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Maiolo: «Chiudere con la gestione commissariale dei rifiuti»

«Diventa sinceramente difficile comprendere i motivi del prorogarsi del commissariamento sull’emergenza rifiuti in Calabria dopo 14 anni di commissariamento, 12 diversi commissari, un costo della s…

Pubblicato il: 18/11/2011 – 18:13
Maiolo: «Chiudere con la gestione commissariale dei rifiuti»

«Diventa sinceramente difficile comprendere i motivi del prorogarsi del commissariamento sull’emergenza rifiuti in Calabria dopo 14 anni di commissariamento, 12 diversi commissari, un costo della sola struttura commissariale di 15 milioni di euro, condanne in tre lodi arbitrali subite dall’ufficio del commissario per oltre 100 milioni di euro per opere mai realizzate, la gestione di somme per oltre il miliardo di euro». È il consigliere regionale del Partito democratico, Mario Maiolo, ad intervenire sulla questione del commissariamanto del settore ambientale calabrese. Una situazione che, secondo l`esponente politico, non avrebbe prodotto alcun risultato. Anzi. Per Maiolo si sarebbero solo ottenuti «risultati insignificanti sul piano della raccolta differenziata» e «gravissimi problemi di illegalità e infiltrazione della ‘ndrangheta». Non solo l`elenco stilato dall`ex assessore regionale prosegue con «il pressoché totale fallimento di tutte le società miste costituite dal commissario con una spesa di oltre 40 milioni di euro, affidamento di appalti in spregio alle regole della contrattualista pubblica» e «una inondazione di ordinanza commissariali che fino al 2006 avevano superato la cifra di oltre 4.800». «Ciò che doveva essere una esperienza transitoria ed eccezionale – sostiene Maiolo – capace di produrre scelte rapide e definitive, si è radicata come una complessa e duratura gestione “extra ordinem” che ha introdotto conflitti istituzionali devastanti e incomprensibili, nella totale assenza di pubblicità, correttezza e trasparenza». Su tutta la questione il consigliere regionale solleva dubbi: «O forse i motivi ci sono così come scritto, nero su bianco, in una delle migliaia di pagine prodotte dalla Corte dei Conti, dalla Commissione Parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dagli organi di polizia giudiziaria: “C’è più di un motivo per ritenere, come anche la cronaca giudiziaria di questi anni e giorni dimostra chiaramente, che gli interessi politico-malavitosi non siano stati estranei a scelte che garantivano, evidentemente, la massimizzazione dei profitti..”». E poi c`è il danno denunciato da Maiolo all`immagine istituzionale dei Comuni «troppo spesso additati, a torto, come i responsabili della situazione». «Estromettere i Comuni – afferma a questo proposito l`esponente democrat –, e quindi le comunità che esprimono l’Amministrazione di livello locale, dalla gestione della vita delle comunità, è una anomalia istituzionale, che introduce alterazioni alle normali competenze di enti e organi pubblici, neutralizza la forza del controllo giuridico, contribuisce a radicare il convincimento che interventi straordinari sanino le inefficienze e cancellino le responsabilità. È questo il prezzo più salato che paghiamo e che una regione come la nostra, in cui il deficit di fiducia istituzionale è elevato, non può permettersi». E ad avvalorare questa sua posizione il consigliere regionale cita i numeri. «Negli ultimi dieci anni – sostiene Maiolo – gli accertamenti comunali sui rifiuti sono passati da 92 a 199 milioni di euro; la riscossione da 72 a 157 milioni di euro. Ciò significa che la spesa dei cittadini per un servizio spesso inefficiente è più che raddoppiata». Ed infine Maiolo ricorda lo spirito dell`introduzione dell`elezione diretta per i primi cittadini e per i presidenti delle province e delle regioni che è stata quella «offrire chiarezza e visibilità ai cittadini rispetto alla allocazione delle responsabilità». Così per l`esponente dei democratici: «La fine del commissariamento significa tornare a quello spirito».

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