Ultimo aggiornamento alle 7:13
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

TRAME | La società civile sonnecchia e la Casta si rafforza

LAMEZIA TERME La denuncia come uno strumento di riscatto. Viatico per il cambiamento della Calabria. Reale. Aspetti che per svolgere fino in fondo questo ruolo non possono rimanere di competenza es…

Pubblicato il: 21/06/2012 – 21:39
TRAME | La società civile sonnecchia e la Casta si rafforza

LAMEZIA TERME La denuncia come uno strumento di riscatto. Viatico per il cambiamento della Calabria. Reale. Aspetti che per svolgere fino in fondo questo ruolo non possono rimanere di competenza esclusiva della magistratura, ma, viceversa, devono divenire patrimonio di tutti. Ad iniziare da quella società civile tanto spesso richiamata. Sono le riflessioni emerse nel corso del dibattito su Casta Calabria con il direttore del Corriere della Calabria Paolo Pollichieni, autore del libro con i giornalisti del settimanale, Antonio Ricchio, Eugenio Furia, Pablo Petrasso e Giampaolo Latella. L`appuntamento nella seconda giornata del festival lametino di libri sulle mafie “Trame”, che ha portato Pollichieni a confrontarsi con Sandro Ruotolo, giornalista di Servizio Pubblico, e il sostituto procuratore della Dda di Reggio, Giuseppe Lombardo. «È un pugno che lascia l`amaro in bocca – ha detto Ruotolo descrivendo il senso che ha provato leggendo Casta Calabra – perché racconta storie che tutti i calabresi in fondo conoscono. Ma che non porta alcuna ribellione». Un ruolo da moderatore quello giocato da Ruotolo che si è tramutato, ben presto, in quello di testimone. Così a proposito della Casta, ha raccontato: «Prima i nostri padri invitavano i figli ad entrare in polizia ora li spingono verso la carriera politica». «Perché – si è domandato e ha domandato il giornalista – della Casta è solo la magistratura ad occuparsene?». Una domanda che ha spinto il direttore del Corriere della Calabria ad affermare: «In cima alle responsabilità metto i nostri doveri di cronisti». E ha citato esempi. Come la vicenda dell`intercettazione telefonica al boss di Siderno in cui la figlia chiede aiuto per superare un esame all`Unical. Aiuto puntualmente arrivato. «Non deve essere sempre la magistratura – ha detto a questo proposito il direttore – a rimettere nel giusto binario la storia. Ci saremmo aspettati che fosse stato il mondo universitario a revocare quell`esame. A cercare di fare chiarezza sull`accaduto. Ma nulla. Non è accaduto nulla». Sul libro l`autore ha ironizzato: «È già vecchio visto che è stato superato ampiamente da vicende più attuali. Ci toccherà aggiornarlo al più presto». L`intervento del sostituto procuratore della Dda, Lombardo è partito dagli “omissis” tante volte ripresi nel libro. «Dietro quegli omissis – ha sostenuto Lombardo – si può celare l`intenzione di approfondire un`indagine che si sta portando avanti. Ma anche l`intenzione di distogliere l`attenzione su aspetti che non si intendono affrontare». Poi il magistrato, che sta firmando tante inchiesta delicate contro le potenti `ndrine reggine, ha affrontato un aspetto centrale del lavoro della magistratura: l`obbligatorietà dell`azione penale. «Questo obbligo – ha detto – deve essere interpretato come obbligo di investigare, di approfondire. È l`unica strada per comprendere ciò che è lecito da ciò che non lo è». E a proposito dei legami tra `ndragheta e politica il magistrato reggino ha sottolineato: «Nel nostro sistema giudiziario il legislatore ha abbinato quasi sempre i reati di concussione e corruzione al denaro o ad altre utilità. Ma c`é un contesto nel quale non l`ha fatto e non intende farlo ed è il patto di scambio politico-mafioso. Dietro quella scelta c`é tutto un mondo e mi viene da riflettere che l`ostacolo sia veramente insormontabile». E su chi deve dare risposte per vedere una Calabria diversa, Lombardo non ha dubbi. «La società civile – ha sostenuto – deve conquistare spazi di libertà che devono essere, poi occupati, da persone perbene». Sul futuro il magistrato ha avuto parole di speranza: «La Calabria non è una terra perduta ma è una terra che tutti quanti, ora e subito, dobbiamo riconquistare».

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.c.a.r.l. ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Design: cfweb