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«Musaba ci ha lasciati di stucco». Il parco artistico di Mammola strega i francesi

MAMMOLA La magia del Musaba incanta i giovani francesi. Nell`ambito dello  scambio tra il liceo artistico “Mattia Preti” di Reggio Calabria e il lycée Aragon d’Héricout (Francia), all`interno del p…

Pubblicato il: 14/04/2012 – 12:37
«Musaba ci ha lasciati di stucco». Il parco artistico di Mammola strega i francesi

MAMMOLA La magia del Musaba incanta i giovani francesi. Nell`ambito dello  scambio tra il liceo artistico “Mattia Preti” di Reggio Calabria e il lycée Aragon d’Héricout (Francia), all`interno del progetto Comenius il 25 marzo un gruppo di 44 studenti e 8 docenti/accompagnatori ha trascorso una giornata nel Parco museo laboratorio di Nik Spatari e Hiske Maas a Mammola: visita guidata, laboratorio di mosaico e pranzo al MuSaBaArtHotel.
Pubblichiamo di seguito la riflessione “a caldo” della docente di Lettere Sandrine Font, tradotta dalla collega Giulia Maggi, docente di lingua italiana in Francia.

Ci avevano detto: domenica faremo una gita nella natura e vedremo delle opere d’arte.
Per quanto mi riguarda, avevo immaginato un sentiero con alcuni totem di legno, non vedevo bene a cosa tutto ciò poteva somigliare.
Immaginate la mia sorpresa, quando mi sono trovata di fronte ad una gigantesca lucertola dai denti aguzzi alta quanto un dinosauro, che mi ha fatto ricordare la salamandra di Gaudì del Parco Guell a Barcellona, ma molto più impressionate. Un po’ più in là, abbiamo trovato una sfera ricoperta di mosaici variopinti, che in realtà era composta da due mezze sfere, ma la loro disposizione era fatta in modo così ingegnoso che al visitatore sembrava, a primo impatto, di vedere una sfera intera. Ma non avevamo ancora visto tutte le sculture di bassorilievo scolpite nel muro e che rappresentavano vari personaggi, animali o mostri. Abbiamo provato molto piacere a scovarle e, come mi sono resa conto in seguito, il fascino del sito era dovuto soprattutto a questo: la sorpresa, il piacere della scoperta, perché in ogni luogo si trovava qualcosa di nuovo, in una maniera o in uno stile originale.
Dopo, la nostra guida ci ha portati verso la donna-fontana, figura molto particolare con le braccia a forma di seni, e tutto il nostro gruppo è stato divertito da quella rappresentazione scolpita sul muro, in disparte, di un uomo dotato di un enorme fallo. Rallegrati da queste prime scoperte, non dubitavamo della ricchezza artistica davanti alla quale ci saremmo ben presto trovati: arrivati in cima a una collina, abbiamo scoperto una veduta su un insieme di casette attaccate le une alle altre e decorate da mosaici dai colori vivaci sulle quali sembrava vegliare un gigante metallico in cammino, che ricordava l’opera di Giacometti. Poi siamo entrati in una chiesa moderna dalle vetrate colorate che ci fece subito venir in mente la cappella di Ronchamp di Le Corbusier: la volta era ricoperta da vari dipinti che rappresentavano dei corpi e che ricordavano alcuni espressionisti tedeschi, come Schiele o Kokoschka. Era veramente impressionante trovarsi di fronte a tutta questa profusione artistica, come se un uomo fosse stato capace di dipingere e di scolpire alla maniera di tutti i suoi contemporanei e di trovare il proprio stile grazie a questa padronanza eccezionale. Tutto ciò dava un`impressione un po’ irreale.
Poi, gli alunni si sono esercitati nell`arte del mosaico grazie ai dipinti preparati da Nik Spatari, solido uomo barbuto dallo sguardo lontano, le cui mani avevano realizzato tutti questi prodigi e sembravano ancora pronte a finalizzare gli innumerevoli progetti che ci aveva presentato la guida. Per coronare il tutto, l’artista e sua moglie ci hanno invitati a mangiare in una “cornice” eccezionale. Il pittore ci ha fatto il ritratto con due tratti di pennarello, era talmente disponibile, e questo ci ha procurato un immenso piacere. È stato quasi con rammarico che abbiamo dovuto salutare i nostri ospiti promettendo loro di fare conoscere in giro questo sito eccezionale e, pieni di riconoscenza per i colleghi italiani che ci avevano fatto scoprire questo posto, abbiamo raggiunto il nostro autobus.
Sandrine Font
professeur de lettres au Lycée Aragon d’Héricout (France)

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