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GOLETTA VERDE | Per la Regione è "boicottaggio"

CATANZARO È una lunga e articolata replica, quella che la Regione dirama alcuni giorni dopo la “deflagrazione” della bomba di Goletta Verde, secondo cui il mare calabrese versa in pessime condizion…

Pubblicato il: 17/08/2012 – 14:03
GOLETTA VERDE | Per la Regione è "boicottaggio"

CATANZARO È una lunga e articolata replica, quella che la Regione dirama alcuni giorni dopo la “deflagrazione” della bomba di Goletta Verde, secondo cui il mare calabrese versa in pessime condizioni. Dopo la precisazione di Arpacal, fornita per tentare di smentire il Rapporto 2012, a prendere posizione è l’assessore all’Ambiente, Francesco Pugliano. Il terreno di confronto è quello legato alla metodologia scientifica adottata per stabilire la qualità delle acque, che la Regione contesta, adombrando addirittura il sospetto, difficilmente dimostrabile, di un “boicottaggio” della Calabria a beneficio del turismo in altre regioni. Nella querelle fondata sui numeri, resta sullo sfondo, paradossalmente, ciò che è sotto gli occhi di tutti e che i cittadini denunciano da mesi: cioè il reale (e grave) stato di salute del Tirreno e dello Jonio calabresi.
«Visto che si tenta di far passare i dati di Goletta Verde come se fossero validati dalla massima autorità scientifica che certifica lo stato di salute del nostro mare, quando essa stessa conferma che l`85% dei controlli effettuati riguarda campioni prelevati alla foce di fiumi, torrenti o scarichi di depuratori e, nello stesso tempo, con giudizi artefatti che smentiscono gli stessi dati, le domande nascono spontanee. A chi giova – si chiede Pugliano – distorcere la lettura e la valutazione dei dati presentati dal Rapporto 2012 di Goletta Verde e farli passare, in maniera marchiana e mistificatrice, quale termometro dello stato di salute del nostro mare? Perché questa crociata contro una regione che tenta in tutti i modi di riprendersi da una politica cinquantennale di sfruttamento delle sue risorse da parte di imprese insensibili ed irresponsabili nei confronti dell`ambiente e della salute dei calabresi?». Una “congiura” che, tra le altre cause, per l’assessore sarebbe la conseguenza della «propensione degli italiani a individuare ancora la Calabria, quale meta da programmare per le proprie vacanze». E questa tendenza (non riscontrata, tuttavia, dagli operatori del settore e dagli albergatori) darebbe «fastidio a chi vorrebbe guidare o condizionare i flussi turistici verso regioni del nord».
Nel merito dei rilievi di Goletta Verde, Pugliano afferma che «limitare il controllo delle acque destinate alla balneazione alle foci dei fiumi non è sicuramente “monitoraggio ambientale”, non ne ha valenza scientifica, né statistica ma, al contrario, inficia e distorce il dato reale. Estendere una criticità verificata sul dato analitico (foce del fiume o torrente) che, tra l`altro, la normativa vigente indica come area non balneabile, a determinare un giudizio negativo su chilometri di costa che godono di acque cristalline e pulite, appare delittuoso, tanto quanto inquinarle». Così, attacca l’esponente della giunta regionale, «l`assegnazione della Bandiera nera alla Calabria appare incomprensibile e inspiegabile».
«Il controllo vero, completo, imparziale, oggettivo e uniforme, sullo stato di salute del mare – incalza Pugliano – viene assicurato dalle diverse Arpa regionali, con cadenza mensile da aprile a settembre, coerentemente a quanto disposto dalle normative nazionali, che recepiscono direttive europee».
Quanto alla modalità con cui vengono effettuati i controlli, «i punti di prelievo di campioni per monitorare lo stato di salute del mare, per ogni regione, è di circa uno ogni chilometro di costa, mentre per Goletta Verde oscilla a fisarmonica, da un punto di prelievo ogni sette chilometri del Molise, ad un punto di prelievo ogni ottantasei chilometri della Sardegna. In Calabria su 670 chilometri di costa balneabile i punti di prelievo utilizzati da Arpacal sono 651 (quelli di Goletta Verde sono 24) per un totale di 7.812 analisi, con intensificazione dei controlli quando i risultati ottenuti non sono conformi ai limiti imposti dalla normativa. Da tale intensa e costante attività – conclude Pugliano – si conferma un livello qualitativo eccellente per il 95% delle acque di balneazione della Calabria».

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