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Nuovi guai giudiziari per il governatore: «Sono indagato per il caso Sarlo»

REGGIO CALABRIA L’annuncio è arrivato dal diretto interessato: «Sono stato convocato in Procura dal dottore Dominijanni perché indagato per la vicenda che riguarda la nomina della dirigente Sarlo. …

Pubblicato il: 03/08/2012 – 19:43
Nuovi guai giudiziari per il governatore: «Sono indagato per il caso Sarlo»

REGGIO CALABRIA L’annuncio è arrivato dal diretto interessato: «Sono stato convocato in Procura dal dottore Dominijanni perché indagato per la vicenda che riguarda la nomina della dirigente Sarlo. L’assessore Tallini ha già detto che si è trattato di una scelta collegiale e io da presidente fornirò con serenità ogni chiarimento necessario». Peppe Scopelliti prova a giocare d’anticipo e annuncia in conferenza stampa, durante una pausa dei lavori del consiglio regionale, la sua iscrizione nel registro degli indagati per la vicenda della nomina a dirigente generale della Regione di Alessandra Sarlo. Il governatore trova anche modo di essere ironico: «So già che questa notizia riempirà le prime pagine di tutti i giornali ma ormai siamo abituati a tutto».

IL DIPARTIMENTO CONTROLLI
La vicenda che vede coinvolto pure il governatore calabrese prende il via con la delibera 308 del 12 luglio 2011. Su proposta dell`assessore pidiellino Tallini, si decide di istituire il dipartimento Controlli. Un`area in più, con un dirigente in più. Il fatto genera non pochi mugugni nei corridoi della Regione. Ma tant`è. Il 26 luglio viene pubblicato sul sito della Regione l`avviso interno per il conferimento dei relativi incarichi dirigenziali (per le altre nomine degli esterni non lo aveva fatto, ndr), prevedendo la scadenza dopo soli sette giorni. L`11 agosto del 2011 la giunta regionale sancisce che nessuna delle nove candidature interne risultava idonea all`incarico del nuovo dipartimento. Per coprire il buco in organico, il 16 agosto la Regione pubblica un avviso (ma solo sul sito della Regione, né sui giornali né sul Bollettino ufficiale) che scade dieci giorni dopo. A distanza di cinque giorni, la giunta nomina il direttore generale esterno, Alessandra Sarlo, per un breve periodo commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia. Proprio quest`ultima nomina è valsa l`accusa di corruzione contestata al consigliere regionale della Calabria Franco Morelli nell`ambito dell`indagine della Dda di Milano “Infinito”. La Sarlo è, infatti, moglie del magistrato Vincenzo Giglio, il giudice che avrebbe fornito notizie riservate al consigliere Morelli.

AL VERTICE DELL’ASP DI VIBO
Se la nomina di Alessandra Sarlo al dipartimento Controlli è finita nel mirino della Procura di Catanzaro, il suo precedente incarico (commissario straordinario dell`Asp di Vibo) era addirittura entrato nei brogliacci di un`operazione antimafia. Si tratta di Infinito, l`inchiesta che ha portato al clamoroso arresto di Franco Morelli. Al centro dell`indagine, (anche) i rapporti del consigliere regionale con Giglio. Il 10 aprile 2010, poco dopo l`elezione in consiglio regionale di Morelli, un sms mette i magistrati sulle piste delle nomine regionali: «Ti confesso un piccolo segreto: mia moglie fa parte della piccola cerchia di persone a cui piace lavorare molto. Perciò, quale che sia la destinazione, per favore, che sia un posto fortemente operativo e non di mera rappresentanza. Questo per la sua serenità e per il mio equilibrio interiore per cui invoco la solidarietà maschile. Grazie». Detto, fatto. La moglie del magistrato viene nominata dalla giunta regionale, su proposta del governatore Scopelliti, commissario straordinario dell`Asl di Vibo Valentia.

L’ASSESSORE TALLINI INDAGATO
«Nel corso dell’interrogatorio, che si è svolto in un clima sereno e corretto, ho ricostruito, anche con l’ausilio dei documenti, l’iter che ha portato alla nomina della dottoressa Sarlo. Un iter che continuo a ritenere, fino a prova contraria, corretto e legittimo, culminato con una decisione collegiale della giunta sulla necessità che a controllare l’attività dei dirigenti regionale fosse una personalità esterna, allo scopo di evitare prevedibili condizionamenti». Queste sono state le parole usate nelle scorse settimane dall’assessore regionale al Personale, Mimmo Tallini, dopo l’interrogatorio in Procura a Catanzaro. Tallini, indagato per abuso d`ufficio insieme alla dirigente dell`assessorato Rosalia Marasco, durante il colloquio con il magistrato Gerardo Dominijanni sostenne che si trattò di una decisione presa collegialmente dalla giunta guidata dal presidente Scopelliti. Lo stesso assessore invitò il pubblico ministero ad ascoltare gli altri membri dell`esecutivo. Cosa che è realmente avvenuta.

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