A rischio i fondi chiesti all`Ue per l`emergenza neve
ROMA Il conto proposto all`Unione europea è così salato che, a Bruxelles, hanno fatto un salto dalla sedia quando l`Italia ha inviato il dossier sui danni causati dall`ondata di gelo dello scorso inv…

ROMA Il conto proposto all`Unione europea è così salato che, a Bruxelles, hanno fatto un salto dalla sedia quando l`Italia ha inviato il dossier sui danni causati dall`ondata di gelo dello scorso inverno. E al rapporto – un conto da 2,7 miliardi di euro – partecipa anche la Calabria, con una cifra che poco si addice quantomeno alla percezione che in Europa hanno del nostro clima. Diciassette milioni di euro di danni fatti dalla neve e dal ghiaccio in un`area che più mediterranea non si può, saranno sembrati un po` troppi al commissario europeo Hahn, che aveva già avuto parole non proprio tenere nei confronti della Regione in tema di fondi europei. Ma tant`è, le ottocento pagine della Protezione civile hanno spaventato l`Ue al punto da farle minacciare il blocco dei finanziamenti. Di regioni in fila per avere i soldi da Bruxelles per l’emergenza neve ce ne sono ben undici. E la relazione recapitata sostiene il coinvolgimento di 13 milioni di cittadini (il 56% dei residenti nell’area delle regioni colpite, che sono poco più di 24 milioni).
Un aiuto imprescindibile per le province davvero colpite dall’emergenza neve, mentre le altre tentano di battere cassa. In ogni caso, il rischio è ora che Bruxelles chiuda i cordoni della borsa e dichiari l’intero dossier irricevibile.
Il dossier ha suscitato più di una perplessità nei funzionari del commissario Hahn. Troppe undici regioni, e troppo fumose le loro giustificazioni addotte da alcune di loro per ottenere la copertura di danni non strutturali e non permanenti. È evidente il sospetto che qualche giunta ci possa aver marciato, han pensato e pensano nell’Unione Europea. Il documento chiede di accedere al fondo a beneficio della regione Marche (danni stimati in 985 milioni di euro), l’Emilia Romagna (473 milioni di euro), l’Umbria (357 milioni di euro). Ma anche del Lazio (268 milioni di euro) e l’Abruzzo (240 milioni di euro), e così il Molise (164 milioni di euro), la Toscana (34 milioni), la Puglia (43), la Basilicata (ben 92) e, appunto, la Calabria (17 milioni di euro).