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Dima, Orsomarso e Caputo chiedono il ripristino dei treni a lunga percorrenza

Il Pdl ha chiesto a Trenitalia di ripristinare i treni a lunga percorrenza Reggio Calabria – Roma – Milano. Il Popolo delle Libertà formula la proposta attraverso il deputato Giovanni Dima e i cons…

Pubblicato il: 17/12/2011 – 16:46
Dima, Orsomarso e Caputo chiedono il ripristino dei treni a lunga percorrenza

Il Pdl ha chiesto a Trenitalia di ripristinare i treni a lunga percorrenza Reggio Calabria – Roma – Milano. Il Popolo delle Libertà formula la proposta attraverso il deputato Giovanni Dima e i consiglieri regionali Fausto Orsomarso e Giuseppe Caputo secondo cui «circa 1 milione di calabresi residenti lungo la fascia ionica e nell`entroterra cosentino, un bacino che rappresenta il 50% del territorio calabrese, dopo l`entrata in vigore del nuovo orario ferroviario, l`11 dicembre scorso, si ritrova in uno stato di forzato isolamento dal resto del Paese, con gravi limitazioni al
diritto alla mobilità ed alle dinamiche turistiche, economiche e sociali».
«Da una parte – è scritto nella nota stampa – si chiede il ripristino
della coppia treno ex Ic 782/785 Reggio Calabria – Milano, da
riprogrammare con il seguente itinerario: Reggio Calabria, Catanzaro, Crotone, Sibari, Cosenza, Paola, Napoli, Roma. E da Roma vetture per Milano e per Torino e viceversa. Dall`altra, come seconda priorità, nella proposta di Orsomarso, si chiede il ripristino della coppia treno ex IC 890/893 Reggio Calabria – Roma, da riprogrammare (almeno 5 giorni su 6) con il seguente tinerario: Reggio Calabria – Catanzaro – Crotone – Sibari – Cosenza – Paola – Napoli – Roma e viceversa».
«Nell`orario ferroviario 2011-2012 vanno dunque riconsiderati – sostengono ancora Orsomarso, Dima e Caputo – i già limitati servizi treno ad oggi mantenuti in circolazione. Le proposte avanzate, sulle quali si auspica e si ritiene probabile una condivisione di Trenitalia, si traducono in indicazioni concrete per una più funzionale riprogrammazione dei treni necessari a garantire i cosiddetti “servizi universali ferroviari”, secondo criteri di efficienza e sostenibilità, a
garanzia del sacrosanto diritto alla mobilità delle popolazioni interessate, e tenuto conto soprattutto delle condizioni economiche e sociali e per l`assenza di idonei servizi collettivi alternativi».

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