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I promotori de "L`altro manifesto": «Indignati. Ma senza colore politico»

Ci tengono a non essere indicati come militanti di partito. Anzi, l`accostamento “ideologico” è proprio ciò che desiderano fortemente evitare. I promotori de “L’altro manifesto”, cioè la spontanea …

Pubblicato il: 21/09/2012 – 17:39
I promotori de "L`altro manifesto":  «Indignati. Ma senza colore politico»

Ci tengono a non essere indicati come militanti di partito. Anzi, l`accostamento “ideologico” è proprio ciò che desiderano fortemente evitare. I promotori de “L’altro manifesto”, cioè la spontanea presa di posizione di centinaia di reggini dopo il documento contro la presunta «criminalizzazione» della città, non hanno alcuna intenzione di passare per supporter dell’una o dell’altra parte politica. Sono semplicemente cittadini stufi della solita tiritera sul “modello Reggio” e dicono chiaramente di amare la città dello Stretto «non perché è bella, ma perché è casa» loro. Tutto qui.
Proprio perché la loro è una denuncia spontanea, accorata e soprattutto terza e oggettiva, i promotori de “L`altro manifesto” rimarcano l`assoluta oggettività e imparzialità dell`iniziativa a cui hanno dato vita. Si tratta di un atto scritto a più mani, con un contributo plurale, aperto e democratico: nato “dal basso” e non attribuibile all’opera di singoli redattori. Nessun regista dietro le quinte: tutto alla luce del sole.
«Eravamo preparati. Sapevamo che sarebbe arrivato il momento di inviare questa email – scrivono in un comunicato i promotori –. Nelle ultime ore leggiamo sempre più frequentemente di un presunto accostamento de “L`altro manifesto” agli esponenti della sinistra reggina. Prima che questa voce si tramuti in “verità indiscussa” dei media, vogliamo strozzarla istantaneamente. L`altro manifesto – si legge ancora – è stato scritto e pubblicato da persone che non hanno alcun legame né con le componenti politiche reggine, né con altri movimenti, associazioni, sindacati. Siamo cittadini che lavorano seriamente e onestamente. Non è importante qualificarci diversamente. Non vogliamo vetrine, né abbiamo altri interessi fuorché quello di mostrare a “quelle” persone che non tutta la città chiude gli occhi e si volta dall`altro lato».
«L`unico legame che abbiamo – prosegue il documento – è quello con il nostro stomaco. Abbiamo scritto di getto e d`istinto il manifesto. La gente è entrata nel sito internet, ha copiato l`indirizzo email, ha acceduto alla propria casella di posta elettronica e ci ha inviato la sottoscrizione. Non abbiamo ottenuto sottoscrizioni al buio con “inviti via sms”. Tutto questo è una manifestazione di insofferenza e di voglia di partecipare al grido della gente comune e deve metaforicamente rappresentare il fiato sul collo dei veri nemici della città».
L’adesione di alcuni rappresentanti di partito però c’è stata. Spiegano gli autori de “L’altro manifesto”: «Anche noi, come tutti, abbiamo riconosciuto, tra le firme che ci sono pervenute, i nomi di alcuni esponenti della politica reggina. Nessuno di noi può impedire a qualcuno di sottoscrivere il manifesto in qualità di semplice cittadino. Inseriremo chiunque ce lo chieda. Ma che nessuno si permetta di dare una connotazione politica alla nostra iniziativa. Non serve interpretazione a questo comunicato. Il messaggio è questo: le persone che hanno scritto e pubblicato l`altro manifesto non hanno alcun rapporto con le componenti politiche della città di Reggio Calabria. Al momento – conclude la nota – 386 “cittadini” sono ufficialmente indignati».

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