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Reggio, il sindaco punta sulla vendita degli immobili per ripianare il buco finanziario

REGGIO CALABRIA Niente paura, la dismissione ci salverà. È questo il messaggio subliminale che ha attraversato la conferenza stampa convocata questa mattina dal sindaco di Reggio, Demetrio Arena. U…

Pubblicato il: 27/06/2012 – 13:03
Reggio, il sindaco punta sulla vendita degli immobili per ripianare il buco finanziario

REGGIO CALABRIA Niente paura, la dismissione ci salverà. È questo il messaggio subliminale che ha attraversato la conferenza stampa convocata questa mattina dal sindaco di Reggio, Demetrio Arena. Un incontro utile a sottolineare i buoni risultati ottenuti dal grande piano di vendita del patrimonio pubblico ma soprattutto a tranquillizzare gli animi in vista del prossimo programma triennale di rientro dal debito. Un “buco” finanziario di 118 milioni di euro, come ufficilizzato dallo stesso Arena la scorsa settimana. Dunque, la via d’uscita è una sola: mettere in vendita i “gioielli di famiglia” e sperare che il mercato faccia la sua parte, malgrado la crisi economica imperante. Il sindaco è convinto della bontà di questo disegno, e la ribadisce con forza: «È definitivamente archiviata la polemica sulla legittimità di ripianare il debito con i soldi del patrimonio». Quella messa in atto dal Comune di Reggio, inoltre, rappresenta «la più grande operazione di dismissione di sempre», portata avanti «da una macchina organizzativa molto efficiente». Concetti ripresi anche dall’assessore al Patrimonio edilizio Walter Curatola, che ricorda le «tantissime critiche ricevute» accolte in «silenzio». «Adesso – ha continuato – il tempo delle polemiche è finito, perché sappiamo che possiamo vendere 200 milioni di beni, in passato già approvati dalla giunta Scopelliti». Certo, Curatola non nasconde le difficoltà implicite in un contesto economico in cui «c’è una contrazione della domande, sebbene i prezzi della dismissione siano vantaggiosi». Finora i dati sono incoraggianti, e l’assessore li mette in fila uno a uno. A partire dal risultato del primo bando, con le 1575 richieste di acquisto di alloggi per un introito vicino ai 35 milioni di euro. Cifre a cui si devono aggiungere i 3,5 milioni in arrivo nei prossimi due mesi che vanno ricompresi negli 11, relativi al secondo bando del 2012. Questa gara ha visto la vendita di 115 alloggi in via Cava (per un incasso di 5,5 milioni), 65 in via Sbarre Superiori (4,1), 8 a San Sperato (220mila euro) e 31 in zona Oliveto (637mila). Curatola ha voluto soprattutto rimarcare i meriti delle tre società che hanno curato tutte le fasi della dismissione (la Sati, società in house del Comune, più le partecipate Recasi e Reges) e il nuovo modus operandi nei confronti dei soggetti non in regola con i pagamenti. Le decadenze per morosità, per il solo bando del 2011, sono state 500. L’obiettivo dichiarato è di ripristinare la legalità in un settore, quello dell’edilizia pubblica, da sempre soggetto a un lassismo tacitamente consentito. «Non possiamo più permetterci di tollerare l’abusivismo o il mancato rispetto degli obblighi contrattuali», ha detto ancora Curatola. Che a questo proposito ha motivato anche la nuova nomina di Alfredo Priolo a dirigente del settore Patrimonio con la necessità di riportare la normalità e il rispetto delle regole in un contesto dominato da irregolarità diffuse. «Dopo gli incarichi a Pietro Emilio e Enzo Cuzzola – ha spiegato l’assessore -, il cui apporto è stato fondamentale per mettere in moto il procedimento di dismissione, è arrivato il momento di aggredire gli abusivi e i morosi». Priolo ha spiegato quale sarà il suo compito, primo tra tutti «la liberazione degli alloggi invasi arbitrariamente». «Sarà lui lo sceriffo che andrà a ripristinare la legalità», ha commentato l’ex dirigente del settore Enzo Cuzzola, per il quale quella messa in atto dal Comune «non è una battaglia contro i poveri, perché la dismissione è diventata necessaria in tutto il sistema Italia. Bisogna concentrare l’attenzione su chi non paga i servizi e i canoni di locazione, tenendo presente che questi comportamenti danneggiano tutti». Nel frattempo, la giunta comunale prepara un nuovo bando per i prossimi mesi, in cui verranno messi in vendita 60 alloggi in via Cava (per un incasso stimato in 3,5 milioni di euro), 110 a San Brunello (6 milioni), l’ex fabbrica Italcitrus (2,8) e l’ex Ipam (2). A questi vanno aggiunti anche le 1200 abitazioni rimaste invendute nella prima asta del 2011. Sommando le entrate di tutti i bandi, Curatola è convinto di poter racimolare in poco tempo circa 50 milioni di euro. L’amministrazione procederà poi alla vendita all’incanto di tutti quei beni occupati da chi non è tutelato dalla legge 560 (la norma che stabilisce i criteri per usufruire di questi alloggi) e che non ha presentato la relativa domanda di acquisto.

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