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Reperti del Museo dei Brettii e degli Enotri in trasferta a Rose per la XIV settimana della Cultura

ROSE Per la XIV settimana della Cultura il Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza parteciperà all’iniziativa curata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria e la cattedra di…

Pubblicato il: 19/04/2012 – 12:57
Reperti del Museo dei Brettii e degli Enotri in trasferta a Rose per la XIV settimana della Cultura

ROSE Per la XIV settimana della Cultura il Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza parteciperà all’iniziativa curata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria e la cattedra di Archeologia classica dell’Università della Calabria e organizzata con il Comune di Rose dal titolo “La kore di Rose”. «L’occasione – dice la direttrice del Museo Maria Cerzoso – è la mostra allestita presso la sala consiliare del Municipio di Rose, che vedrà esposta per la prima volta la statuetta in bronzo della kore con fiore di loto rinvenuta nel 1940 nel piccolo comune del Cosentino e attualmente custodita nel Museo Nazionale della Sibaritide.
Accanto, una serie di altri reperti provenienti sempre dal territorio di Rose, al fine di ricostruirne la storia e l’archeologia, oltre che il paesaggio urbano. Fra questi un gruppo di reperti conservati al Museo dei Brettii e degli Enotri, recuperati per l’istituzione cosentina probabilmente negli anni ’30 e ’40 del secolo scorso dall’allora direttore del Museo Giacinto D’Ippolito, ispettore onorario alle antichità della provincia di Cosenza, che, con la sua intensa attività e le sue “scorribande” nel territorio, in quegli anni diede una nuova fisionomia ed impulso al Museo della città».
È importante il contributo dei reperti cosentini per la ricostruzione della storia del territorio di Rose: oggetti dell’Età del Ferro (870-720 a. C.) che ricorrono nelle sepolture, appartenenti sia a corredi maschili (ascia, piastra di un pettorale in bronzo) che femminili (bracciale a spirale in bronzo, rocchetti in ceramica per la tessitura) ed un unguentario della fine del IV-inizi del III sec. a.C., che attestano la frequentazione del territorio di Rose in un ampio arco cronologico, già in età protostorica e almeno fino all’età ellenistica e forse oltre.
Altrettanto importante la sinergia e la collaborazione tra istituzioni: Soprintendenza, Università, Comuni e Musei, «che – aggiunge la Cerzoso – mettono a disposizione le proprie competenze e i propri beni al fine della conoscenza di un territorio così ricco di storia, che merita di essere condivisa con la comunità per una sempre maggiore valorizzazione del patrimonio culturale».
La mostra, corredata anche da molti pannelli illustrativi, sarà inaugurataoggi alle 17,30 e sarà visitabile fino a domenica 22 aprile dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Sono previsti, inoltre, laboratori didattici.

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