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Censore contrario alla proposta di legge del centrodestra che rivoluziona la sanità

REGGIO CALABRIA «Che ci sia qualcuno intenzionato a mettere in atto un`autentica operazione di spoliazione è noto a tutti ormai. D`altronde, è evidentissimo che nessuno abbia elementi oggettivi per…

Pubblicato il: 19/10/2012 – 19:55
Censore contrario alla proposta di legge del centrodestra che rivoluziona la sanità

REGGIO CALABRIA «Che ci sia qualcuno intenzionato a mettere in atto un`autentica operazione di spoliazione è noto a tutti ormai. D`altronde, è evidentissimo che nessuno abbia elementi oggettivi per poter confutare che la provincia di Vibo ma anche quella di Crotone, sia al centro di un preoccupante progetto di smantellamento che si amplifica, vertiginosamente, con il passare delle ore». È quanto afferma, in una dichiarazione il consigliere regionale del Pd Bruno Censore «che contesta nel merito – riporta un comunicato – la nuova proposta di legge del centrodestra che prevede un nuovo assetto organizzativo della sanità calabrese».
Secondo la proposta di legge presentata dai consiglieri di maggioranza Claudio Parente, Nazzareno Salerno, Giulio Serra e Gianpaolo Chiappetta sparirebbero le cinque Asp e le tre Aziende ospedaliere attualmente esistenti con la conseguente creazione di tre aziende sanitarie territoriali (Ast) e tre Aziende sanitarie ospedaliere (Aso). «Il progetto di legge – si legge nella relazione di presentazione – tiene conto delle disposizioni imposte dal Piano di rientro». Tale riorganizzazione «è resa necessaria a fronte del tasso di ospedalizzazione complessivo ancora molto alto, superiore al 220%, ed un tasso di ricovero dei residenti superiore al 180%. Nel 40% dei casi i ricoveri riguardano soggetti ultra 65enni, ripetuti nel tempo ed ascrivibili prevalentemente a patologie cardiocircolatorie, neurologiche o respiratorie. Con i citati provvedimenti si quindi è proceduto alla disattivazione di alcuni presidi ospedalieri pubblici, prevedendone la riconversione in Capt (centri di assistenza primaria territoriale), Case della Salute o strutture di riabilitazione. Il nuovo progetto di riordino del sistema sanitario regionale prevede una diversa configurazione degli ambiti organizzativi e territoriali delle Aziende sanitarie ed ospedaliere regionali. Con esso si vuole concretizzare il procedimento di scorporo ospedale-territorio attraverso la ridefinizione territoriale delle aziende sanitarie locali e la conseguente riaggregazione per funzioni alle aziende ospedaliere dei presidi ospedalieri che erano precedentemente afferenti alle Asp».
Da qui nasce l`esigenza per i quattro consiglieri regionali «di rivedere interamente l`assetto istituzionale ed organizzativo delle Aziende del servizio sanitario regionale attraverso la presente proposta di legge, più funzionale al miglioramento della qualità dell`intero sistema che deve essere informato alla omogenea distribuzione dei servizi, all`equità, anche territoriale, nell`erogazione delle prestazioni, all`efficienza nel funzionamento delle strutture. La Regione assicurerà, quindi, l`effettiva erogazione delle prestazioni incluse nei Lea attraverso le Ast, che provvederanno a garantire le prestazioni di assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro e distrettuale, e le Aso che provvederanno a garantirete prestazioni di assistenza ospedaliera».
Tesi che, tuttavia, non sembrano convincere Censore: «A partire dai propositi di soppressione della Provincia l`ultimo periodo è un crescendo di azioni che rischiano di minare la tenuta sociale dei territori più marginali. Nessuno, sia chiaro, intende assurgere al ruolo di sobillatore, ma quello che sta succedendo ai danni dei vibonesi e dei crotonesi è inaccettabile. Così come è inaccettabile la complicità di alcuni ambienti locali di quel centrodestra finora totalmente incapace di congetturare atti concreti per il rilancio del territorio. A chi, forse per logiche partitiche continua a mortificare il proprio ambito di riferimento, ricordo che è proprio in questi casi che la politica tutta, senza distinzione di appartenenza, deve dimostrare coesione attorno all`unico interesse che giustifica la nostra postazione istituzionale: i cittadini».
Per Censore «in sostanza, il progetto di legge depositato dai consiglieri regionali Salerno, Chiappetta, Serra e Parente prevede la riduzione delle attuali cinque Asp che saranno soppiantate da tre grandi Asp e da altrettante grandi Aziende ospedaliere. Mentre da un lato la Giunta regionale dichiara di voler tutelare le autonomie provinciali, dall`altro, le Aziende sanitarie di Vibo e Crotone vengono soppresse con un semplice colpo di spugna. Nel provvedimento si dice anche: le nuove aziende subentreranno nei rapporti attivi e passivi delle vecchie aziende soppresse. Ma quali rapporti e quali aziende? Non si tiene conto della circostanza che le strutture ospedaliere dovranno essere fisicamente separate dal corpo delle aziende territoriali a cui oggi fanno riferimento e non sarà un`operazione semplice per i cittadini, per la qualità dei servizi, per i fornitori, per il personale e per tutta la macchina regionale che rischia di ingolfarsi terribilmente. Si prevede la nomina di commissari, dei quali non capisce quali siano poteri e funzioni, giustificati solo dall`esigenza di mandare via gli attuali organi apicali delle aziende. Si rischia che il 1 gennaio 2013, ci sia solo confusione e che le strutture ospedaliere e territoriali non abbiano alcun punto di riferimento, e che non sappiano più di quale azienda fanno parte. Sempre che il governo Monti non impugni la legge avanti alla Corte costituzionale, dato che incide fortemente sulle competenze del Commissario ad acta e sulle competenze della Commissione straordinaria che gestisce l`Asp di Vibo, sciolta per mafia».

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