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Nucara: il problema di Reggio? La mancanza di un procuratore

REGGIO CALABRIA Il vero problema di Reggio? Semplice: la mancanza di un successore di Pignatone. Altro che ‘ndrangheta, altro che scioglimento del consiglio comunale. Il governo deve invece darsi u…

Pubblicato il: 28/09/2012 – 18:39
Nucara: il problema di Reggio? La mancanza di un procuratore

REGGIO CALABRIA Il vero problema di Reggio? Semplice: la mancanza di un successore di Pignatone. Altro che ‘ndrangheta, altro che scioglimento del consiglio comunale. Il governo deve invece darsi una mossa e «nominare un procuratore capo». Parola di Francesco Nucara, deputato e segretario nazionale del Pri, arrivato venerdì pomeriggio a Palazzo Campanella per mettere in luce il vero dramma che consuma la città: l’anomalia di un territorio ad alta densità mafiosa ma privo di una figura di vertice in Procura.
Quella del parlamentare repubblicano è una comunicazione appassionata, degna di un buon soldato fedele, di quelli che seguono i generali anche nella disfatta, nella rovina. Ma non è questo il caso, perché Reggio non è al collasso amministrativo e politico, bensì è vittima dell’operato di «due o tre pecore nere». Che c’entrano allora gli altri? Nucara lo chiede facendo uso di una retorica assertiva, consapevole. Sciogliere il Comune per così poco sarebbe un atteggiamento da matti, da sconsiderati. La colpa è solo dei partiti, non del sistema, afferma il politico repubblicano. Che alla difesa alterna le scudisciate ai presunti sostenitori del disastro, la sinistra, cioè quelli che non si «rendono conto del danno» che deriverebbe dall’arrivo dei commissari. Anzi, dei «podestà», quelli che potrebbero governare «fino al 2015». In sostanza, dei «burocrati che non prenderanno alcuna iniziativa politica, perché non ne hanno l’interesse».
Dunque, serve scongiurare tutto questo, evitare la sciagura, approntare soluzioni nuove. In primis, si legge tra le righe del suo discorso, mantenere lo status quo e pensare a un nuovo e «futuribile progetto per la città». A partire, però, dall’attribuzione delle vere responsabilità di una simile situazione. «Innanzitutto accertando la paternità di certi contratti», spiega Nucara. Che, senza mai nominarla, fa riferimento alla Multiservizi, la società che ha scoperchiato gli interessi dei clan all’interno di Palazzo San Giorgio.
La colpa di tutto questo? Il deputato repubblicano gesticola e con fare sornione consiglia: «Andate indietro nel tempo e ne scoprirete delle belle». Salvo Arena, allora, salvo Scopelliti e salvo il centrodestra. Reggio è nel baratro per colpa di altri, di quelli che sono venuti prima. E sbaglia chi parla di “Primavera” o di “rinascita” della città. Ciò non toglie che oggi il problema esiste, e va affrontato. Ma le domande del segretario Pri non si sono esaurite. «Perché non hanno sciolto la Provincia di Crotone o il Comune di Palermo? E perché allora sciogliere Reggio?», si chiede ancora. Per poi aggiungere una riflessione amara, con tanto di critica: «Con la politica dei sospetti siamo al Kgb, alla Stasi, e non in una società civile».
Nucara non usa mezzi termini: per uscire da tutto questo serve una «chiamata alle armi». Ma senza strumentalizzazioni, perché «io non difendo nessuno, difendo solo la città».
Ecco perché il parlamentare Pri apprezza i firmatari del manifesto “Reggio rivendica il suo ruolo”, la riprova che in riva allo Stretto «c’è ancora gente non obnubilata».
Sulla scorta di questa rivendicazione, Nucara annuncia un quanto mai prossimo «rapporto alla città», una comunicazione solenne, o qualcosa del genere. Urge la mobilitazione, contro uno scioglimento nefasto. Forse anche ingiustificato, perché gli sbagli di pochi «non possono penalizzare tutti gli altri». Ecco, quindi, l’idea: «Sogno di portare in piazza 10mila persone per dire alla signora ministra: questa è Reggio, gente che vuole lavorare, gente disperata». Poi una gaffe: «Dove c’è una classe politica di schifosi». La rettifica, dopo qualche secondo di imbarazzo: «Ma non sono tutti schifosi». Già, solo alcuni. E allora perché devono farne le spese tutti?, lascia intendere Nucara.
«Esistono magistrati corrotti, ma non per questo smettiamo di credere alla magistratura. Allo stesso modo ci sono i politici corrotti». Infine, una perla: «Che poi bisogna distinguere tra la corruzione e lo sperpero». Come dire: forse è vero, questi hanno scialacquato, ma non per interesse». Chiaro? Che poi, questi politici corrotti «se sbagliano si fermano un giro, poi si ripresentano…».
Ma le chicche non sono finite. Nel corso del suo intervento – celebrato all’interno dell’aula Nicholas Green del consiglio regionale – il deputato repubblicano pontifica sulle responsabilità della politica che «non deve aspettare che le sentenze passino in giudicato» per prendere decisioni drastiche su determinate “pecore nere”. Un po’ come hanno fatto il Pri e lo stesso Nucara, che hanno consentito al consigliere Antonio Rappoccio di restare al suo posto fino a quando la Procura generale non ha deciso di dare esecuzione all’arresto per corruzione elettorale aggravata, truffa e peculato.
Non è finita. Il parlamentare repubblicano lancia la bordata finale: «Sono venuto a sapere che la sinistra sta preparando i festeggiamenti per lo scioglimento. Vergogna! Come faranno a guardare ancora in faccia i loro figli?». «Questa sinistra – ha continuato – anche se si votasse a ottobre perderebbe comunque le elezioni».
In conclusione, c’è ancora spazio per una esortazione, nei confronti dei consiglieri comunali dell’Udc:  «Alzate le gambe, venite a Roma e chiedete a Casini di parlare con la Cancellieri».

L’APPREZZAMENTO DI ARENA
Le parole del soldato Nucara sono musica per le orecchie di Demetrio Arena, ospite della “manifestazione pubblica” indetta dal segretario Pri. Il sindaco di Reggio ricorda la sua recente discesa in campo (annunciata lunedì scorso), avvenuta per «comunicare quello che davvero sta avvenendo in città e per far conoscere i rischi che si corrono». La goccia che ha fatto traboccare il vaso, com’è noto, è l’articolo di Repubblica di domenica 23 settembre, a firma di Annalisa Cuzzocrea. Un servizio che, secondo Arena, era pieno di «eventi rabberciati e notizie false». Un chiaro esempio della congiura che si sta consumando ai danni di Reggio Calabria. Un «gioco al massacro con le bombe che cadono direttamente sulla città».
Senza contare gli effetti dell’arrivo della commissione d’accesso al Comune, che ha costretto l’amministrazione da lui presieduta a «spegnere i motori che erano stati appena accesi». Una stasi devastante, quella di cui è vittima una città che ormai «non è più nelle condizioni di aspettare: non possiamo affrontare questa crisi senza strumenti». Infine, il ringraziamento a Nucara, un uomo su «cui fare affidamento per la battaglia a Roma condotta da chi vuol fare saltare il banco».

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