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Lombardo incorona Loiero come coordinatore nazionale dell`Mpa

LAMEZIA TERME Se non è un preludio di campagna elettorale, poco ci manca. Raffaele Lombardo e Agazio Loiero suggellano il loro matrimonio politico (arrivato al termine di quasi un anno di “corteggi…

Pubblicato il: 23/10/2011 – 15:54
Lombardo incorona Loiero come coordinatore nazionale dell`Mpa

LAMEZIA TERME Se non è un preludio di campagna elettorale, poco ci manca. Raffaele Lombardo e Agazio Loiero suggellano il loro matrimonio politico (arrivato al termine di quasi un anno di “corteggiamento” «perché – dice il secondo – dopo la sconfitta alle regionali volevo farmi da parte») davanti a decine di sostenitori chiamati a raccolta dall`ex governatore calabrese. Due storie diverse, che partono dal centrosinistra e dall`autonomismo siciliano e che ora hanno deciso di fare un cammino comune all`interno del terzo polo. Il presidente siciliano arriva a Lamezia Terme per ufficializzare la nomina di Loiero a coordinatore politico nazionale dell`Mpa e per ribadire (lo aveva fatto giusto ieri a Lecce, alla convention nazionale dei terzopolisti) la necessità che il premier faccia un passo indietro e si lavori «a un governo di larghe convergenze» con dentro tutti «meno che Berlusconi». Lombardo non crede alla formula del “papa straniero”, boccia senza appello Montezemolo e Della Valle e offre alla platea l`impianto ideale: amore per la patria, famiglia, ambiente, infrastrutture. Prima di lui è Loiero a entrare nel dettaglio: «Il nostro compito è difendere il valore del Sud e della storia unitaria del Paese, conducendo, in questo senso, una forte battaglia politica. I partiti come il Pd, non ce la fanno più a rappresentare insieme il Nord ed il Sud. E questo perché il divario tra queste due aree del Paese è diventato enorme e, di conseguenza, anche le esigenze sono diverse. I partiti nazionali che difendono il Nord abbandonano al suo destino il Sud. E se prendono le difese del Mezzogiorno subiscono la guerra da parte dei ceti produttivi del Nord». Il rosario delle occasioni perse è lungo e Loiero lo sciorina quasi a menadito. Un esempio su tutti: i fondi Fas «dirottati al Settentrione per pagare le quote-latte e i mancati introiti derivanti dall`abolizione dell`Ici».
L`orizzonte politico resta sempre quello delle prossime elezioni. L`ex presidente della giunta regionale calabrese cita un sondaggio (tirato fuori in un recentissimo summit tra Casini, Fini, Cesa, Rutelli, Lombardo e Loiero) secondo il quale il terzo polo supererebbe il 15% dei consensi in caso di elezioni e rivendica la battaglia fatta per cancellare «una legge elettorale immonda». Il tema è caro pure a Lombardo: «È fondamentale approvare una nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini la facoltà elementare di scegliersi i parlamentari e ripristini quindi una democrazia della quale si stanno perdendo le tracce». Applausi in sala. Nelle prime file non c`è traccia di rappresentanti dei big Udc, Api e Fli. In realtà per i finiani ci sarebbe il sindaco di San Lorenzo del Vallo, Luciano Marranghello, ma il diretto interessato ha praticamente divorziato (per la seconda volta nel giro di pochi mesi) con la formazione del presidente della Camera ed è pronto a passare con l`Mpa. C`è invece il sindaco di Lamezia, Gianni Speranza, e ci sono tutti i colonnelli loieriani: da Franco Petramala a Geppino Camo, da Peppino Aloise a Pino Gentile, da Antonio Biasi, Vincenzo Mollace, Salvatore Vecchio a Bianca Rende (figlia di Pietro, ex deputato della Dc). A proposito, quest`ultima viene data in pole per l`incarico di coordinatore calabrese del Movimento per le Autonomie al posto di Nicodemo Filippelli ormai proiettato verso i rutelliani di Api. La Rende dovrebbe ritrovarsi a lavorare gomito a gomito con Orlandino Greco, presidente del consiglio provinciale di Cosenza e vicesegretario nazionale del partito di Lombardo. Prima del rompete le righe c`è ancora spazio per gli ultimi fuochi del leader siciliano: «Berlusconi, sposando la politica della Lega che è diventata fondamentale per l`azione del governo nazionale, ha toccato l`apice delle politiche antimeridionaliste. Da un lato ci sono le chiacchiere, come i piani e le banche per il Sud, e dall`altro ci sono le fotografie che lo Svimez fa del Mezzogiorno descrivendo quello che sarà un vero e proprio tsunami demografico in un territorio che, andando avanti di questo passo, è destinato a spopolarsi». Nel mezzo resta una secessione non geografica ma nei fatti: due Italie, due condizioni di cittadini, due livelli di occupazione, due livelli di reddito, due livelli di servizi «distanti l`uno dall`altro – conclude il leader dell`Mpa – come in nessun altro Paese d`Europa».

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