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La delusione di Trematerra: «Il Pd è riformista solo a parole»

CATANZARO «Leggo che il commissario del Pd, Alfredo D`Attorre ha condiviso l`atteggiamento del gruppo consiliare del suo partito sull`abbandono dell`Aula, quando s`è discusso della riforma di Afor …

Pubblicato il: 28/09/2012 – 15:42
La delusione di Trematerra: «Il Pd è riformista solo a parole»

CATANZARO «Leggo che il commissario del Pd, Alfredo D`Attorre ha condiviso l`atteggiamento del gruppo consiliare del suo partito sull`abbandono dell`Aula, quando s`è discusso della riforma di Afor ed Arssa. Riforma che, ricordo a me stesso anzitutto, non è fatta di due cartelline scritte a mano e sconosciute ai più, ma consta di due ben articolati progetti di legge, elaborati dal mio dipartimento ed approvati dalla giunta regionale e dalla Commissione competente e messe a disposizione, abbondantemente, di tutti. Nessuno escluso, con il fine di avere contributi e controproposte, che non fossero, come purtroppo è stato, soltanto dinieghi e rinvii mai motivati e sempre generici».
È quanto afferma, in una nota, l`assessore regionale all`Agricoltura, Michele Trematerra. «Francamente, proprio alla luce di quanto accaduto – prosegue Trematerra – dinanzi ad una riforma ben congegnata, che ha sempre dato assicurazioni sia sulla protezione dei livelli occupazionali che sul futuro dell`Ente in questa complessa congiuntura, l`opinione di D`Attorre mi lascia basito. Ma come si puo` essere riformisti a tutto tondo a parole e poi, nei fatti, sfuggire al confronto, quando una riforma in senso `montiano`, moderna e compatibile con i tempi che viviamo e` bella e pronta e non chiede altro che di essere emendata da ragionevoli innesti ed approvata? Oppure secondo D`Attorre le logiche montiane di ristrutturazione del Paese in Calabria non possono e non debbono avere cittadinanza? Cosi` come resto di stucco nel leggere le reazioni di molti esponenti dell`opposizione e dello stesso sindacato rispetto ai drammatici dati proposti dal Rapporto Svimez sul Mezzogiorno; perche`, delle due l`una: o si vuole persistere, nonostante tutto e tutti, nonostante la spending review, il buco di 150 milioni di euro dell`Afor ed il rischio fallimento, la crisi occupazionale e la fuga dei nostri migliori giovani, il crollo di tante iniziative imprenditoriali, andando avanti nel classico linguaggio politichese, che mostra sdegno ogni qual volta c`e` un allarme per poi, però, continuare a non fare nulla per modificare la realtà, oppure c`e` qualcosa che mi sfugge».
«E mi piacerebbe – sostiene ancora l`assessore regionale all`Agricoltura – che il commissario del Pd, al di là dei tatticismi pure comprensibili, mi aiutasse a capire. Mi è sfuggita, forse, una riforma di Afor ed Arssa, commissariate dal 2007 (quando il Pd era l`asse principale della giunta Loiero) presentata dal Pd calabrese ed elaborata con grande attenzione magari assieme alla Cgil e ad esperti di chiara fama, per tamponare, specificamente, le falle dell`Afor e ridarle un progetto serio per metterla in sicurezza, visti i venti di austerità che spirano in Europa? Una riforma a cui io non avrei prestato alcuna attenzione nel procedere lungo il percorso di aggiustamento delle criticità del settore e di nuova architettura giuridica per l`Afor, che è additata, lo ricordo a me stesso anzitutto, dalla stampa nazionale come il male dei mali della Calabria? Non mi pare ed infatti non è così. Da parte mia, carta canta. E da parte della giunta regionale, l`apertura al confronto è stata a 360 gradi. Nessuna pregiudiziale e nessuna preclusione. Da parte del Pd, invece, soltanto richieste di rinvii e infine l`abbandono dell`Aula».
Per Trematerra «l`altra spiegazione, non essendomi mai distratto neanche per un istante, è che anche stavolta, in questa nostra sfortunata Calabria, è prevalso, e vedo che purtroppo anche il prof D`Attorre lo interpreta brillantemente, il tatticismo esasperato ed inconcludente. Un tatticismo parolaio e per nulla pratico che, se non fermato al più presto, assieme allo sdegno solo a parole ogni qual volta ci troviamo dinanzi alla presa d`atto dello sfacelo economico e sociale che avanza, ci riserva solo il peggio. Io sono del parere che il Pd abbia perso l`occasione, e non capisco perché, di dare una riforma, assieme alle altre forze politiche, a settori strategici per lo sviluppo della Calabria. Ha preferito soggiacere a tesi parolaie (come quella, per esempio, di chi blatera che è stata fermata la controriforma ai danni dei lavoratori il cui intento è la speculazione elettoralistica), conservatrici e vuote di contenuti, di quelle, per intenderci, che per sopravvivere hanno bisogno di crearsi un nemico arrogante e un avversario irriducibile dei diritti dei lavoratori, liquidando una buona riforma senza neppure discuterla in Aula. E senza neanche preoccuparsi di cosa potrà accadere da oggi in avanti».

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