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Tagli ai treni, la Provincia di Reggio avvia una class action

REGGIO CALABRIA Una class action contro il taglio dei collegamenti ferroviari tra il Reggino e il resto del Paese. È quanto avviato dall`amministrazione provinciale di Reggio Calabria che ha già in…

Pubblicato il: 13/10/2012 – 13:08
Tagli ai treni, la Provincia di Reggio avvia una class action

REGGIO CALABRIA Una class action contro il taglio dei collegamenti ferroviari tra il Reggino e il resto del Paese. È quanto avviato dall`amministrazione provinciale di Reggio Calabria che ha già inviato una diffida al rappresentante legale di Trenitalia e ai ministri pro tempore dell’Economia e delle Finanze e delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nell’atto, firmato dal presidente dell’ente Giuseppe Raffa, si rileva che la «società Trenitalia per la Calabria ha avviato una strategia volta alla riduzione dei costi e, sopprimendo alcune corse ferroviarie, ha determinato delle conseguenze negative nei collegamenti della Calabria con le Regioni del Centro e del Nord. Il contestuale investimento di enormi risorse finanziarie per il miglioramento del servizio ferroviario nelle Regioni più ricche del Paese, tutte site nel nord Italia, a scapito di quelle del Sud, contribuisce all`ulteriore isolamento del Meridione con conseguenti battute d`arresto per l`economia calabrese, già in grave crisi». Secondo Raffa, «i tagli delle corse dei treni in Calabria hanno generato una grave situazione di disagio fra i pendolari calabresi e i viaggiatori in generale, considerato che a causa delle condizioni delle strade statali e i lavori ancora in corso della autostrada A3, non hanno altra alternativa al trasporto pubblico locale. La destinazione, poi, al trasporto passeggeri di vagoni obsoleti, sporchi, con posti a sedere insufficienti e servizi igienici spesso non funzionanti costringe a condizioni di viaggio umilianti». Nella diffida inoltrata dalla Provincia di Reggio si stila anche l`elenco dei treni soppressi che configurerebbe, secondo quanto riportato nel testo, un «comportamento giustamente offensivo e discriminatorio nei confronti dei cittadini residenti nel territorio della provincia di Reggio Calabria». Condotta, questa, che, per il presidente dell’Ente di via Foti, non solo è illegittima ma, in particolare, viola anche gli artt. 2, 3, 41 e 43  della Costituzione. «Tale violazione riguarda – sempre secondo la diffida – anche le  norme, i contratti, i piani e gli accordi previsti per l’intero territorio nazionale, che regolamentano i rapporti con lo Stato di concessione dell’infrastruttura ferroviaria nazionale, i rapporti per l’esercizio e lo sviluppo dell’infrastruttura, la previsione di ammodernamento della rete e del materiale rotabile, l’erogazione di contributi ed indennizzi, l’elaborazione di piani di priorità  e la redazione di standard  di qualità e adempimenti per Fs e Trenitalia”; viola poi i diritti dei viaggiatori contenuti nella carta dei servizi e nel codice del consumo i regolamenti Cee e finanche il codice penale».  Nel ricorso di Raffa si legge ancora che «pur in presenza di un sistema normativo che ormai apre alle liberalizzazioni, il settore delle Ferrovie in Italia è in regime di monopolio e ciò a garanzia e tutela dell`interesse generale e, quindi, di un servizio minimo e predeterminato a tutti gli utenti con particolari obblighi di servizio. Tuttavia, Trenitalia continua ad applicare una strategia di mercato redditizia che si ripercuote sul peggioramento dell’offerta nel servizio universale». Per Raffa «il trasporto ferroviario  – altro passaggio della diffida – in quanto servizio pubblico deve rispondere a fini sociali essendo destinato a soddisfare i bisogni della collettività». Pertanto, «la riduzione del servizio in zone economicamente depresse del Paese  non può essere giustificata da semplici calcoli di redditività tra “entrate” e “uscite”, soprattutto quando le “entrate” sono ridotte a causa dei costi elevati pur nel totale disservizio  ed in palese contrasto con quanto previsto dalla Carta dei Servizi di Trenitalia».  Secondo Raffa «la soppressione dei treni è  l’ennesima umiliazione per la Provincia di Reggio Calabria ed il suo territorio e per tutti i suoi abitanti che si vedono trattare dallo Stato come cittadini di serie B. Considerato, peraltro, che i trasporti gestiti da codesta società costituiscono servizi collettivi, generali ed indispensabili, effettuati in regime di posizione dominante di mercato rispetto al principio della concorsualità e concorrenza , per cui altri organi privati non possono facilmente entrare nel mercato, essendo il servizio in concessione a codesta società, che seppur formalmente privata rimane, secondo la giurisprudenza costituzionale e amministrativa, di natura pubblicistica in quanto partecipata dallo Stato a fine degli interessi pubblici generali e universali coinvolti».».

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