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In aula la versione di Cisterna sull`intercettazione sparita

REGGIO CALABRIA È finalmente approdato di fronte a un giudice – il gup Cinzia Barillà – almeno uno stralcio della vicenda che da oltre due anni ha catapultato l’ex vicepresidente della Dna, Alberto C…

Pubblicato il: 06/06/2013 – 20:31
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In aula la versione di Cisterna sull`intercettazione sparita

REGGIO CALABRIA È finalmente approdato di fronte a un giudice – il gup Cinzia Barillà – almeno uno stralcio della vicenda che da oltre due anni ha catapultato l’ex vicepresidente della Dna, Alberto Cisterna, nell’occhio del ciclone, dopo le accuse – che mai hanno trovato riscontro – che il pentito Nino Lo Giudice ha fatto a suo carico. Si è aperta oggi l’udienza preliminare per il procedimento che vede l’ex numero due della Dna accusato di calunnia nei confronti del capo della squadra mobile di Torino, Luigi Silipo, autore di un’informativa dalla quale è scomparsa un’intercettazione che avrebbe immediatamente scagionato Cisterna. Una vicenda quasi paradossale che si innesta nel grande calderone di veleni nato dalle rivelazioni che Nino Lo Giudice – il pentito di cui da oltre due giorni si sono perse le tracce – aveva affidato a un memoriale redatto dopo i 180 giorni durante i quali i pentiti sono obbligati a mettere nero su bianco tutto quello che è a loro conoscenza.  
Il rinvio a giudizio del magistrato reggino, divenuto procuratore della Dna giovanissimo, era stato chiesto dall’ex procuratore facente funzioni, Ottavio Sferlazza, e dal sostituto procuratore Matteo Centini, in seguito alla richiesta di archiviazione presentata al gip del procedimento contro Silipo scaturito dall`esposto formulato dallo stesso Cisterna. Un’archiviazione cui l’ex numero due della Dna si era opposto per lo stesso motivo per cui oggi si è difeso in un interrogatorio di oltre tre ore dall’accusa di aver calunniato l’ex dirigente della Mobile: gli errori oggettivi – e che la stessa Procura non ha mai negato – contenuti nell’informativa trasmessa il 25 luglio 2011 al sostituto Beatrice Ronchi avrebbero immediatamente sciolto ogni possibile dubbio sui presunti rapporti tra Cisterna e il boss della `ndrangheta reggina Luciano Lo Giudice, ma  questa era anche la principale accusa del procedimento per corruzione in atti giudiziari istruito dal pm Ronchi – e   in seguito archiviato su sua stessa richiesta – che vedeva indagato il giudice Cisterna.  
Un procedimento che si sarebbe sciolto come neve al sole già nelle prime fasi di indagini se quell’informativa fosse stata redatta correttamente e soprattutto se – ha segnalato l’ex numero due della Dna nel corso dell’interrogatorio – fossero state fatte tutte le verifiche necessarie dopo la denuncia fatta dallo stesso Cisterna.  Per la Procura, che dopo la richiesta di archiviazione ha deciso di procedere per calunnia,  l’ex numero due della Dna avrebbe dovuto invece rendersi conto dell’assenza di dolo nella redazione di un’informativa, pregiudicata solo in “maniera marginale” da errori.
Una valutazione su cui Cisterna non concorda, per questo oggi ha chiesto e ottenuto di essere sentito di fronte al gup dal pm Matteo Centini, dopo aver detto no alla delega all’interrogatorio che il sostituto aveva dato alla Guardia di Finanza di Roma. A sentirlo avrebbe dovuto essere il colonnello Di Gesù, uno degli uomini di fiducia dell’ex procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, in principio titolare del naufragato procedimento su Cisterna.  
Per oltre tre ore, l’ex numero due della Dna ha risposto alle domande del pm Centini, evidenziando tutti gli aspetti di quella che ha definito un’operazione «per molti aspetti illecita sotto il profilo processuale e per molti altri anche illegittima». Quello fra i due è stato un confronto serrato ma aperto fra uomini del diritto, durante il quale Cisterna ha evidenziato sia aspetti controversi dell’indagine, come la decisione di non ascoltare il funzionario di polizia Francesco Giordano che lo stesso 25 luglio 2011 aveva depositato una seconda informativa sulla cosca Lo Giudice dove veniva correttamente riportata l`intercettazione sparita in quella a firma di Silipo, sia la sua assoluta determinazione a cercare la verità, ricordando di essersi opposto anche in Cassazione alla richiesta di archiviazione del procedimento per corruzione in atti giudiziari istruito dalla Ronchi. Un interrogatorio fiume e che ha occupato buona parte dell’udienza, aggiornata al prossimo 27 giugno. (0070)

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