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«Swap, la rescissione conferma il fallimento del modello Reggio»

REGGIO CALABRIA La «tanto declamata operazione di rescissione dei contratti di finanza derivata» registra «una overdose di comunicati stampa degni della migliore tradizione di propaganda di regime;…

Pubblicato il: 03/02/2012 – 19:19
«Swap, la rescissione conferma il fallimento del modello Reggio»

REGGIO CALABRIA La «tanto declamata operazione di rescissione dei contratti di finanza derivata» registra «una overdose di comunicati stampa degni della migliore tradizione di propaganda di regime; appare singolare che si gioisca per la rescissione di un contratto così fortemente voluto da Scopelliti. In questa direzione prendiamo atto della presa di distanza da parte del sindaco Arena dall’ormai conclamato fallimentare “modello Reggio”». È quanto affermano i consiglieri comunali del centrosinistra e del polo civico a Palazzo San Giorgio, che evidenziano come la recente conferenza stampa del primo cittadino per l’annuncio della risoluzione del contratto che per anni ha onerato l’amministrazione comunale reggina.
Massimo Canale, Demetrio Delfino, Giuseppe Falcomatà, Nicola Irto, Antonino Liotta, Giuseppe Marino (centrosinistra), nonché Giuseppe Bova, Paolo Brunetti e Giuseppe Nocera (polo civico) ricordano: «Abbiamo richiesto ininterrottamente per otto lunghi anni che gli swap fossero rescissi, da ultimo in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione 2011, il 15 settembre dello scorso anno, tramite un emendamento proposto dal centrosinistra e votato anche dal Polo civico cui, tuttavia, il centrodestra scopellitiano ha negato il proprio voto favorevole. Alla luce dei fatti si è trattato di un puerile dispetto che si commenta da sé».
«Gli stessi contratti di finanza derivata erano stati proposti al centrosinistra al tempo in cui governava la città di Reggio Calabria; saggiamente si decise di non accettare quella proposta – si legge ancora nella nota – nella convinzione che il Comune non sia un casinò maltese e che non si possa ipotecare il futuro dei reggini di domani con pericolose scommesse sull’andamento dei tassi finanziari. Al contrario, il centrodestra accolse a man bassa le condizioni aleatorie imposte dalle banche crogiolandosi con il bonus di ingresso nel contratto utilizzato chissà per quali nobili scopi».
L’attacco delle opposizioni in consiglio comunale prosegue: «Ci sorprendono i toni trionfalistici degli ultrà scopellitiani di ogni ordine e grado che esprimono soddisfazione per la rescissione dei contratti; allo stesso tempo ci domandiamo come mai prima Scopelliti e poi Raffa non abbiano agito nella stessa direzione. Infatti, ora come allora, siamo convinti che il Comune di Reggio Calabria sia stato vittima, non proprio inconsapevole, di un accordo leonino da parte delle banche, prova ne sia che i termini della transazione sono stati accettati dagli istituti di credito certamente consapevoli della fragilità delle procedure seguite al tempo della stipula dei contratti. Sarebbe interessante sapere quali altri vantaggi abbiano prodotto gli swap in questi anni e, soprattutto, a beneficio di chi…».
Appare quanto mai inopportuna, dicono ancora i consiglieri comunali delle minoranze, «la difesa postuma di Orsola Fallara, quasi un pianto da coccodrillo dell’intera truppa scopellitiana che non smette mai di stupirci. Aggiungiamo che se vantaggio vi è stato (e ciò è tutto da dimostrare al di là delle affermazioni di Cuzzola), si è potuto realizzare grazie alla crisi economica globale e all’abbassamento dell’Euribor, non certo grazie all’acume dei ragionieri di Palazzo San Giorgio, né alle scelte del superconsulente Pozzoli il quale appena un anno fa dichiarò che il bilancio del nostro Comune era attendibile e veritiero. Reggio non ha bisogno di spot propagandistici – conclude il documento di centrosinistra e polo civico – ma di smaltire le scellerate operazioni politiche giocate in dieci anni sulla pelle della città».

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