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Il socialismo liberale di De Magistris Il grido d’aiuto di Speranza

Gli assessori che vanno in bicicletta e il petrolio di Chavez, la spazzatura napoletana e la rivoluzione dei “compagni in Siria”. Pillole del De Magistris pensiero, o per usare le sue parole, i pri…

Pubblicato il: 01/09/2011 – 23:38
Il socialismo liberale di De Magistris  Il grido d’aiuto di Speranza

Gli assessori che vanno in bicicletta e il petrolio di Chavez, la spazzatura napoletana e la rivoluzione dei “compagni in Siria”. Pillole del De Magistris pensiero, o per usare le sue parole, i primi passi del “socialismo liberale”. E’ stato lo stesso sindaco di Napoli a illustrarlo, questa sera, a Lamezia Terme  in una gremita piazza San Domenico. Nell’ambito della manifestazione “Sbilanciamoci” due sindaci del Sud Italia, Gianni Speranza e Luigi De Magistris, si sono confrontati sulla manovra del governo e sui tagli agli enti locali. “Una manovra inqua”, ha attaccato il padrone di casa Speranza. “Già quest’anno abbiamo dovuto far fronte a un taglio di due milioni e mezzo, circa il 12% del nostro bilancio. Siamo riusciti a non toccare le politiche sociali, per il resto abbiamo dovuto tagliare tutto. Una situazione disperata e sciagurata. E il futuro appare ancor peggiore. Avevamo previsto, per il prossimo anno, ulteriori tagli per un totale di 3 milioni e mezzo di euro, se saranno di più sarà quasi impossibile amministrare la città”. Iniqua e irrazionale, questi gli aggettivi usati da De Magistris per sintetizzare il suo giudizio sulla manovra. La ricetta per evitare la bancarotta dei Comuni la fornisce lo stesso sindaco partenopeo: “Io ho trovato un disastro nel Comune di Napoli. C’erano 125 consulenze che io ho stracciato; sto dimezzando le società partecipate e infine ho eliminato tutte le auto blu. I miei assessori vanno in bicicletta, si risparmia, stanno meglio e fanno pure acchiappanza”. Tagli sì, ma non agli stipendi, lo stesso De Magistris ci tiene a precisare che i membri della giunta prendono 2.800 euro, lui 4.300. Mica male. Il secondo intervento di Gianni Speranza è quasi uno sfogo davanti ai suoi cittadini. “In Calabria vogliono far passare l’idea che in politica tutti sono uguali. Così si uccide il cambiamento. Invece Falcomatà non è Scopelliti. E Lamezia non è Reggio, noi non lasceremo 37 milioni di euro di buco”. Poi è tutto De Magistris. Il suo lavoro a Napoli per rompere il sistema degli oligopoli imprenditoriali e far affermare questo “socialismo liberale”. L’immancabile spazzatura che, spiega De Magistris, costava più portarla a Giugliano che portarla nel Nord Europa come si fa adesso. E ancora i bombardamenti sull’Afghanistan, Gheddafi e Berlusconi e le rivoluzioni “dei compagni” in Nord Africa. Abituato alle platee, De Magistris chiude con il botto: “E’ venuto a trovarmi il console venezuelano, ha detto che vogliono dare a Napoli il petrolio a prezzi stracciati. Non ho detto subito sì perché ho temuto che bombardassero pure noi. Comunque se la cosa funziona, caro Gianni, ti faccio sapere”.

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