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MAFIA E POLITICA | Quel consigliere al terzo mandato, da anni al centro delle cronache giudiziarie

Giuseppe Plutino, arrestato stamattina per concorso esterno in associazione mafiosa, non è nuovo alle cronache giudiziarie della città dello Stretto. Esponente pidiellino al terzo mandato a Palazzo…

Pubblicato il: 21/12/2011 – 16:09
MAFIA E POLITICA | Quel consigliere al terzo mandato, da anni al centro delle cronache giudiziarie

Giuseppe Plutino, arrestato stamattina per concorso esterno in associazione mafiosa, non è nuovo alle cronache giudiziarie della città dello Stretto. Esponente pidiellino al terzo mandato a Palazzo San Giorgio, Plutino era da tempo ritenuto vicino alla cosca Caridi, essendo già stato coinvolto in passato in alcune indagini con gli stessi esponenti mafiosi federati con la potentissima cosca Libri. Un politico che era stato arrestato e si era dato latitante, prima di sedere tra i banchi di Palazzo San Giorgio.
Nel tentativo di tracciare un profilo di Pino Plutino, infatti, i magistrati scrivono nell’ordinanza di custodia cautelare: «… Giova di seguito riferire che agli atti d’ufficio risulta che nell’anno 1987 il Plutino venne indagato per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe ai danni dell’Inail di Reggio Calabria, nel procedimento penale istruito a carico di Caridi Giuseppe cl’43 + altri soggetti tutti gravitanti nell’orbita della medesima famiglia mafiosa. Il reato si era concretizzato in particolare mediante la presentazione di false denunzie di infortuni agricoli e la conseguente riscossione delle relative indennità, per come testimoniato dalla documentazione allora rinvenuta presso l’abitazione del citato Caridi, fatti, accertati in Condofuri dall’anno 1983 al 1986, tutti verificatisi nella contrada Gallicianò di quel centro, vera e propria roccaforte e centro di origine degli indagati. A conclusione delle prime indagini il pm emetteva ordine di cattura per 11 soggetti, tra cui il menzionato Plutino, per i reati di associazione a delinquere, concorso in truffa aggravata e falso ideologico. Lo stesso in occasione della esecuzione dei provvedimenti restrittivi si era sottratto alla cattura unitamente a Caridi Leo (RC 18.11.1961), nipote del capo cosca Caridi Giuseppe e fratello degli altrettanto noti Caridi Antonino, Caridi Bruno e Caridi Santo Giovanni, costituendosi successivamente. Al termine della fase istruttoria, il giudice istruttore con provvedimento del 28 giugno ’88 aveva ordinato il rinvio a giudizio degli stessi dinanzi al Tribunale di Reggio Calabria che, in data 30.05.1990, riconosceva il reato associativo, in capo al Caridi Giuseppe cl’43 unitamente ad altri 5 indagati, unificato sotto il vincolo della continuazione al reato di concorso in falso ideologico, reato quest’ultimo ascritto anche in capo al Plutino insieme ad altri 10 indagati, tra cui Caridi Leo cl’61, Caridi Santo Giovanni cl’67, Caridi Domenico cl’45, Condemi Filippo cl’50, Quartuccio Vincenzo cl’65 ed altri. Per tale ragione il Plutino era stato condannato alla pena di anni 1 e mesi 6 di reclusione, pena confermata nella misura di anni 1 e mesi 4 di reclusione dalla Corte d’Appello di RC con sentenza del 28.11.1991».
L’impianto accusatorio dell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore della Dda Marco Colamonici, poggia le sue basi sulle intercettazioni telefoniche che, stando agli inquirenti, dimostrano come i Caridi abbiano sostenuto e portato alla vittoria il candidato Plutino alle ultime elezioni comunali.
