativa di ragazzi con disabilità. In pochi anni questi luoghi, percepiti dalla cittadinanza come "ruderi" sono diventati posti in cui passare le domeniche e realizzare iniziative sociali.

A Roma le Officine per la manutenzione dei treni notte nel 2012 sono state dismesse. Si sono attivati però i lavoratori in cassa integrazione, assieme al centro sociale "Strike" e alla Rete Casalbertone. Ispirandosi al modello delle fabbriche recuperate argentine, uno spazio candidato a diventare il prossimo luogo-fantasma di periferia si è trasformato in un luogo di lavoro: molti ex reparti per la manutenzione sono diventati officine in piena regola, dove lavorano diversi artigiani (tappezzeria, saldatura, lavorazione metalli) mentre gli ex uffici amministrativi sono diventati un coworking.

In Puglia è stata la Regione a prendere l'iniziativa con un bando per la riutilizzazione degli spazi pubblici abbandonati. Attraverso procedure di evidenza pubblica sono stati affidati "laboratori urbani" a imprese sociali. Così ora ad Alberobello un ex asilo comunale è uno spazio di produzione musicale. Ad Andria una ex centrale elettrica nel centro storico è diventata uno spazio di produzione artistica, con un coworking e un bar.

Un esempio di collaborazione tra enti profit ed enti non profit è invece il parco ludico tecnologico ambientale "Ecolandia" sulla collina di Arghillà, frazione di Reggio Calabria: il Parco, che oggi offre sale multimediali e gallerie espositive, sorge dentro un suggestivo fortino che fa parte di ben 22 fortificazioni costruite dal 1894 al 1914 sullo stretto di Messina, quando l'Italia voleva difendersi dai francesi impegnati nell'espansione in Tunisia.

Lo "Sblocca Italia" apre le porte al riuso. Le possibilità di sviluppo sono enormi, perché si stima che siano circa due milioni gli edifici abbandonati, 1.700 le stazioni ferroviarie che le ferrovie dello Stato stanno concendendo in contratti di commodato d'uso, 4 milioni e 300mila i metri cubi delle caserme che la Difesa sta per mettere in vendita. Il punto è che non sempre la legislazione aiuta, e spesso la burocrazia mette i bastoni tra le ruote a chi avrebbe in mente progetti di riutilizzo di questi spazi. Intanto Cittadinanzattiva plaude all'approvazione degli emendamenti all'articolo 24 dello "Sblocca Italia" – perorati proprio dall'associazione – che prevedono la possibilità anche per i cittadini di presentare progetti di riutilizzo di immobili e aree inutilizzate. «Censire e mettere in rete le realtà che si occupano di recupero e riutilizzo di immobili e aree abbandonate è una grande occasione per costruire un patto di fiducia fra cittadini e istituzioni e un modo concreto per tutelare l'ambiente, perché si evita il ricorso alla cementificazione selvaggia», dice Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva. «Alle istituzioni, ancora troppo spesso spaventate dalle iniziative civiche, chiediamo di favorirle e promuoverle come affermato dal principio di sussidiarietà».

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    Il nuovo rapporto di Cittadinanzattiva mappa i luoghi d'Italia, un tempo abbandonati e oggi rivitalizzati. Tra questi il parco ludico di Arghillà a Reggio

VITERBO «Sono l'amico della Calabria, presto avrà mie notizie, ci vedremo, non si preoccupi». La frase sarebbe stata pronunciata per convincere un imprenditore viterbese a pagare un'estorsione da 50mila euro. A organizzare tutto una coppia, con la donna di origini calabresi. Le indagini, condotte dalla squadra mobile di Viterbo, hanno portato all'iscrizione nel registro degli indagati di quattro persone in tutto. È infatti emerso il coinvolgimento nella tentata estorsione di due parenti della donna, ai quali i viterbesi si erano rivolti per concretizzare il piano.

Tutta ha inizio quando la coppia si reca nello studio del malcapitato per chiedere la bella somma di 50mila euro. A loro dire si tratta di una cifra che lo stesso gli avrebbe rubato. Da quel momento una serie di telefonate, tutte al fisso dello studio, dove si intimava di elargire la somma richiesta altrimenti sarebbero arrivate in città altre persone ''più convincenti'' per chiudere la questione. Le indagini, iniziate nel settembre 2014, hanno portato a galla anche un messaggio, lasciato sulla segreteria telefonica del professionista, piuttosto inquietante e chiaramente intimidatorio. «Sono l'amico della Calabria, presto avrà mie notizie, ci vedremo, non si preoccupi'', le poche e decise parole pronunciate. Tutte in marcato accento calabrese. Concetto, questo dell'arrivo «dell'amico di Calabria» rimarcato più volte anche in altre telefonate.

I due calabresi, uno residente in Calabria e l'altro nel Nord Italia, sono risultati già noti alle forze dell'ordine. Già condannati per rapina e reati contro il patrimonio. Da qui l'indagine della Procura per tentata estorsione in concorso. Nei giorni scorsi sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini con gli avvisi di garanzia. Due a Viterbo, uno nel Nord Italia e uno in Calabria.

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    Avrebbero tentato di farsi consegnare 50mila euro da un professionista anche tramite telefonate minacciose. Sotto inchiesta anche due fiancheggiatori

CALOPEZZATI Il personale del Corpo forestale dello Stato ha sequestrato a Calopezzati una discarica abusiva. La discarica è stata realizzata nei pressi di una zona classificata come Sito di importanza comunitaria denominato "Fiumara Trionto", e pertanto sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale e idrogeologico. Il proprietario del terreno è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Castrovillari.

