Ultimo aggiornamento alle 11:03
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 5 minuti
Cambia colore:
 

Approvato il Piano casa, ma è scontro in aula

Il consiglio regionale approva a maggioranza il Piano casa 2, malgrado l’opposizione unanime di tutta la minoranza di centrosinistra. La nuova legge urbanistica sulla casa apporta sostanziali modif…

Pubblicato il: 30/01/2012 – 15:01
Approvato il Piano casa, ma è scontro in aula

Il consiglio regionale approva a maggioranza il Piano casa 2, malgrado l’opposizione unanime di tutta la minoranza di centrosinistra. La nuova legge urbanistica sulla casa apporta sostanziali modifiche alla precedente norma regionale dell’11 agosto 2010, allargando il campo di applicazione anche agli edifici non residenziali. Con questa legge – elaborata dalla IV commissione sull’assetto del territorio -, la maggioranza a Palazzo Campanella mira a rimettere in moto l’economia regionale attraverso una deregulation nell’ambito delle norme edilizie. Le modifiche mantengono invariati al 20% gli indici di incremento volumetrico per gli edifici a uso residenziale, al 35% per gli interventi di demolizione e ricostruzione e includono il recupero di seminterrati a fini commerciali.
Il Piano, illustrato in aula dal presidente della commissione Alfonso Dattolo, introduce inoltre nuove regole sulla sicurezza antisismica, la salvaguardia idrogeologica e per il miglioramento energetico. «La legge – ha spiegato il consigliere Udc – è una completa guida alla esecuzione delle opere, ne definisce la tipologia degli interventi ammissibili in funzione dell`entità dei medesimi e promuove precisi indirizzi in materia di risparmio di energia. È previsto l’obbligo di esibizione dei contratti per gli incarichi professionali, del Durc (dichiarazione unica di regolarità contributiva, ndr) delle aziende, nonché le osservanze in materia sismica e idrogeologica».
«Le attività edilizie promosse – ha continuato Dattolo – sono ben lontane dal concetto di cementificazione selvaggia, bensì possono appieno definirsi come attività di riqualificazione e miglioria del patrimonio esistente, con una qualità frutto di una regolamentazione precisa e completa in termini estetici, urbanistici, di salvaguardia e sicurezza». Non la pensano così invece i consiglieri del centrosinistra, che bocciano senza esitazioni la nuova normativa regionale.

IL PD CHIEDE AIUTO A MONTI «Porteremo le nostre perplessità in consiglio dei ministri». Il capogruppo Pd Sandro Principe minaccia di investire il governo Monti della questione e invita la maggioranza a ritirare un provvedimento «pericoloso» e incapace di rimettere in moto l’economia regionale: «La Calabria finora non è riuscita a pensare a uno sviluppo che si basasse sui suoi punti forti, lasciandosi influenzare da ipotesi di sviluppo pensate da altri. Bisogna invece riqualificare le città, i centri storici, i beni culturali: queste sono le politiche che aiutano la crescita. Con questa norma invece la regione diventa produttrice di degrado». Anche il democrat Mario Franchino si scaglia contro la nuova legge, parlando di «serio rischio idrogeologico e di assalto al territorio. Si tratta di un supercondono in deroga a qualsiasi pianificazione». Dello stesso avviso anche Bruno Censore («legge pericolosa per il territorio») e Carlo Guccione, secondo cui «consente permissivismo e discrezionalità eccessivi, che in Calabria possono causare seri danni favorendo la speculazione selvaggia».
Voto contrario anche per Rosario Mirabelli (Api) e Agazio Loiero, che sottolinea come le politiche urbanistiche siano state spesso «uno strumento di profanazione delle bellezze naturali, che invece sono uno degli indicatori di qualità per attrarre il turismo e promuovere lo sviluppo. «Questa legge – ha concluso l’ex governatore – contiene forme di sanatoria surrettizie e permette un eccesso di volumetria in una regione dal forte dissesto idrogeologico e deroghe ai regolamenti comunali e regionali». Il Consiglio ha comunque bocciato tutti gli emendamenti presentati dalle forze di opposizione.

LE DOMANDE ALLA GIUNTA L’Aula ha poi preso in esame alcune interrogazioni presentate dalle forze di centrosinistra. Il consigliere Idv Mimmo Talarico ha esposto alla giunta Scopelliti i rischi connessi all’attraversamento dell’elettrodotto Feroleto-Savuto-Cosenza nei tratti che attraversano alcune frazioni del Cosentino. L’opera della società Terna – ha spiegato Talarico – «presenta, di primo acchito, notevoli incongruenze sotto il profilo della sicurezza e della salute pubblica, in quanto la distanza dei cavi dell`alta tensione e degli stessi tralicci dalle abitazioni risulta essere inferiore ai cinquanta metri previsti dalle normative». Segnalazione questa non confermata dall’assessore all’Ambiente Francesco Pugliano, secondo il quale «l’impianto rispetta i limiti di soglia prescritti dalle leggi nazionali. Non ci risulta ci siano motivazioni tecniche che giustifichino una modifica del tracciato».
È ancora Talarico a riprendere una questione che ha fatto molto discutere nell’ultimo periodo: l’attuazione dei Pisr minoranze linguistiche. Nelle linee guida al provvedimento è stata infatti presentata una situazione demografica che riconosce 48mila abitanti alla minoranza grecanica della provincia di Reggio. Un dato – ha detto il consigliere dipietrista – «che appare sovrastimato rispetto alla sua reale consistenza, essendo la popolazione grecanica non superiore ai 12mila abitanti. Senza una modifica al documento si produrranno effetti iniqui nella spartizione delle risorse finanziarie a svantaggio della minoranza arbereshe». L’assessore al Bilancio Giacomo Mancini addossa le responsabilità alle direttive stabilite dal precedente governo di centrosinistra: «È stata la giunta Loiero a fissare le linee guida. Noi ci siamo solo limitati a trasformare queste delibere in atti concreti che daranno risorse al territorio calabrese». 
Il gruppo Idv ha chiesto delucidazioni anche sulle ragioni del collocamento in cassa integrazione garantita per operai e impiegati dell’Afor. Per De Masi, Talarico e Giordano si tratta di un’operazione dubbia, considerato che «solo pochi mesi fa sono stati assunti decine di Co.co.pro. presumibilmente a seguito di un evidente errore di valutazione rispetto all`effettivo bisogno ed alle risorse finanziarie». L’assessore all’Agricoltura, Michele Trematerra, ha motivato il provvedimento parlando di «assunzioni di diritto pubblico» successive alla pubblicazione di un concorso bandito dalla precedente legislatura.

SOLIDARIETÁ A DON STAMILE Il Consiglio ha poi approvato un ordine del giorno con il quale ha espresso solidarietà nei confronti di don Ennio Stamile – il parroco di Cetraro destinatario nei giorni scorsi di alcune intimidazioni – e della comunità di fedeli della chiesa di San Bruno a Sorianello, la cui sacrestia è stata data alle fiamme questa notte.

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.c.a.r.l. ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Design: cfweb