Calabria infelix per Berlusconi. Anche Nucara pronto a negargli la fiducia
Calabria infelix per Silvio Berlusconi. La regione che nel 2008 gli ha regalato una messe di voti ora rischia di diventare terreno fatale per la tenuta in vita del suo governo. Ieri la parlamentare l…

Calabria infelix per Silvio Berlusconi. La regione che nel 2008 gli ha regalato una messe di voti ora rischia di diventare terreno fatale per la tenuta in vita del suo governo. Ieri la parlamentare lametina Ida D`Ippolito ha preso armi e bagagli e se n`è andata nell`Udc. Oggi è il segretario nazionale (di origini reggine) del Partito repubblicano, Francesco Nucara, a tenere tutti col fiato sospeso. Secondo un primo conteggio, con l`addio della D`Ippolito Berlusconi perde la maggioranza assoluta in aula alla Camera, finendo sotto quota 316, cioè a quota 314, quella faticosamente raggiunta il 14 dicembre, quando l`assemblea di Montecitorio bocciò per soli tre voti la mozione di sfiducia. Ecco perché si guarda con grande interesse ai movimenti di Nucara. Che da vecchia volpe della politica gioca a carte coperte: «Il 13 agosto scorso una delegazione del Pri ha consegnato al presidente del Consiglio le proprie proposte per affrontare la crisi. Da allora non abbiamo avuto più nessun riscontro. Per questa ragione il Pri si riserverà di votare la fiducia al governo solo sulla base dei contenuti che saranno presentati alle Camere».
Ma a tenere col fiato sospeso Berlusconi e soci c`è pure un altro calabrese. Nei 314 deputati che ancora sarebbero maggioranza c`è pure Giancarlo Pittelli, deputato catanzarese di lungo corso, che assieme a Roberto Antonione, Isabella Bertolini, Fabio Gava, Giustina Destro e Giorgio Stracquadanio ha firmato la lettera degli scontenti che chiede al premier di promuovere un nuovo esecutivo. Soltanto così la maggioranza scenderebbe a quota 310.
Ma le incognite non sono finite qui. E` ancora la Calabria a essere protagonista. Il sottosegretario all`Ambiente, Elio Belcastro, Amerigo Porfidia, Arturo Iannaccone, hanno mollato il loro gruppo a Montecitorio (“Popolo e Territorio”) per passare in quello Misto seppure, garantisce Iannaccone, «non solo confermiamo la fiducia, ma aggiungiamo che la nostra fiducia va personalmente a Silvio Berlusconi. Ricostituiamo la componente del Misto, da cui già provenivamo – precisa ancora Iannaccone – perché siamo impegnati a organizzare il nostro partito sul territorio meridionale e ci serve la visibilità che ci garantisce formare una nostra componente nel Misto».
Una situazione pesante, insomma. Che certifica la crisi d`identità del Popolo della libertà e dei rappresentanti parlamentari calabresi. Ai deputati già menzionati vanno aggiunti pure gli abbandoni di Angela Napoli (emigrata in Futuro e libertà di cui è diventata coordinatrice regionale) e Santo Versace. E così la Calabria tanto generosa con “re Silvio” alle ultime elezioni, ora rischia di diventare un Vietnam.