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Solo pari col Sassuolo: per la Reggina ora è media da retrocessione

Fischi e mugugni. La Reggina esce dal campo a testa bassa. Contro il Sassuolo, nel big match della ventesima giornata del torneo cadetto, finisce in parità. Ma non è il risultato  il motivo del mal…

Pubblicato il: 17/12/2011 – 19:26
Solo pari col Sassuolo: per la Reggina ora è media da retrocessione

Fischi e mugugni. La Reggina esce dal campo a testa bassa. Contro il Sassuolo, nel big match della ventesima giornata del torneo cadetto, finisce in parità. Ma non è il risultato  il motivo del malcontento della tifoseria amaranto. Pubblico maturo, capace di soffrire, di pazientare, di concedere sempre una chance in più alla squadra, quello della sponda calabrese dello Stretto. Ma non ammette, il popolo della Reggina, di vedere un undici remissivo, privo di idee e di intraprendenza. È il tradimento che neanche questa volta viene perdonato. L`uno a uno contro gli emiliani altro non è che la conferma della fase di impasse che vive la Reggina, in cui si registra ormai uno scollamento tra il tecnico Breda (sempre più delegittimato e di fatto “commissariato” dalla società) e la squadra. I numeri parlano chiaro: nelle ultime otto giornate, Bonazzoli e compagni hanno vinto una sola volta, conquistando meno di un punto a partita. Per intenderci: una media da retrocessione, certificata anche dai dati allarmanti che riguardano i gol fatti e quelli subiti. Nei mesi di novembre e dicembre, la formazione calabrese ha messo a segno la miseria di sette reti subendone nove. Siamo ben lontani dagli standard di inizio stagione, quando la Reggina era considerata una “gioiosa macchina da guerra”, dotata di un attacco che incuteva timore a chiunque, secondo solo a quello del Pescara di Zeman.
La gara con il Sassuolo si è aperta con una fase di studio caratterizzata da un ritmo abbastanza blando. A fare la partita, inevitabilmente, è stata la formazione di casa. Dopo le polemiche per il “black out” mentale e la sconfitta di Cittadella, il processo a Breda e il suo mancato esonero (o, forse, le sue mancate dimissioni), ci si attendeva una reazione da parte dei calabresi. Reazione che c`è stata ma che si è rivelata più timida di quanto non ci si aspettasse. Tuttavia, al 17`, un bolide dalla lunga distanza di Emerson ha consentito alla Reggina di passare in vantaggio.
È durata poco la gioia per gli amaranto. Al 34`, infatti, il difensore Cosenza si è macchiato di un fallo da rigore – l`ennesimo – per una trattenuta ai danni di Bianchi. L`arbitro Massa di Imperia ha decretato la massima punizione, trasformata da Sansone che ha spiazzato Marino. Nella ripresa, sia Campagnacci per i calabresi che Longhi per la compagine di Pea avrebbero potuto rompere l`equilibrio. Sfortunata la Reggina, poi, in occasione del palo colpito da Ragusa al 24`. Ma, al di là degli episodi, è stato l`atteggiamento generale della squadra a non piacere. Così si è arrivati a un pareggio che non ha soddisfatto nessuno e che fa diventare sempre più insicura la panchina, già malferma, di Breda.

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