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Sequestrato il "Cordon bleu", storico ritrovo di Reggio Calabria

La guardia di finanza del nucleo di Polizia tributaria di Reggio Calabria ha sequestrato lo storico ritrovo “Cordon bleu” della città dello Stretto. I sigilli sono stati apposti nell’ambito di una …

Pubblicato il: 24/05/2012 – 11:53
Sequestrato il "Cordon bleu", storico ritrovo di Reggio Calabria

La guardia di finanza del nucleo di Polizia tributaria di Reggio Calabria ha sequestrato lo storico ritrovo “Cordon bleu” della città dello Stretto. I sigilli sono stati apposti nell’ambito di una vasta operazione, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Stefano Musolino, che ha riguardato il patrimonio delle società intestate a Gaetano Tomasello, ex consigliere comunale appartenente alla maggioranza che sosteneva l’allora sindaco Giuseppe Scopelliti, e alla moglie Brunella Fortunata Latella.
Oltre ai coniugi Tomasello, risultano indagati la sorella della donna, Maria Rosaria Latella, Carmelo Salvatore Panzera, Damiano Viglianisi e Senia Saloua. Quest`ultima, di origini marocchine, è la compagna dell`ex consigliere comunale reggino (anch’egli scopellitiano) Dominique Suraci, il cui nome compare in un`indagine della locale Dda su un presunto giro di scommesse sportive online.
Gli indagati devono rispondere a vario titolo di bancarotta impropria, false fatturazioni ed estorsione. I beni sottoposti a sequestro preventivo hanno un valore complessivo di 3 milioni di euro. Si tratta di sette immobili a destinazione commerciale, due capannoni industriali, un’immobile residenziale «di notevole pregio», un altro stabile, un fabbricato rurale e due auto di grossa cilindrata. Il provvedimento ha interessato le società “Gsc s.r.l.”, “Doc market s.r.l.” (che controlla l’omonima catena di supermercati), “Gabrem immobiliare” e la “Gesi group s.r.l”. Questa è un`azienda riconducibile a Senia Seloua. Nell’ambito dell’operazione sono state eseguite perquisizioni sia a Reggio che a Milano, nella sede di quattro società fiduciarie.
L’indagine, spiega la guardia di finanza, ha preso avvio nel febbraio dello scorso anno ed è partita dalla «denuncia di una trentina di dipendenti di alcuni supermercati del capoluogo reggino, i quali lamentavano da alcuni mesi di non percepire lo stipendio e temevano il licenziamento. Gli approfondimenti esperiti dalle Fiamme gialle permettevano di accertare» che Brunella Fortunata Latella e Gaetano Tomasello, «rispettivamente soci unici della società che gestiva i predetti supermercati e di un’immobiliare, in sede di procedura di concordato preventivo dinanzi al Tribunale, avrebbero fatto apparire le due società come enti distinti e separati con contestuale creazione di crediti apparenti tra loro al fine di ingannare i creditori ammessi alla predetta procedura».

Inoltre, nel corso delle indagini è emersa «la costituzione di ulteriori due imprese che attraverso successivi intrecci societari ed affitti di rami di azienda avrebbero permesso una intestazione meramente formale delle stesse in capo ad alcune fiduciarie milanesi anche se di fatto la loro gestione sarebbe sempre rimasta» in capo alla moglie di Tomasello. «Tali manovre avrebbero agevolato la distrazione dal patrimonio della società in liquidazione di numerosi beni di significativo valore commerciale a favore di terzi futuri acquirenti o di società dagli stessi occultamente partecipate. Nel prosieguo delle indagini – conclude la guardia di finanza – venivano infine portati alla luce alcuni episodi estorsivi in danno di dipendenti i quali con minaccia del licenziamento sarebbero stati costretti alla restituzione di una parte degli stipendi certificati in busta paga ma di fatto percepiti per importi inferiori».

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