A proposito è risultata interessante la conversazione tra l’indagato Filippo Condemi e Tatiana Poli. Una conversazione registrata il 10 maggio, cinque giorni prima del trionfo del sindaco Demetrio Arena.
FILIPPO: Però il problema qual è? Che noi aspiriamo, nessuno lo dice ma tutti lo pensano,  di arrivare primi!
TATIANA: Eh?
FILIPPO: Tutti…tutti …  nessuno lo dice, ma tutti tra di noi c’è quell’aria..
TATIANA:Uh!
FILIPPO: …sentiamo l’odore che siamo i primi!
TATIANA: Uh!
FILIPPO:  Poi dopo sai che succede, in politica, molte  volte i conti non quadrano quasi mai, pensi di prendere dieci e ne prendi cinque, pensi di prendere…
TATIANA: Cinque e ne prendi dieci!
FILIPPO: Quindi con i conti che abbiamo dei  voti che dobbiamo avere da qua, di là, quello, quell’altro, tutti quei movimenti si presume che si arriva a… duemila, pure di più risultano i conti! Siccome poi si deve togliere un buon trenta per cento, vanno a mille e tre, mille e quattro! Ma poi può essere che succede una cosa strana …(inc.)…novecento! Hai capito com’è la politica?
TATIANA: …(inc.)…
FILIPPO: Non c’è una certezza! C’è ti può ri… ti può riu… ti può tenere tutti i movimenti come sono e…, e ti prendi quelli che pensi possono tenere al trenta per cento e quindi da duemila ne prendi mille e cinque, possono salire al cinquanta e ne prendi mille! Hai capito? Quindi sono tre opzioni che….non se ne può scartare nessuna….c’è un movimento tra duemila voti! Duemila e cento pure! Un massimo oltre quello no! O quelli… possono uscire quelli, possono uscire mille sette, possono uscire mille e due, possono uscire ottocento! …Però nessuno parla, nessuno chiacchera!
TATIANA: Uh!
FILIPPO: C’è quell’aria, sai? Che …(inc.)…se siamo i primi è un botto!
TATIANA: Uh!
FILIPPO: Un successo! È qualcosa di stratosferico! Se c’era Scopelliti non è facile …(inc.)…, uh? Scopelliti ha schierato tutto, con tutto  a tutti dei suoi…, con questo ragazzo, con questo Romeo! …(inc.)… a duemila e cinque, tremila!
TATIANA: Uh!
FILIPPO: C’è, c’è  la città intera che gli spinge hai capito? Dottori, avvocati, medici, coordinatori del partito, deputati, consiglieri regionali …(ride)…assessori, c’è una macchia dietro a questo!
TATIANA: Uh!
FILIPPO: Però nella vita sai, non si sa mai!…(colpo di tosse)…
TATIANA: Infatti!
FILIPPO: Comunque!
TATIANA: Mah!
FILIPPO: …(inc.)… quando sicuro sono al comune è meglio! Perché già unisci i voti e vai, alla provincia hanno finito alle sette, sette e mezza otto, dice hanno iniziato da poco al Comune
TATIANA: Uh!
FILIPPO: Uh! Quante persone hanno…
TATIANA: …(inc.)…tutti là!
FILIPPO: Dice che ci stanno più persone lì che in quelle di Arena! C’è un movimento bestiale a punto ti dico, sono passato adesso mentre …(inc.)…qui, in alcune segreterie tre o quattro persone!…(colpo di tosse)…, certi stanno…(inc.)… a quelli della provincia …hanno preso duecento cinquanta voti.
Erano giorni pesanti quelli per i candidati. Giorni in cui, naturalmente, i rivali erano gli stessi compagni di partito, i candidati del Pdl per i quali era importante avere anche solo un voto in più degli altri per giocarsi la possibilità di ottenere un assessorato una volta eletti. Ad avvertire quest’ultimo, stando all’intercettazione tra Filippo Condemi (cugino di Plutino) e Giuseppe Esposito, sarebbe stato proprio il governatore.
«Ora Peppe Scopelliti lo ha chiamato a tuo cugino stamattina e gli ha detto… lo prendeva in giro, no! E  gli ha detto: “Vedi che Berna ti vuole fregare l’assessorato! Renditi conto che quella persona di Peppe Scopelliti non mette le persone,… ha bisogno di gente competitiva che fanno gli assessori». È la frase captata dagli uomini di Cortese.

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