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Guccione: «Scopelliti a casa perché non paga i fornitori»

COSENZA «L’assurdità della nostra regione non è soltanto il fatto che le imprese e i fornitori del sistema sanitario calabrese sono costrette ad attendere 870 giorni (quasi tre anni) per vedersi sald…

Pubblicato il: 04/02/2013 – 11:41
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Guccione: «Scopelliti a casa perché non paga i fornitori»

COSENZA «L’assurdità della nostra regione non è soltanto il fatto che le imprese e i fornitori del sistema sanitario calabrese sono costrette ad attendere 870 giorni (quasi tre anni) per vedersi saldati i propri crediti, ma il fatto che presso il dipartimento della Salute è stato istituito con Decreto n. 36 del 14.12.2010 del presidente della giunta regionale, nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Calabria, un ufficio apposito denominato Bde (Bad Debit Entity), che doveva servire ad effettuare i pagamenti del debito sanitario già accertato al 31.12.2008. Sono passati oltre tre anni e si è provveduto a pagare solo il 20% del debito nonostante la disponibilità di 450 milioni di euro». È quanto afferma, in una nota, il Consigliere regionale del Pd Carlo Guccione.
«Infatti, ciò che è ancora più assurdo e scandaloso – prosegue Guccione – è il fatto che la Regione Calabria (udite, udite!) per pagare questi debiti abbia contratto un apposito mutuo di 450 milioni di euro senza mai riuscire ad utilizzarlo per porre fine all’agonia di imprese ed aziende, calabresi e non che, al 31.12.2008, avevano prestato la loro opera per il sistema sanitario regionale. È stato assunto un mutuo, dunque, per saldare il debito e di esso ne è stato utilizzato solo il 20%: uno scandalo enorme, soprattutto se si pensa che tantissime imprese sono già fallite o rischiano di fallire e tantissimi dipendenti rischiano di rimanere senza lavoro per l’atteggiamento insulso ed irresponsabile di una Regione che non salda i crediti pur avendo le risorse disponibili per estinguere tutti i debiti al 31.12.2008 nella sanità calabrese».
«Basterebbe solo questo – conclude Guccione – per mandare a casa Scopelliti e la sua giunta che in questi anni hanno fatto solo annunci e passerelle senza mai preoccuparsi di quanti, imprese, aziende e fornitori, rischiano di fallire pur avendo fornito prodotti e prestato la loro opera per la Calabria e per il suo sistema sanitario».

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