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Corecom, il Tar respinge il ricorso della Gulisano

LAMEZIA TERME Silvia Gulisano dovrà, almeno per il momento, riporre nel cassetto le sue ambizioni di ritornare alla guida del Corecom. Il Tar di Reggio Calabria ha infatti respinto il ricorso prese…

Pubblicato il: 27/06/2012 – 15:32
Corecom, il Tar respinge il ricorso della Gulisano

LAMEZIA TERME Silvia Gulisano dovrà, almeno per il momento, riporre nel cassetto le sue ambizioni di ritornare alla guida del Corecom. Il Tar di Reggio Calabria ha infatti respinto il ricorso presentato contro la nomina di Alessandro Manganaro, Paolo Posteraro (in realtà quest`ultimo si è dimesso e ora si attende l`indicazione del nuovo commissario) e Gregorio Corigliano. «La controversia – scrivono i giudici amministrativi nella sentenza depositata qualche giorno addietro – appartiene alla giurisdizione dell`autorità giudiziaria ordinaria». Tradotto: il Tar sarebbe incompetente a decidere e il giudice preposto sarebbe quello ordinario.
La decisione, contro la quale la Gulisano presenterà ricorso al Consiglio di Stato, non è un inedito. Già negli scorsi anni (precisamente nel 2009), sempre a proposito di nomine contestate al Comitato regionale per le comunicazioni, il Tar si era dichiarato incompetente davanti al ricorso promosso da Raffaele Naccato contro la decisione dell`allora presidente del consiglio regionale (Peppe Bova) di nominare Giovanni D`Amico nell`organismo. Di contro, c`è una decisione del Consiglio di Stato che, ribaltando una decisione del Tar, è intervenuto ripristinando in sella al Corecom della Campania i componenti che erano stati inizialmente esclusi.

LA VICENDA GULISANO I due ricorsi della Gulisano vengono presentati nel mese di gennaio dopo l`ufficializzazione, da parte del presidente del Consiglio Franco Talarico, della nuova terna indicata per guidare il Corecom. Il primo è contro il decreto di decadenza del precedente comitato regionale delle telecomunicazioni, il secondo avverso la nomina dei nuovi componenti. Nelle 51 pagine preparate dal legale della Gulisano, Giuseppe D’Ippolito, c’è un campionario di accuse anche gravi: violazioni costituzionali, della legislazione nazionale, eccesso di potere, violazione delle stesse leggi regionali, illegittimità, omissioni, abusi «e persino – attacca la Gulisano – documenti falsi. Nel decreto viene semplicemente motivato che il precedente comitato era stato nominato senza la componente di minoranza. Un risultato che è scaturito sulla base di una votazione unanime del consiglio regionale che affidava al presidente del Consiglio i poteri sostitutivi di nomina. A quel comitato – ricorda sempre l’ex presidente del Corecom – poi da me presieduto non è stato mai mosso alcun rilievo, nonostante la fase delicata in cui ha operato sotto elezioni per valutare e garantire il rispetto della par condicio. E poi – aggiunge – se l`opposizione avesse avuto da ridire sulla composizione avrebbe potuto tranquillamente farlo impugnando le nomine davanti al Tar oppure reclamando il mancato rispetto della normativa regionale». ?C’è qualcosa che non torna, insomma. Le attenzioni sono concentrate sul comma 9-bis della legge calabrese 27/2011 che ha reso possibile l’azzeramento del Corecom targato Gulisano-Campanella-Manganaro.

GLI ELENCHI TAROCCATI Ma ci sono aspetti più gravi. Nel ricorso di fa riferimento, addirittura, a «carte false», a un presunto «broglio» elettorale: la Gulisano e il suo legale rendono pubblici in conferenza stampa (in realtà la pubblicazione era stata anticipata dal Corriere della Calabria) gli elenchi dei nominativi con le candidature presentate per l’elezione dei componenti del Corecom nei quali non figura (né nell’elenco approvato dall’Ufficio di presidenza del Consiglio il 6 settembre 2010 e neppure in quello approvato il 19 settembre 2011) il nominativo (si tratta di Paolo Posteraro) di uno degli eletti lo scorso 30 dicembre dal presidente Franco Talarico. «Nulla da ridire – mette le mani avanti la Gulisano – rispetto alla composizione del nuovo comitato formato da persone degnissime e preparate. Non è questo il punto».
Tuttavia, proprio nelle scorse settimane, sono arrivate le dimissioni di Posteraro. Che hanno fatto seguito alla nomina di suo padre a componente dell`Agcom.

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