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Muzzì pungola gli esponenti catanzaresi del Pdl: «Scopelliti ci penalizza e voi restate in silenzio»

CATANZARO «Ma i consiglieri regionali di centrodestra, eletti nella provincia di Catanzaro, hanno gli occhi coperti da fettine di prosciutto? Non sono attenti a quanto sta succedendo fuori dai conf…

Pubblicato il: 14/08/2012 – 15:42
Muzzì pungola gli esponenti catanzaresi del Pdl: «Scopelliti ci penalizza e voi restate in silenzio»

CATANZARO «Ma i consiglieri regionali di centrodestra, eletti nella provincia di Catanzaro, hanno gli occhi coperti da fettine di prosciutto? Non sono attenti a quanto sta succedendo fuori dai confini della provincia che loro, più dei loro colleghi di centrosinistra, avrebbero il sacro santo dovere di difendere?». È la domanda che si pone Mario Muzzì, ex presidente della Field e dirigente del Pd calabrese. La sua è denuncia contro l`immobilismo che a suo dire caratterizzerebbe gli esponenti catanzaresi del centrodestra: «Forse si sta verificando che il tanto osannato “modello Reggio” li sta ponendo nelle condizioni che deliberano senza sapere del contenuto di tanti atti che loro stessi – mi riferisco soprattutto ai consiglieri nominati assessori – con il loro voto contribuiscono a rendere esecutivi in favore della città e della Provincia di Reggio Calabria? Personalmente ho sempre evitato la polemica sulle vicende giudiziarie, persino quelle su cui neanche la posizione più garantista concede margini di possibilità che possano esistere ragionevoli dubbi sulla colpevolezza degli indagati, e quindi ritenendomi annoverato tra quanti sono speranzosi che la legislatura regionale si concluda anticipatamente non a seguito di possibili condanne ma per motivazioni squisitamente politiche, prendo spunto dalle dichiarazioni rese da molti autorevoli rappresentanti del centro destra per chiedere sommessamente se ritengono ragionevole continuare ad assistere, voltati dall’altra parte,  in questa azione sottile e persistente di spoliazione di Catanzaro del suo ruolo istituzionale di capoluogo regionale». Muzzì elenca le decisioni che avrebbero penalizzato la città: « Basterebbero da sole le decisioni adottate nella distribuzione dei Fondi Fas, le manifestazioni più importanti finanziate con i fondi del Turismo (Miss Italia nel Mondo, concerto Muti),  i trasferimenti e gli interventi nella Sanità, la gestione delle manifestazioni culturali, la suddivisione dei Fondi Fas e le infinite attenzioni per i territori extra provinciale per sperare che finalmente l’orgoglio e la dignità dei rappresentanti catanzaresi di questa maggioranza avessero il sopravvento sulla loro inspiegabile e ingiustificabile devozione nei confronti di un “capo” che li sta utilizzando non per fare il presidente della Regione ma il sindaco e il presidente rispettivamente della città e della Provincia di Reggio Calabria. Prendano esempio dai loro colleghi di Cosenza che almeno si fanno rispettare nei settori di competenza affidati alle loro responsabilità specifiche. Assessore Aiello e assessore Tallini, se ci siete battete un colpo».
Da qui alla risposta a chi (vedi il consigliere regionale Mario Magno) ha nei giorni scorsi criticato il Pd per la presentazione della mozione parlamentare sulle questioni calabresi, il passo è breve: «l di là del fatto che l’occasione è stata propizia al compagno Magno per esternare le solite vaghe e reiterate sviolinate nei confronti del presidente Scopelliti, naturalmente accompagnate dal solito giudizio tranciante sull’operato della  precedente giunta regionale, mi piace sottolineare come il presidente della commissione Riforme, lungi dall’entrare nel merito della mozione, non abbia potuto fare a meno di ammettere il suo scetticismo sull’esito della stessa  anche perché “conosce molto bene lo spirito poco costruttivo e molto demagogico che accompagna tali iniziative”.
Capisco le ragioni del gioco di squadra che hanno spinto il “compagno” Magno ad avventurarsi in una dichiarazione di tale tenore e questo mi fa comprendere i motivi ispiratori, ma vorrei stuzzicarlo al punto da chiedergli se se la sente di specificare meglio, magari facendo ricorso a quella immaginazione di cui si dichiara dotato, il campo delle conoscenze maturate che lo hanno spinto  ad affermare giudizi così pesanti su una iniziativa che, al di là della metodologia e dei contenuti, rappresenta comunque un’occasione propizia per discutere in termini innovativi sulle gravi problematiche della nostra Calabria».

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