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I Bronzi di Riace trovati 40 anni fa. Il "giallo" della terza statua

REGGIO CALABRIA Sono trascorsi esattamente 40 anni da quando, il 16 agosto del 1972, vennero trovati, nel mare al largo di Riace, due statue di bronzo raffiguranti due antichi guerrieri. E con il p…

Pubblicato il: 16/08/2012 – 12:14
I Bronzi di Riace trovati 40 anni fa. Il "giallo" della terza statua

REGGIO CALABRIA Sono trascorsi esattamente 40 anni da quando, il 16 agosto del 1972, vennero trovati, nel mare al largo di Riace, due statue di bronzo raffiguranti due antichi guerrieri. E con il passare degli anni i due guerrieri hanno conquistato il fascino e l`attenzione del mondo intero. Da tre anni le due statue si trovano nella sede del consiglio regionale, a Reggio Calabria, dove sono stati trasferiti per consentire i lavori di ristrutturazione del museo. Per l`occasione anche le due statue sono state sottoposte a una sofisticata opera di restauro.
E se negli ultimi mesi il dibattito si è concentrato sui ritardi nel trasferimento a Palazzo Piacentini, sugli annunci della politica e su una più volte promessa cerimonia di inaugurazione con il presidente della Repubblica in occasione del 150esimo anniversario dell`Unità d`Italia (con almeno un anno di ritardo…), si torna a parlare del “terzo bronzo”. E del mistero che lo avvolge. In un dettagliato servizio della giornalista calabrese Tamara Ferrari pubblicato sul numero di Vanity Fair in edicola da oggi, si parla di una catena di furti che dalla Locride porta in America, passando anche per un sequestro. Un testimone sentito dalla cronista del settimanale parla di «ruberie» iniziate a Riace già dal mese di febbraio di quel 1972. Tra mareggiate e pesca a strascico, iniziarono a riemergere reperti tra cui un elmo e uno scudo, fatto pescare da un medico locrese con l`aiuto di due sub comaschi. «Per far tacere i marinai – si legge nell`articolo – gli diedero un contentino di sei milioni di lire».
Viene inoltre riportata la testimonianza in base alla quale una statua aveva uno scudo. Oggi, almeno ufficialmente, non ve n`è rimasta traccia – così come di un elmo e di una lancia. Un ricettatore calabrese, nella primavera di quel `72, avrebbe contattato il curatore del Getty Museum di Malibu per vendergli uno scudo: si sarebbero accordati per 20mila dollari (ma solo 6mila ne sarebbero stati corrisposti). «Si dice che molti altri pezzi sono stai venduti», spiega il testimone contattato dalla Ferrari. La storia all`apparenza comune a molte altre “normali” storie di ricettazione s`intreccia però con il sequestro a Roma, il 10 luglio dell`anno seguente, di John Paul Getty, nipote del quasi omonimo proprietario del museo di cui sopra (Jean Paul), uno degli uomini più ricchi d`America. Il nonno rifiutava di pagare il riscatto, gli tagliarono un orecchio e «cinque mesi dopo lo liberarono sull`A3, dopo aver ricevuto un miliardo e 700 milioni. E così anche la `ndrangheta avrebbe fatto il suo affare coi bronzi».

DUE DATE PER LA RIAPERTURA    
Secondo la soprintendente per i beni archeologici e culturali della Calabria, Simonetta Bonomi, per Natale i due guerrieri «torneranno nuovamente a casa». «Il restauro delle statue – ha affermato – è terminato alla fine dell`anno scorso e sono poi rimasti nell`ambiente climatizzato del consiglio regionale in attesa dell`ultimazione dei lavori al museo. Ora che sono stati sbloccati dal Cipe i sei milioni di euro si è provveduto già a cantierizzare i lavori che saranno ultimati, se tutto va bene, entro dicembre. Quindi entro Natale i Bronzi potranno tornare nel museo». La stessa Bonomi, alla inviata di Vanity aveva parlato di una tempistica un po` più dilatata nel tempo: «Fino a marzo le statue resteranno nella sede del consiglio regionale».
A ritrovare le due statue, a 300 metri dalla spiaggia di Riace, fu il sub dilettante Stefano Mariottini. I carabinieri, utilizzando un sistema di palloni gonfiati a gas, estrassero dalla sabbia la prima statua il 21 agosto e l`altra il giorno successivo.

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