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    Era stata realizzata nei pressi di una zona classificata come Sito di importanza comunitaria denominato "Fiumara Trionto"

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    Il commissario assicura il pagamento entro la prossima settimana. Sì a un tavolo tecnico. Sono in tutto sette gli stipendi arretrati 

REGGIO CALABRIA La vittoria è arrivata al fotofinish. Due scrutini sono stati necessari per individuare il nuovo presidente del Coni regionale. Alla fine Maurizio Condipodero, 58 anni, avvocato reggino, uomo di riferimento dell'area di Mimmo Praticò, l'ha spuntata su Pino Abate, il delegato cosentino del Comitato olimpico che godeva dei favori del pronostico. Resta dunque in riva allo Stretto l'ambitissima poltrona di numero uno dello sport calabrese, dopo il commissariamento del Coni affidato, in una fase di transizione durata due mesi, al segretario generale di Largo De Bosis, Roberto Fabbricini.
Condipodero ha vinto per un voto: 26 a 25 e solo al secondo scrutinio, dopo il pareggio della prima tornata (25 a 25 e una scheda bianca). Con stile britannico, il neopresidente ha dedicato la vittoria a Praticò e attribuito l'onore delle armi al rivale.
Quella per il Coni calabrese è stata una battaglia durissima, non dissimile nei toni a quella che due anni e mezzo fa aveva visto Praticò sconfiggere Tino Scopelliti, il fratello dell'allora governatore Peppe. E le stesse federazioni che nel 2013 avevano sostenuto Scopelliti hanno puntato quest'anno su Abate, non riuscendo però neppure questa volta a eleggere il loro candidato alla presidenza.
Nelle scorse settimane si erano registrate polemiche al calor bianco proprio a Reggio per la decisione di alcuni dirigenti sportivi della città dello Stretto di sostenere il candidato cosentino. Si è arrivati così all'assemblea di questa mattina in un clima di incertezza e di tensione, alimentato anche dalla dichiarata volontà del Coni nazionale di rimanere fuori dall'agone, non propendendo per nessuno dei candidati.
Le elezioni dei nuovi vertici del Coni calabrese, dopo i veleni seguiti al commissariamento "politico" del comitato guidato da Mimmo Praticò per quasi 14 anni e quattro mandati consecutivi, rappresentano non solo una vittoria per Condipodero ma anche una "rivincita" per l'ex presidente regionale. L'area di politica sportiva composta da Praticò, Condipodero e dalla "vecchia guardia" dei dirigenti sportivi regionali, oltre ad alcuni giovani capi di federazione, resta dunque maggioritaria in Calabria. Il neopresidente, già capo di gabinetto dell'Amministrazione provinciale di Reggio sotto la presidenza di Pino Morabito e attuale membro della giunta nazionale dell'Organismo unitario dell'avvocatura, adesso avrà il delicato compito di completare il quadriennio olimpico e di gettare la basi per il futuro.

 

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    La vittoria del neopresidente è arrivata al fotofinish e per un solo voto. Nelle scorse settimane si erano registrate polemiche per la decisione di alcuni dirigenti sportivi reggini di sostenere il candidato cosentino

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    - Condipodero nuovo presidente del Coni

VILLA SAN GIOVANNI I carabinieri dalla Compagnia di Villa San Giovanni hanno arrestato, per detenzione illegale di armi, Domenico Zito, 61 anni, e il figlio Giuseppe (33), ritenuti dagli investigatori elementi di spicco dell'omonima famiglia di 'ndrangheta egemone a Fiumara e Villa San Giovanni. In una perquisizione nella loro abitazione e nel terreno attiguo, i militari hanno trovato un fucile calibro 20, più di 50 cartucce di diverso calibro e un giubbotto antiproiettile. 

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    Arrestate dai carabinieri di Villa San Giovanni due persone ritenute esponenti di spicco della famiglia di 'ndrangheta egemone a Fiumara e Villa

CATANZARO «Serve alla Calabria un piano per riaprire le Scuole agrarie e per rilanciare quelle alberghiere. Servono nuove e più attrezzate professionalità per il settore trainante dell'economia calabrese: quello agroalimentare e turistico-culturale. Non possiamo più improvvisare". Lo ha detto Franco Laratta, già parlamentare e ora membro del cda di Ismea, l'istituto economico nazionale che finanzia i progetti in agricoltura, nel corso del convegno promosso dal Pd-Zonadem sul tema "Il futuro della Calabria passa da agricoltura-beni culturali-turismo", che si è svolto sull'altopiano silano, a Lagarò di Celico. All'iniziativa hanno partecipato molti imprenditori agricoli e amministratori locali, con gli interventi di Nicodemo Oliverio, Mimmo Bevacqua ed esperti del settore.

«Dal convegno – è detto in un comunicato – è emersa la necessità di unire gli sforzi per rilanciare lo sviluppo in Calabria. Governo, Regione e Ismea possono sostenere progetti mirati per l'ingresso dei giovani nel settore agroalimentare. Le risorse finanziarie disponibili sono molte».

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    È la proposta lanciata da Laratta (Ismea) per far ripartire i settori strategici

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